22-04-2020

SOMA Residence di Dumican Mosey

Dumican Mosey Architects,

Kirsten Hepburn, Cesar Rubio,

San Francisco, California, USA,

Residenze,

Per progettare la propria nuova residenza privata, con annesso studio e galleria d'arte, l'artista internazionale Klari Reis ha scelto lo studio d'architettura californiano Dumican Mosey. Come suggerisce il nome il progetto sorge a SOMA, San Francisco, quartiere che negli ultimi anni ha visto una rapida evoluzione. Si tratta di un lavoro di restauro e riqualificazione, nato da una vecchia officina meccanica in disuso. Quando gli architetti hanno fatto il primo sopralluogo l'edificio, di due piani, era "scuro, fatiscente, e pieno dell'odore pungente del lubrificante". Ora, finiti i lavori, SOMA Residence è un gioiello incastonato nelle facciate dell'omonimo quartiere, a fianco del famoso Financial District.



SOMA Residence di Dumican Mosey

SOMA Residence è una delle ultime realizzazioni di cui lo studio d'architettura statunitense Dumican Mosey può vantarsi. L'edificio, come lascia intuire il nome, sorge nell'effervescente omonimo quartiere di San Francisco in California, in adiacenza alla famosa Market Street e al Financial District. L'incarico arriva da Klari Reis, artista internazionale conosciuta per le sue installazioni con le piastre di Petri, normalmente usate in biologia per le colture cellulari e l'osservazione delle colonie batteriche.

La richiesta della Reis era quella di riqualificare un ampio edificio su due piani, dotato anche di un piccolo cortile posteriore che a inizio secolo ebbe un impiego industriale e in seguito, a partire dagli anni '20, divenne un'officina meccanica di autoriparazioni. Essendo Klari Reis un'artista multidisciplinare, una parte fondamentale del suo briefing e degli obiettivi progettuali riguardava l'uso estensivo e interconnesso di arte, scultura e concezione architettonica contemporanea. Quest'ultima, nello specifico, attraverso le qualità della luce, dello spazio, delle texture, dei materiali e del flusso doveva connettere, in maniera olistica, tutte queste componenti.

"Lo storico edificio a uso industriale, già occupato dal proprietario, è stato una tela bianca che ha fornito un'opportunità stimolante in questo progetto, attentamente studiato, di riutilizzo adattivo" racconta lo studio nella descrizione del progetto.

Entrando per il primo sopralluogo, gli architetti di Dumican Mosey hanno trovato "un edificio scuro, fatiscente e pieno dell'odore pungente di grasso e lubrificante". Ma hanno anche notato il grande potenziale, insito nell'unicità di un luogo, che ancora manteneva intatte, soprattutto nel fronte a ridosso della strada, le denotazioni architettoniche di tempi passati. La scelta è stata quella di preservare e restaurare tutti gli elementi storici della facciata, decorando invece l'interno con elementi e mobilio modernisti. Questo "doppio gioco" ha dato forma a un effetto particolare per i passanti che, fiancheggiando l'edificio dal marciapiede, guardano verso l'interno.

Lo spazio a disposizione per il progetto era considerevole: circa 400 metri quadrati per ognuno dei due livelli. Al piano terra sono stati ricavati lo studio e la galleria d'arte personale di Klari Reis, un’abitazione indipendente per gli ospiti e due garage per le automobili. Il piano superiore è invece interamente destinato ad appartamento privato dell'artista e della sua famiglia.
I colori ricorrenti sono quelli dei materiali usati negli interni. Al piano terra i pavimenti sono composti da lastre in cemento di grandissime dimensioni, le pareti sono intonacate di bianco e una serie di grandi vetrate basculanti permette l'accesso al piccolo cortile, nonché l'areazione durante eventi ed esposizioni.

Al piano superiore l'elemento principale di pavimenti e soffitti è il legno, contrastato nelle pareti dal grigio del cemento con le sagome dei casseri a vista, il tutto arricchito dal bianco del mobilio e di alcune superfici intonacate. Al centro della pianta dell'appartamento si trova un'apertura nel soffitto, dando vita a un cortile interno quadrato su cui si affaccia il terrazzo posto al livello del tetto. Questo è costruito come un'altana e occupa circa un quarto della superficie totale della copertura. Inoltre, è abbastanza spazioso, tanto da ospitare una grigliata con gli amici oppure per prendere il sole e giocare con i bambini.

Il particolare più interessante di tutto il restauro, va detto, è una Fiat 500 del 1965, rossa fiammante, appesa a testa in giù al soffitto del primo piano, in corrispondenza delle scale che portano all'abitazione al primo piano. Niente di strano: è la casa di un artista.

San Francisco, come altre città californiane e statunitensi, pullula di vecchi edifici industriali in fase di restauro, creando una piccola nuova corrente architettonica della quale Dumican Mosey è certamente un'esponente.

Francesco Cibati

Architetto: Dumican Mosey Architects
Luogo: San Francisco, California, USA
Anno del progetto: 2018
Categoria: Ufficio, Galleria d'arte, residenza privata
Superficie 762 mq residenze, ufficio, galleria e garage + 38mq giardino
Fotografie: Cesar Rubio and Kirsten Hepburn

https://dumicanmosey.com
https://www.klariart.com
https://cesarrubio.com
https://hepburnphoto.com


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