09-01-2003

São Paulo, Brasile PINACOTECA DO ESTADO

Massimiliano Fuksas,

Bar, Scuola, Sport & Wellness, Musei,

Premio, Arte,

Progettista: Paulo Mendes da Rocha, con Eduardo Argenton Colonelli e Weliton Ricoy Torres.
Localizzazione: Praça da Luz,2- São Paulo, Brasile
Data di progetto: 1993
Data di realizzazione: 1998
Datazione edificio esistente: fine XIX sec. (arch. Ramos de Azevedo)
Tipologia d’intervento: restauro, ristrutturazione e adeguamento funzionale.
Destinazione d’uso: museo.



São Paulo, Brasile PINACOTECA DO ESTADO Ubicato nel centro di São Paulo do Brasil, il palazzo di fine ?800 che ospita la pinacoteca? progettato da Ramos de Azevedo ? è un edificio simmetrico, classico, la cui pianta rettangolare viene intersecata da un corpo ortogonale, che aggetta rispetto al resto della costruzione.

La corte ottagonale baricentrica appare il fulcro distributivo dell?impianto funzionale, mentre gli ambienti d?uso sono dislocati intorno alle due corti rettangolari minori che trovano posto nelle ali.

Circondato da un grande parco, l?edificio presenta partiture murarie in mattoni sobrie ed austere come la funzione originaria della costruzione ? il Liceo de Artes y Oficios ? opportunamente esigeva.

Analogomente al PS1 di Fischer a NY ? anch?esso ospitato in una ex-scuola pubblica ottocentesca, a cui lo accomunano tipologia e materiali -, l?ex liceo paulista è stato convertito in struttura museale, con un intervento dalla modernità così elegante ed raffinata da far vincere al suo progettista Paulo Mendes da Rocha, nel 2000, la seconda edizione del prestigioso Premio Mies van der Rohe per l?America Latina.

In sintonia con l?analogo intervento di Massimiliano Fuksas per il Museo Tuscolano di Frascati, da Rocha non aggredisce le strutture esistenti, lasciando che le addizioni contemporanee esaltino, con la loro elegante semplicità, la complessità della partitura ottocentesca: così, gli elementi di cortèn che l?architetto inserisce per consentire l?adeguamento funzionale dell?edificio - in particolar modo l?inserimento di nuovi collegamenti, sia orizzontali che verticali - non cerca alcun tipo di retaggio mimetico, con uno ?stacco? visivo così netto che le strutture esistenti, in cui il passaggio del tempo volutamente viene esaltato anziché occultato, assumono l?aspetto di rovine, di elementi archeologici ricchi di mistero e suggestione.

La necessità di coprire le corti con ampie vetrate aggiunge un affascinante reticolo di ombre regolari alla luce accecante di São Paolo, distorto, specie nella corte ottagonale, dall?inclinazione, in pianta, dei muri. Questa scelta, inoltre, consente all?architetto di non porre infissi alle aperture, permettendo allo sguardo di penetrare nelle ombrose prospettive che l?infilata simmetrica delle stanze rende incalzanti e labirintiche, come in uno spazio borgesiano.

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