06-10-2010

Salento, Puglia

USA,

Sport & Wellness, Bar,

riqualificazione, Film,

Salento, un viaggio tra recuperi architettonici, funzionali e di riqualificazione del territorio. Il nuovo Salentoshire tra design, storia e tradizione lapidea.



Salento, Puglia
New York, al Tribeca Film Festival patrocinato da Robert De Niro non si parla d'altro! Protagonisti il Salento, Lecce con le sue architetture nella commedia brillante di Ferzan Ozpetek, Mine Vaganti, film che si svolge tra le spiagge di Gallipoli, la campagna profonda e il centro di Lecce.
Ormai cittadino onorifico della città non è il solo straniero a rappresentare l' internazionalità salentina. Anche la classifica della guida icona Loney Planet del 2010 indica Lecce tra le 10 città più belle al mondo nella quale è impossibile non recarsi almeno una volta nella vita. Per non parlare dei nuovi “massari” come Helen Mirren premio Oscar 2007 per l'interpretazione di Elisabetta II in The Queen che ha “sposato” il Salento comperando una masseria del cinquecento in terra d'Otranto o Lord Alistair McAlpine, tesoriere dei Tory all'epoca di Margareth Tatcher, che ha trasformato una masseria a Marittima di Diso in un b&b esclusivissimo, il Convento di Santa Maria di Costantinopoli. E che dire di Stewart Copeland, batterista dei Police, ambasciatore della musica salentina nel mondo? E' stato invitato come maestro concertatore a “La notte della taranta”, festival incentrato sulla riscoperta dei suoni etnici, ed è diventato un adepto della pizzica, nonché cittadino onorario del borgo.
Ma come si è invece adeguata e trasformata l' architettura pubblica e privata in terra di Salento? L'itinerario scelto parte dalla Lecce barocca per arrivare sino al capolinea d'Italia, Capo di Leuca, con il suo faro e la basilica di Santa Maria de Finibus Terrae. Lecce, sacra e profana: da visitare il complesso parrocchiale di San Giovanni Battista ad opera degli architetti Franco Purini e Laura Thermes situato nel quartiere stadio di Lecce, progetto che esprime una destabilizzazione dello spazio il quale, pur restando fortemente unitario, è caratterizzato da forti frammentazioni dinamiche. Di tutto altro genere il recupero di due soluzioni adibite all'ospitalità alberghiera leccese.

Il Risorgimento Resort è il risultato di un progetto di restauro e risanamento conservativo ad opera dell'architetto Bart Conterio che ha interessato una superficie di circa 4 mila mq. Il progettista ha dedicato particolare attenzione ai principi di sostenibilità dell'edificio usando ad esempio come sistema di raffrescamento le antiche tecniche costruttive bio climatiche delle”camere dello scirocco” di tradizione islamica, sorte in Italia tra il XVI e il XVII secolo. La parte dedicata all'interior design che ha ripreso i colori distintivi del Salento, beige come la pietra leccese, verde come gli ulivi e marrone come le viti, è opera invece dell'architetto Luca Scacchetti. Soluzione alternativa ma di livello sia dal punto di vista della ospitalità che della struttura è il b&b Arco Vecchio. Lo accompagna una storia curiosa. Sede storica del partito comunista, oggi le sei camere e la suite a disposizione degli ospiti sono un piccolo gioiello per gli amanti della tecnologia a cominciare dall'accesso stesso al b&b. Minimalismo nel trionfo barocco.
A pochi chilometri dalla città il “green mediterraneo”, ovvero l'Acaya Golf Resort. Riferimento per gli amanti del golf è stato progettato dallo studio di architettura americano Hurdzan- Fry con i suoi 120 ettari di terreno vario. Scendendo lungo la dorsale verso sud la sosta all'ex conceria Lamarque di Maglie ci porta nel museo permanente della concia al vegetale all'interno di un edificio tipico degli antichi complessi abitativi del Salento. Accanto al museo il cui punto di maggior attrazione è il sistema idraulico per la raccolta delle acque piovane oggi interamente recuperato dal proprietario Luigi Orione Amato, c'è la possibilità di soggiornare nelle sei camere della “Corte dei Francesi “ che nel 1800 erano abitate dagli operai conciatori. E' un vero e proprio stupefacente percorso tra cisterne, vasche, canali e reperti perfettamente conservati.
Ma il mare è l'attrazione fatale.

Ed è lì che è visibile un bel progetto di riqualificazione urbana, la realizzazione della nuova stazione marittima e capitaneria del porto di Otranto ad opera dell'architetto Mario Cucinella. E' il trionfo della pietra di Lecce che riveste completamente la struttura di cemento armato dell'edificio che si propone come il prolungamento verso il mare delle linee dei bastioni, della pietra di Soleto con la quale è stata pavimentata la piazza retrostante e della pietra di Apricena usata per la banchina e i collegamenti. Molti sono anche i recuperi privati, ad uso abitativo di spazi curiosi, come le ex manifatture tabacchi che fino alla metà del 900 rappresentavano luoghi di lavoro e fonte principale di reddito del territorio. A Zollino, il più piccolo paese della Grecia Salentina, l'architetto Roberto Marcatti coadiuvato dal gruppo Nicolì, impresa esperta in restauri conservativi ha recuperato un particolare modulo abitativo risalente alla metà dell'800. Ma il Salento è anche terra di spirito e materia. Un luogo dell'anima è la discoteca/ristorante Club Gibò che miscela architettura locale, colori, profumi e suoni. Arrampicato su un promontorio nei pressi di Santa Maria di Leuca il suo motto è “Just for special people”. E che dire dei luoghi dove mangiare? Nella vera e bella casa di campagna A Casa tu Martinu si va in visibilio tra pittule e frittelline, alle Stanzie vicino a Supersano ci si immerge in un antica masseria del 500 con cripta bizantina e ci si lascia trasportare da una ventina di portate i cui ingredienti sono tutti a km zero, senza dimenticare il ristorante l'Acchiatura di Racale che offre piatti pugliesi e un b&b e centro benessere nel Palazzo Briganti che dispone tra l'altro di una grotta con piscina e terrazze con solarium. E' proprio la centralità dei luoghi e del progetto che delinea il vero statuto dell'architettura di questo territorio e evita la confusione che caratterizza la nostra contemporaneità, tendenzialmente mediatica.

Cintya Concari


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