1. Home
  2. Architetti
  3. Biografie
  4. Richard Rogers

Richard Rogers


Biografia

Nato a Firenze nel 1933, Sir Richard Rogers è tra i più noti esponenti dell’archystar system per le celebri opere realizzate in oltre 50 anni, in particolare con il Team 4 (con Norman Foster dal 1963 al 1967), con Renzo Piano (dal 1971 al 1977) e in seguito con lo Studio Rogers and Partnership.

Dal 2007 Rogers opera con lo studio denominato Rogers Stirk Harbour + Partners (RSHP).
Italiano naturalizzato inglese, Rogers si è laureato a Londra nel 1959, negli anni successivi inizia un percorso professionale e di studio negli USA, entrando in contatto con molte influenti personalità, anche del mondo artistico. Durante un master a Yale, conosce Norman Foster e nel 1963, assieme alle mogli, fondano il Team 4.

Individualmente e col gruppo, in quegli anni Rogers progetta una serie di abitazioni private e complessi residenziali, tra cui una casa in plastica, realizzata assieme alla moglie, e la propria abitazione a Wimbledon in acciaio e materiali sintetici, ma sono soprattutto gli edifici industriali di Swindon (1966) a dare una svolta alla carriera di Rogers e Foster.
Pur essendo basati sui criteri della leggerezza, si tratta di architetture che continuano la tradizione costruttiva britannica, ma al tempo stesso pongono le basi per la svolta high-tech che caratterizzerà la successiva produzione di entrambi gli architetti. Sul finire degli anni Sessanta Rogers inizia anche l’attività didattica (Yale, MIT, Princeton).

Associatosi con Renzo Piano, nel 1971, vince il concorso per la costruzione del Centro Pompidou a Parigi, tra i più noti e discussi progetti degli anni Settanta.
Nel 1977 fonda lo studio che porta il suo nome e realizza la sede dei Lloyd’s a Londra (1978-1986), oggi emblema dell’architettura moderna e dell’high-tech e la Fleetguard Factory a Quimper (1983). Tra le attuali specificità dello Studio Rogers si annoverano le tematiche della sostenibilità e dell’ambiente, come esposto nel suo volume Cities for a Small Planet (1997).
Con strutture riconoscibili nella loro trasparenza e spettacolarità, l’architettura di Rogers è generalmente considerata in senso “evoluzionistico”, con obiettivi definiti e funzionali, mentre la sua sperimentazione riguarda materiali e processi di lavoro (high performance architecture).

Negli ultimi decenni ha realizzato la sede londinese della rete televisiva Channel 4 (1994); il palazzo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo (1995); il Paddington basin a Londra (2000); il terminal dell’aeroporto di Barajas a Madrid (2004); l'East River Waterfront a New York (2004-2006); il West London Maggie's Center (vincitore del RIBA Stirling Prize 2009); l'One Hyde Park a Londra (2007-2010); la rifunzionalizzazione dello stadio di Las Arenas a Barcellona (2011).
Fa eccezione alla sua produzione il Millennium Dome (1999, oggi The O2), salone espositivo a forma di cupola, situato a Londra in prossimità della linea del Meridiano di Greenwich, meno coerente con la sua personale impostazione.

Il primo edificio statunitense dell'attuale studio RSHP è il grattacielo multifunzione 3 World Trade Center (2018), imponente edificio di 80 piani per 330 mt. di altezza.
Iniziato nel 2006 e ubicato al centro dell'area colpita dagli attacchi dell'11 settembre 2001, si tratta del quinto pezzo inserito nel masterplan progettato da Daniel Libeskind nel 2003.

Nel corso del 2019 hanno visto la luce il Centre Building per la Scuola di Economia e Scienza Politica di Londra (lavori iniziati nel 2014); l'International Spy Museum a Washington e il Centre de conservation du Louvre a Liévin (entrambi iniziati nel 2015).
Nel settembre del 2019 è stata inoltre posata la prima pietra per l'ampliamento del campus di innovazione H-Farm a Ca'Tron in provincia di Treviso (progetto del 2016). Opere che “porteranno la struttura a ricoprire una superficie di 51 ettari e ad ospitare fino a 3 mila persone” per quello che è destinato a diventare "il più grande polo di innovazione in Europa" (La Repubblica).

Tra i molti riconoscimenti, segnaliamo i principali: la RIBA Royal Gold Medal nel 1985, il titolo di baronetto nel 1991, il Praemium Imperiale per l'Architettura della Japan Art Association nel 2000, il Premio Pritzker (2007) e la Medaglia d'Oro 2019 dell'AIA - American Institute of Architects, in "riconoscimento alla lunga attività professionale dell'architetto inglese e alla sua influenza nella teoria e nella pratica della disciplina".
 
Richard Rogers opere e progetti famosi
 
- Progetto "New Green Paper: A Blueprint for Electric Vehicle Charging Infrastructure", 2019
- Centre Building LSE - London School of Economics, Londra (Regno Unito), 2010
- International Spy Museum, Washington (USA), 2019
- Centre de conservation du Louvre, Liévin (Francia), 2019
- One Park Taipei (Taiwan), 2018
- Madrid Nuevo Norte (progetto), Madrid (Spagna), 2017
- Ampliamento del campus di innovazione H-Farm, Ca' Tron, Treviso (Italia), 2016 - in corso
- International Towers, Sydney (Australia), 2016
- Centro Civico, Scandicci, Firenze (Italia), 2014
- Rifunzionalizzazione Stadio di Las Arenas, Barcellona (Spagna), 2011
- One Hyde Park, Londra (Regno Unito), 2010
- Maggie's Centre, Londra (Regno Unito), 2008
- Palazzo di giustizia, Anversa (Belgio), 2006
- East River Waterfront, New York (USA), 2006
- Terminal dell’aeroporto di Barajas, Madrid (Spagna), 2004
- Grand Union Building, Londra (Regno Unito), 2001
- Paddington basin, Londra (Regno Unito), 2000
- Millennium Dome (oggi The O2), Greenwich, Londra (Regno Unito), 1999
- Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Strasburgo (Francia), 1995
- Sede di Channel 4, Londra (Regno Unito), 1994
- Complesso residenziale Thames Reach, Londra (Regno Unito), 1987
- Sede dei Lloyd’s, Londra (Regno Unito), 1986
- PA technology Labs, Princeton, New Jersey (USA), 1985
- Fleetguard Factory, Quimper (Francia), 1983
- Centro Georges Pompidou, Parigi (Francia), 1977
- Patscentre, Melbourne, Cambridgeshire (Regno Unito), 1975
- Zip-up House (progetto), 1971
- Reliance Control Electronics factory, Swindon (Regno Unito), 1966
- Jaffe House (Skybreak House), Maldon (Regno Unito), 1966
 
Sito ufficiale
 
www.rsh-p.com

 

 

 

 


Intervista

Brogi: Qual è il significato di dematerializzazione e permeabilità nella sua architettura, e quale delle sue opere meglio illustra il concetto?

Richard Rogers: L'architettura si fonda su bisogni che cambiano di continuo. Per esempio, i bisogni dell'attività bancaria di trent'anni fa non contemplavano la tecnologia dell'informazione, invece oggi essa è presente ovunque; il modo di svilupparsi della famiglia sta cambiando, infatti cent'anni fa si avevano dieci figli per famiglia mentre oggi ce n'è uno solo. Tutto sta cominciando a cambiare, anche nel mondo del lavoro e degli affari. Il cambiamento è fondamentale e quindi vogliamo costruire edifici che rispondano al cambiamento. Ciò fa sì che oggi l'atto di costruire rappresenti molto più di prima una prestazione artistica, è una struttura in cui si realizzano delle prestazioni artistiche. E' improvvisazione, un po' come nel jazz, quando c'è un ritmo e si improvvisano i pezzi musicali su quella base. Infatti nessun cliente dirà mai "Non lo si può cambiare", e nessun architetto forse dirà mai al suo cliente "Non lo può cambiare". Il concetto visivo , specialmente il concetto italiano o greco di architettura durante il Rinascimento o l'ellenismo, era che un edificio dovesse essere perfetto: nulla poteva essere aggiunto né tolto. Oggi questo non può essere, infatti subito dopo aver finito di costruire un edificio ci chiedono di fare dei cambiamenti, e credo che questo vada bene. Allora si deve trovare una nuova organizzazione, un nuovo ordine per la costruzione affinché permetta il cambiamento; la si deve interpretare con intelligenza. Oggi siamo molto più vicini all'idea di robot che a quella di tempio classico. Con questo non intendo affatto diminuire il concetto di tempio classico, sto solo affermando che siamo in un'altra era, e che ci stiamo muovendo verso un'epoca di robotizzazione dell'architettura in cui forse si parlerà ai muri ed essi ti risponderanno; oggi esiste del vetro che, premuto, assume un colore verde, blu o rosa, a seconda di quello che si vuole: si vuole fare l'amore? Allora si preme il vetro e diventa rosa: è fantastico!

Correlati: Richard Rogers


Correlati

21-02-2020

Kengo Kuma The Exchange un nuovo centro per Sydney

Sydney, nel vivace e attivo quartiere di Darling Harbour lo studio Kengo Kuma & Associates ha...

More...

20-02-2020

Didea Interior design per uffici a Milano e Palermo

A Milano e Palermo sono stati recentemente completati due progetti di interior design dello studio...

More...

19-02-2020

Studio Beretta Associati e Lombardini22 Edificio per uffici una storia di rigenerazione urbana

Lo studio Beretta Associati ha firmato il progetto di rifunzionalizzazione di un edificio per...

More...



Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy

×
×

Rimani in contatto con i protagonisti dell'architettura, Iscriviti alla Newsletter di Floornature