04-10-2006

Reversible destiny lofts. Tokyo. Shusaku Arakawa e Madeline Gins. 2005

Appartamenti, Sport & Wellness, Loft,

Cemento,

Mostra,

E' stato realizzato a Mitaka, alla periferia di Tokyo, ed è un palazzo di nove appartamenti ideato dagli architetti-artisti giapponesi Shusaku Arakawa e Madeline Gins, con criteri che sarebbe riduttivo definire "originali".



Reversible destiny lofts. Tokyo. Shusaku Arakawa e Madeline Gins. 2005 Sfiora infatti l'inverosimile la proposta di una "casa ad ostacoli", dove ogni elemento è sistemato e progettato per essere anticonfortevole. Ad ispirare Shusaka e Madeline è la teoria sviluppata già a aprtire dagli anni '60, secondo cui l'ambiente in cui viviamo influenza notevolmente i nostri stili di vita. Fin qui niente di nuovo, e anche l'Architectural Body Research Foundation ha messo in campo professionisti di diverse discipline per dimostrare che tenere la mente attiva migliora la qualità della vita.
Ma i Reversible Destiny Lofts vogliono andare oltre questo assunto, pretendendo di complicare la vita con un ambiente in cui tutto è illogico, scomodo, lontano dalle nostre abitudini, stridente con i canoni dell'armonia.
Ogni appartamento, infatti, è realizzato in blocchi di cemento dalle forme più varie e che, preassemblati, possono essere riposizionati. Anche i loro colori forti e in contrasto creano a lungo sensazioni di fastidio, mentre pavimenti inclinati e passaggi stretti costringono a piegamenti e flessioni, in un continuo esercizio fisico.
E, neanche a dirlo, i destinatari sono soprattutto le persone anziane, il cui declino mentale e fisico dovrebbe essere ostacolato, a detta dei progettisti, proprio da questo stato di "stress".
In questo ambiente non c'è, quindi, alcun senso di spazio, nè l'equlibrio che ha sempre guidato la progettazione degli spazi abitativi. Blu, giallo, rosa, rosso, e altri colori molto vivi ricoprono le forme ora squadrate ora tondeggianti del palazzo, richiamando l'immagine di scatole giocattolo. L'interno è organizzato con una sala da pranzo circondata da un muro granuloso, con una cucina incavata e uno studio concavo. C'è anche una veranda, ma per raggiungerla bisogna abbassarsi o strisciare, perchè la porta è piccola e stretta.
Ma non è finita: per vivere in questa casa bisogna avere un'ottima memoria, perchè, ad esempio, gli interruttori della luce sono collocati in maniera illogica, senza alcuna corrispondenza tra l'ambiente da illuminare e la loro collocazione. Anche per l'arredamento non c'è molto spazio, in modo da essere stimolati a ricercare soluzioni alternative.
Terminati nell'ottobre del 2005, questi appartamenti stupiscono ancora di più perchè costano il doppio di quelli normali: circa 360mila dollari! Non si tratta, comunque, della prima realizzazione di questo tipo: già una decina di anni fa i due architetti hanno progettato un parco a Gifu, sempre in Giappone, ispirato agli stessi criteri.

Laura Della Badia

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