24-10-2006

Renzo Piano. Base Luna Rossa. Valencia, 2006

Renzo Piano,

Valencia, Spagna,

Uffici, Aziende,

Acciaio,

In occasione della 32a edizione della Coppa America, Renzo Piano ha progettato la base operativa di Luna Rossa Challenger a Valencia.



Renzo Piano. Base Luna Rossa. Valencia, 2006 Elevati valori di resistenza al vento, ricerca di particolari effetti chiaroscurali e di una configurazione "leggera" caratterizzano questo edificio nella zona del porto di Valencia.
Principale protagonista è la pelle: un singolare accostamento di vele che si incontrano e si sovrappongono su una struttura di alluminio. La semplicità dello stile, insieme alla ricerca sui materiali si incontra tra l'altro con lo spirito del gruppo Prada, committente del progetto.
Nel suo sviluppo di 3 livelli, l'edificio mostra infatti la sua forte personalità, fatta di scelte precise sia nelle forme e nel disegno, sia nelle soluzioni tecnologiche. Il piano terra ha una superficie di oltre 2000 metri quadri e ospita l'officina e il deposito per gli alberi e la veleria, con una colonna verticale a tutta altezza appositamente studiata per il lavaggio delle vele.
Gli altri due piani sono destinati invece agli uffici (il primo) e ai servizi di ristorazione, hospitality e palestra per il team (secondo piano).
In cima all'edificio una grande terrazza offre una vista panoramica sulla darsena.

Vista la particolare destinazione d'uso e la vicinanza al mare, è stato necessario rendere l'edificio particolarmente resistente e indeformabile al vento e all'acqua, proprio come le vele. Il sistema di facciata è costituito da pannelli che, preassemblati in cantiere, sono stati montati nel giro di quaranta giorni di lavoro. Per migliorare le prestazioni tecniche, soprattutto in termini di rigidezza, l'involucro è stato accoppiato a un pannello di policarbonato; sono inoltre state utilizzate speciali guarnizioni per garantire la tenuta all'acqua e al vento.

Il risultato è un vero patchwork, un collage di elementi utilizzati sul Luna Rossa negli anni scorsi, tagliati e riassemblati su una serie di telai che, uniti, creano la parete. I pannelli sono in tutto 485; in totale sono state utilizzate 50 vele: 12 rande e 38 genoa, per una superficie esterna totale di 3100 metri quadri.
Molto suggestivo l'aspetto dell'edificio nelle ore notturne, quando l'effetto opaco della facciata scompare, perchè l'illuminazione interna restituisce all'esterno la sagoma della struttura. Di giorno è soprattutto la trasparenza delle fibre di kevlar a consentire alla luce naturale di penetrare negli ambienti interni.
Quando a febbrario Renzo Piano ha visitato la base di Luna Rossa, ha scritto una frase su una parete esterna, accanto agli hangar: "chi nu se straggia ninte!" che in genovese significa "qui non si spreca niente", proprio per spiegare l'idea del riuso delle vele come fondali e pareti di questo patchwork suggestivo.

Laura Della Badia

foto: dalle foto di Carlo Borlenghi ed Enrico Cano; ufficio stampa Metra

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