06-11-2015

Patagonia: viaggiare sostenibile.

USA,

Bar, Hotel,

La Patagonia. Un nome, centinaia di racconti e mille associazioni. Un viaggio non solo alla fine del mondo in una natura dalla bellezza mitica, ma anche un tu per tu con un modo di viaggiare sostenibile per salvaguardare la vera ricchezza di questi territori: il paesaggio dalla forza primordiale. Un viaggio in Patagonia è un viaggio sostenibile.



Patagonia: viaggiare sostenibile.

Sostenibilità come parola chiave di uno stile di vita a cui non vogliamo rinunciare, neppure durante le vacanze. E la Patagonia ci aiuta in tutto questo aspettando la nostra visita.
Partiamo del significato di turismo sostenibile, come da definizione dell'UNWTO (United Nations World Tourism Organization): Tourism that takes full account of its current and future economic, social and environmental impacts, addressing the needs of visitors, the industry, the environment and host communities”.
Quale luogo migliore della Patagonia per mettere in pratica queste accezioni? Infatti qui la vera attrazione per il turista è proprio la natura, ovvero quella risorsa più a rischio se esposta a uno sfruttamento incauto; e in Cile oltre il 65% dei visitatori scelgono la Patagonia per questo motivo Non a caso il governo cileno, già nel 2010, ha deciso di investire massicciamente nel turismo dichiarandolo una delle attività strategiche del paese, favorendo tra l'altro le certificazioni green per facilitare al turista in una scelta consapevole. Una politica condivisa anche dalle amministrazioni regionali.
Andiamo a vedere da vicino alcune tappe, quasi obbligate, quando si pianifica un viaggio nella Patagonia meridionale cilena. 


Partiamo da Punta Arenas, la quale si contende con la città argentina Ushuhaia il primato di centro urbano oltre i 100mila abitanti più al sud del mondo. La capitale della XII regione del Cile, quella delle Magellane e dell'Antartide Cilena, non è solo sede di un aeroporto dove giornalmente arrivano voli da Santiago del Cile, ma anche meta principale per tutti coloro che vogliono esplorare i suoi tesori ambientali.
Da qui con un autobus di linea, attraverso paesaggi patagonici, si arriva all'affascinante paese di Puerto Natales sulle sponde del fiordo Ultima Esperanza, il quale a dispetto del suo nome poco rassicurante ci permette di raggiungere via mare il parco nazionale Bernardo O'Higgins, la più grande area protetta del Cile, infatti copre una superficie di 35259 km quadrati. Qui si possono vedere il ghiacciaio Pío XI e i campi di ghiaccio più estesi nel sud del mondo al di fuori dell'Antartide. Uno spettacolo naturale da godersi al meglio proprio osservandolo dal mare.
Il parco nazionale O'Higgins è confinante con un altro parco nazionale cileno: il Torres del Paine. Non sarà il parco nazionale più grande del paese, ma sicuramente il più visitato. Oltre 242mila ettari tra montagne, ghiacciai e pampa, dove le tre punte di granito del Torres del Paine non solo danno il nome al luogo ma sono l'icona del parco stesso.


Un'attrazione turistica di fortissimo richiamo la Patagonia che richiede ovviamente strutture ricettive adeguate, sia dal punto di vista architettonico che per la sostenibilità ambientale. Segnaliamo quindi tre alberghi che in modo differente, ma sempre con grande attenzione e responsabilità, offrono dei soggiorni davvero indimenticabili.
L'Hotel Awasi a Tercera Barranica si inserisce delicatamente nel contesto e si distingue per il dialogo visivo e materico con il paesaggio. Il complesso infatti è composto da un'area comune con volumi riservati a reception e restaurant e, seguendo il modello dell'ospitalità diffusa, dodici “capanne” distribuite sul territorio. L'architettura si ispira al modello vernacolare dei rifugi ed è realizzata da manodopera locale con i materiali della tradizione. L'orientamento delle varie unità è in funzione del grandioso spettacolo naturale: il Torres del Paine, la foresta boreale e il Lago Sarmiento.
Sempre sulle sponde del Lago Sarmiento si trova un altro albergo che si presenta come un monolito lungo 200 metri e dalle forme che ricordano un legno fossile plasmato dal vento incessante della Patagonia: l'Hotel Tierra Patagonia progettato dallo studio di architettura Cazù Zegers. L'albergo quasi non si vede, quando si arriva, perché è un tutt'uno con il paesaggio maestoso della Patagonia cilena, traendo la sua forza da questa simbiosi che si protrae anche negli interni dominati, come le facciate esterne, dal legno tipico “lenga” e da materiali autoctoni e di produzione locale.
Il terzo albergo è l'EcoCamp Patagonia, il primo albergo geodesico al mondo, certificato secondo gli standard ISO14001 per il suo Environmental Management System a soli 11 km dal campo base del Torre del Paines. L'EcoCamp segue nella sua architettura le forme delle abitazioni dei Kawesqar, abitanti originari della zona. Si tratta di un misto tra iglù e duomo per conservare naturalmente l'energia. La progettazione a basso impatto ambientale, migliorata ulteriormente dall'esecuzione rialzata per non ostacolare la fauna selvatica, viene integrato dall'uso di toilettes compostanti, l'impiego di energia rinnovabili (vento, acqua) e la riduzione di rifiuti. Un luogo ideale per esplorare a piedi o a cavallo il parco nazionale.
Questi sono solo piccoli suggerimenti per chi sogna andare in Patagonia e la letteratura su questa parte della terra di certo non manca. Così concludiamo il nostro viaggio con una citazione presa da “Patagonia Express” di Luis Sepùlveda, grande scrittore e viaggiatore cileno, il quale parlando della vita del gaucho, la figura mitica quanto il paesaggio patagonico, scrive: “E questo cielo? E tutte queste stelle? Sono un'altra bugia della Patagonia, Baldo?” Che importa? In questa terra mentiamo per essere felice. Ma nessuno di noi confonde la bugia con l'inganno.”

Christiane Bürklein

Image credits:
Punta Arenas - grayleen / shutterstock.com
Stretto di Magellano - Ksenia Ragozina / shutterstock.com
Torre del Paine - Yonguit Kumsri / shutterstock.com
Hotel Awasi - Fernando Alda 
Hotel Patagonia - Courtesy of Tierra Patagonia
 


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