24-10-2006

Obra Architects, Padiglione temporaneo del PS 1. New York. 2006

Obra Architects,

MoMA, New York, USA, New York, USA,

Padiglioni,

Legno,

Per il P. S. 1, la sede distaccata e più giovane del MoMa, lo studio Obra Architects ha creato per il 2006 un padiglione temporaneo che, per il modo in cui è stato concepito e realizzato, introduce componenti innovative in materia di allestimenti ed esposizioni.



Obra Architects, Padiglione temporaneo del PS 1. New York. 2006 Ogni estate, infatti, il P.S. 1 invita giovani architetti, designer e creativi a cimentarsi con il tema dell'allestimento temporaneo, ideando un padiglione destinato ad ospitare gli spettacoli musicali e gli eventi della galleria.
"Beatfuse", questo il nome del progetto realizzato per il "Seventh Annual MoMA/P.S.1 Young Architects Program", è stato realizzato all'interno del cortile del museo, segnando la sua presenza con un fluido movimento di linee curve e avvolgenti.
La semplicità del disegno trova la sua controparte nella ricercata tecnologia dei pannelli riflettenti e isolanti che avvolgono gli spazi. Si tratta, infatti, di pannelli sviluppati dalla Nasa come barriera termica per le tute degli astronauti nello spazio: riflettono il 95% del calore radiante. La struttura è invece avvolta da listelli in legno curvato e accoglie 3 spazi, ognuno dei quali è stato progettato per avere un clima e una temperatura diversa. Si tratta, infatti, di un Frigidarium, di un Caldarium e di un Tepidarum ognuno dei quali ha una configurazione differente, pur nell'unità del disegno.
I sette gusci curvi sono di compensato e maglia di polipropilene, ma ci sono anche dei "laghetti" di legno che arricchiscono la varietà di forme e superfici.
Ad accentuare la dinamicità di questa architettura temporanea è la diversa altezza degli spazi, ognuno dei quali sembra godere di una vita propria, proprio grazie alla forte caratterizzazione architettonica e microclimatica.
L'incontrarsi e l'incrociarsi delle volte crea inoltre un continuo gioco di luci e ombre, che si riflettono sulle pareti ma anche negli spazi interni. Ciò che è stato apprezzato di questo progetto è soprattutto la semplicità delle soluzioni adottate, che ha porato, però, ad un risultato di grande originalità, sia architettonica, sia per il modo in cui questi spazi possono essere vissuti dai visitatori.

I due architetti sono l'argentino Pablo Castro e la statunitense Jennifer Lee che fino al 2000 hanno lavorato con Steven Holl per poi fondare un proprio ufficio, Obra Architects, appunto, che ha saputo farsi spazio nel panorama internzaionale.
Il progetto per il padiglione del P. S. 1 è una conferma della vivacità creativa dei due architetti e nello stesso tempo della capacità di esprimersi attraverso soluzioni semplici ma di grande effetto, non solo sul piano visivo.
Particolarmente apprezzato anche il fatto di essere riusciti a contenersi nei 70mila dollari, limite di spesa messa a disposizione dal MoMa.

Laura Della Badia

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