04-10-2006

Museo M. H. de Young Memorial. Herzog & de Meuron. San Francisco. 2005

Herzog & de Meuron,

San Francisco, California, USA,

Musei,

Cemento, Rame,

Pochi anni dopo dalla sua apertura (1894) fu colpito da un terremoto e, ricostruito nel 1921, fu di nuovo danneggiato nel 1989.



Museo M. H. de Young Memorial. Herzog & de Meuron. San Francisco. 2005 Il de Young Museum di San Francisco, che porta il nome del suo fondatore l'editore Michael H. de Young, è stato chiuso nel 2000 ma la sua travagliata esistenza sembra essere giunta ad un punto fermo nel 2005, quando è stata portata a termine la realizzazione della nuova struttura progettata su disegno degli architetti svizzeri Herzog & de Meuron.
Inizialmente i progettisti avevano pensato ad una struttura "diffusa": una serie di padiglioni sparsi nel Golden Gate Park, che dovevano ospitare collezioni differenti, rappresentative di culture diverse. Tuttavia, a vincere è stata l'idea maturata in seguito: un unico edificio che, pur ospitando opere provenienti da tutto il mondo, potesse rendere giustizia della loro varietà, e al contempo correrarle in un disegno unitario. Di qui l'ideazione di tre fasce parallele, tra le quali il parco potesse farsi strada, dando vita a cortili e ampie aree verdi tra un blocco e l'altro. Alla base: il desiderio di esprimere la possibilità della convivenza delle culture e delle arti.
Le tre fasce, infatti, non sono poste semplicemente l'una accanto all'altra, ma interagiscono dando la possibilità ai visitatori di fruire dello spazio in modo flessibile.
La ricerca del contatto e dell'allontanemento, i collegamenti e le improvvise interruzioni sono la metafora del continuo scambio tra culture che restano pur sempre definite nella propria identità. Grazie a questa soluzione, inoltre, è stato possibile far interagire la nuova architettura con il parco, creando un rapporto molto stretto anche con la natura.
Il complesso è stato concepito come aperto, permeabile e in comunicazione con l'esterno, rivolto quindi alla città per invitare cittadini e turisti a scoprirlo. Di qui anche la scelta della copertura che si allunga per creare un'area in cui potersi incontrare, al riparo dal sole o dalla pioggia.
Ma l'elemento visivamente di maggior richiamo è la torre che, con le sue forme irregolari, si distingue dalla linearità dell'intero progetto, diventando una nuova icona nel paesaggio cittadino. Qui inoltre una terrazza panoramica offre una splendida vista sul parco e sulla città. A rivestire l'edificio è una pelle dalle tonalità del rame che, irregolarmente traforata, crea suggestivi giochi di luce e ombre: una soluzione che conferisce maggiore vivacità a questa architettura dalla personalità così decisa.

Laura Della Badia

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