16-06-2003

Museo Felix Nussbaum, Osnabrück, Germania, 1994. Daniel Libeskind

Daniel Libeskind,

Musei,

Cemento,

All'inizio degli anni Ottanta, l'attenzione e la ricerca progettuale di Daniel Libeskind si sono rivolte alla critica dei codici convenzionali dell'architettura; infatti, risale a quel periodo la sua sperimentazione di un nuovo linguaggio progettuale, libero da tecniche e da schemi predefiniti.



Museo Felix Nussbaum, Osnabrück, Germania, 1994. Daniel Libeskind Il percorso lievemente in salita, delimitato dalle due pareti grigie, simboleggia il cammino interrotto della vita di Felix Nussbaum e disegna una sorta di introduzione alle sale espositive.
Queste ultime possiedono una struttura planimetrica rettangolare, ripetutamente messa in discussione da interpolazioni, le quali conferiscono al percorso museale un carattere labirintico.
Troviamo, ad esempio, dei volumi triangolari che ospitano la libreria e i corpi scala da cui risultano ben calcolate deformazioni prospettiche, aperture sottili ed oblique che interrompono la regolarità delle pareti e contemporaneamente modulano la luminosità interna, leggere ed inaspettate pendenze dei pavimenti rivestiti in semplice cemento.

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