05-11-2007

Morimoto NYC. New York. Tadao Ando. 2006

Tadao Ando,

New York, USA,

Ristoranti,

Legno, Vetro,

Interior Design,

Uno spazio di luci soffuse, in cui le ombre prendono forma attorno ad uno ambiente fluido e articolato: è il Morimoto Restaurant di New York, progetto "atipico" di Tadao Ando, che sembra aver rinunciato, in questo caso, all'impronta decisa e alla matericità del cemento, presente in quasi tutte le sue realizzazioni.



Morimoto NYC. New York. Tadao Ando. 2006 Il ristorante, che prende il nome dallo chef giapponese Masaharu Morimoto, sorge nel Meat Packing District, un'ex area industriale che è stata riconvertita attraverso un ampio progetto di recupero e rifunzionalizzazione, che vi ha portato gallerie d'arte, boutique e ristoranti di lusso. Dove un tempo passava anche la High Line, la storica ferrovia sopraelevata, e in un paesaggio fatto soprattutto di mattoni, sono nati quindi spazi moderni e funzionali alle nuove esigenze, senza però cancellare la memoria del passato. Proprio questa è stata, infatti, anche la filosofia del progetto di Tadao Ando, nell'intervenire in una parte dell'ex Chelsea Market, dove ha preso forma, appunto, il Morimoto Restaurant.
L'architetto giapponese ha voluto infatti separare il nuovo dal vecchio, rendendo evidente e riconoscibile il ristorante anche dall'esterno. L'interno, di circa 3000 mq, dove un tempo c'era l'imbarcadero, è stato articolato e suddiviso attraverso pannelli e passaggi che hanno visto l'impiego prevalente del legno e del vetro. La sala principale e il sushi-bar sono circondati e avvolti, infatti, da un particolarissimo involucro bianco in fiberglass, che si ritrova anche intorno alla scala che conduce al lounge-bar del livello inferiore.
Ma a sorprendere è soprattutto un muro di 17.400 bottiglie di vetro, che sembra scendere dal soffitto come una cascata. Il gioco di riflessi è reso ancor più evidente e suggestivo da una serie di led interni. A rendere l'atmosfera molto ovattata non è solo questo gioco di luci e ombre: vi contribuiscono gli arredi color latte, le tende morbide e la carta da parati giapponese che riveste una delle pareti.
Tutte queste soluzioni hanno risposto all'obiettivo di rendere dinamica l'articolazione interna, che sarebbe stata altrimenti troppo regolare e squadrata, e alla necessità di caratterizzare l'ambiente con soluzioni formali in grado di dare immediata riconoscibilità al ristorante. Morimoto NYC ha quindi una precisa personalità, pur conservando un'immagine elegante e discreta.

Laura Della Badia

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