14-06-2005

Michael Sorkin, East Jerusalem
Israel, Palestine, 1999

Michael Sorkin,

Gerusalemme,

The Next Jerusalem.
L'intera ricerca di Michael Sorkin è un continuo e delicato approfondimento delle influenze reciproche tra spazio fisico e aspetti sociali, inseguendo una visione: la convinzione che la cultura della cooperazione costituisca il fondamento delle città realmente democratiche. Questa teoria è il pretesto per un esperimento su Gerusalemme.



Michael Sorkin, East Jerusalem<br> Israel, Palestine, 1999 Quest'urgenza di un'architettura e di un'urbanistica attente alle conseguenze e rispettose dei limiti denuncia l'ambiente come uno dei grandi argomenti dell'architettura contemporanea.
Il progetto non si propone di alterare o distorcere l'incredibile varietà dello spazio abitato di Gerusalemme, esso anzi è diretto a sottolineare e sviluppare quei valori urbani necessari a garantire la vitalità dei quartieri della città. Ne deriva un risultato formale organico, che conserva e rafforza la complessità d'insieme di Gerusalemme.
Lavorando sul tema della città che costruisce su se stessa il piano sottende una riflessione sulla densità, che poi si traduce in un discorso sulla giusta dimensione, sulla giusta quantità e sulla giusta vicinanza. La densificazione prende la forma di un incastro tra "isole" compatte di edifici e grandi spazi vuoti. Densità e varietà sono i due pilastri del modello che Sorkin propone a Gerusalemme.
I risultati emersi dalle discussioni sul progetto sono stati raccolti e pubblicati nel volume "The Next Jerusalem, Sharing the Divided City" edito da Monacelli Press nell'Aprile 2005.

Stefano Avesani

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