05-09-2007

Lee-Chin Crystal. Toronto. Daniel Libeskind. 2007

Daniel Libeskind,

Musei, Governo, Sport & Wellness,

Pietra,

Il Royal Ontario Museum (ROM) di Toronto è il museo di storia naturale fondato nel 1912 dal Governo provinciale e dall'Università di Toronto, divenuto poi indipendente nel 1968.



Lee-Chin Crystal. Toronto. Daniel Libeskind. 2007 Oggi è famoso per le sue collezioni di arte cinese, per gli oggetti decorativi medievali e rinascimentali, nonché per l'arte degli Indiani del Nord America. L'edificio originario, disegnato da Darling and Person, dispone ora di 7400 metri quadri di nuovi spazi, ma soprattutto di un'immagine completamente rinnovata, che porta la firma dell'architetto Daniel Libeskind.
L'ampliamento, costato 135 milioni di dollari, si presenta come un'avveniristica scultura color argento, dalle linee spezzate e dalla forme spigolose. Irregolare, asimmetrico e sorprendente da qualsiasi prospettiva lo si osservi, il Lee-Chin Crystal, come è stato battezzato il nuovo edificio, è stato costruito in quattro anni di lavori, suscitando, nel frattempo, un aspro dibattito. Le dimensioni dei volumi, il loro colore e le forme irregolari sono in netto contrasto con l'adiacente edificio vittoriano in mattoni a vista.
Già dal suo primo apparire, la struttura ha suscitato non poche contestazioni da parte dei cittadini; i suoi sostenitori, invece, vi hanno visto un segno di possibile cambiamento per l'architettura di Toronto.
Il nuovo edificio si protende da quello preesistente e si dice che sia venuto fuori da uno schizzo di Libeskind su di un tovagliolo. Le sue forme, però, sembrano uscite fuori da un'improvvisa esplosione, visto che somigliano a grandi schegge apparentemente posizinate senza alcun ordine logico. Lo loro altezza di circa 120 piedi supera quella dell'edificio originario, ma non è certamente questo il dato che crea maggior contrasto: vi concorrono i materiali, come l'alluminio in opposizione alla pietra, e l'immagine priva di compattezza, in opposizione alla solidità dell'edificio vittoriano.
Il rimando è alla forma delle gemme conservate nello stesso museo. Finestre a bande diagonali e di forma trapezoidale tagliano la superficie delle facciate, le cui linne hano ridisegnato Bloor Street. Oltre alle più avanzate tecnologie costruttive, la realizzazione del museo ha richiesto l'intervento di carpentieri specializzati, in grado di lavorare ad altezze che superano i 30 metri.

Laura Della Badia

dal sito: www.rom.on.ca

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