18-03-2015

La house VDV di Graux & Baeyens, fattoria fiamminga contemporanea

Graux & Baeyens architecten,

© Filip DUJARDIN,

Belgio,

Housing, Ville,

Rame,

Alla ricerca delle origini della casa contemporanea, Graux & Baeyens architecten incontrano la fattoria fiamminga e la interpretano nella house VDV a Destelbergen, in Belgio. Eliminati abbaini e lucernari, nella house VDV Graux & Baeyens ripensano il volume a parallelepipedo per una forma a zig-zag che abbraccia il verde circostante.



La house VDV di Graux & Baeyens, fattoria fiamminga contemporanea

La tradizionale tipologia edilizia della fermette, o piccola fattoria, diffusa in terra fiamminga e per buona parte del ‘900 ignorata dal dibattito architettonico, torna a essere un riferimento stilistico. Lo studio belga Graux & Baeyens architecten la studia e ne evolve i caratteri nella house VDV a Destelbergen, nei pressi di Gent. Progettata per Jozef Vandervorst, già cliente dello studio e con lui sviluppata dettaglio dopo dettaglio, la house VDV sorge sul terreno lottizzato che anticamente ospitava lo Château Eylosch, un maniero della fine dell’Ottocento semidistrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Del castello non rimane alcuna traccia se non parte del muro di cinta che ancora delimita il lotto, sul lato nord del quale Graux & Baeyens hanno deciso di erigere il nuovo edificio residenziale.

Il terreno coltivato a giardino presenta alte querce la cui bellezza non è stata lesa dalla costruzione della casa, ma invece valorizzata come parte stessa del progetto. Perdendo infatti, per regolamento edilizio e per scelta della committenza, le classiche piccole finestre della fermette fiamminga,  quali punti di vista sull’esterno, il progetto interviene sulla struttura e sulla composizione volumetrica per creare il dialogo tra interno ed esterno della casa. Il tradizionale volume a parallelepipedo si decostruisce; il perimetro della casa disegna angoli inaspettati verso l’interno dove le pareti oblique alternano tamponamenti a vetrate. Lo spazio è uno solo e la suddivisione degli ambienti per funzioni è operata spontaneamente dalla trasformazione della pianta a zig-zag e dall’inserimento di porte scorrevoli, ma non da ulteriori pareti interne. Oltre ai muri perimetrali infatti l’interno presenta un asse centrale composto da tre segmenti di muro, che i progettisti chiamano eloquentemente la spina dorsale dell’architettura.

Zona giorno e zona notte sono state divise tradizionalmente al piano terra e al primo. La particolarità compositiva della pianta fa sì che non esista un percorso preferenziale, da un punto d’ingresso lungo un percorso, poiché non è stata definita una facciata principale e molteplici sono i punti di accesso aperti nei fronti vetrati. Le vetrate che da terra si allungano fino al secondo piano, chiudendo il disegno a spioventi del tetto, sostituiscono la funzione di abbaini e lucernari. Se le minute aperture nei muri della fermette fiamminga sono sostituiti da vetrate a tutta altezza, allora la luce non è più minima e direzionata ma invade gli ambienti quale protagonista dello spazio. E insieme alla luce su entrambi i livelli entra la vista del giardino, delle querce e dell’antico muro di cinta, affinché l’esperienza naturale sia parte stessa del progetto abitativo.


L’edificio, a costruzione tradizionale in mattoni e cemento con copertura in acciaio e travi in legno, si presenta rivestito nella sua interezza di un manto color della terra. Si tratta di pannelli di rame non trattato che stanno modificando il loro colore, inizialmente dorati, ora bruni e probabilmente in futuro verde brillante, per una totale mimesi del paesaggio.

Mara Corradi

Progetto: Graux & Baeyens architecten
Committente: Jozef Vandervorst
Luogo: Destelbergen (Belgio)
Progetto delle strutture: LIME bvba
Superficie utile lorda: 483 mq
Area del lotto: 2030 mq
Inizio Progetto: 2011
Fine lavori: 2013
Impresa costruttrice: Builthings nv
Serramenti in acciaio
Copertura in acciaio e legno
Struttura in mattone e cemento
Rivestimento esterno in rame non trattato
Pavimenti in legno, marmo e moquette
Fotografie: © Filip Dujardin

www.graux-baeyens.be
www.filipdujardin.be


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