05-12-2018

Hercule una casa monofamiliare progettata da 2001

2001 (Philippe Nathan, Sergio Carvalho),

Maxime Delvaux,

Mondorf-les-bains, Luxembourg,

Residenze, Ville,

Cemento,

Lo studio d'architettura 2001 ha progettato una casa monofamiliare che come un monolite sorge dalla terra, il nome è un omaggio a John Grün noto come Herkul e considerato l'uomo più forte del mondo alla fine del XIX secolo.



Hercule una casa monofamiliare progettata da 2001

Il nome “Hercule” dato dagli architetti Philippe Nathan e Sergio Carvalho dello studio lussemburghese 2001 alla residenza monofamiliare progettata a Mondorf-les-bains, Lussemburgo, è un omaggio a John Grün, noto anche come Herkul Grün un noto circense lussemburghese nativo di Mondorf-les-bains e ritenuto l'uomo più forte del mondo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Hercule perchè la casa monofamiliare in cemento faccia a vista appare come un possente monolite o un iceberg che emerge dal suolo.

La definizione di “iceberg” data dagli stessi architetti si riferisce al fatto che del nuovo edificio è visibile solo la parte minore, come la punta di un iceberg. Gli architetti si sono lasciati guidare dalle caratteristiche del luogo, un'area libera tra una vecchia casa colonica e una villa suburbana. Hanno sfruttato la pendenza del terreno per diminuire l'impronta visiva della costruzione e realizzare un intero piano sotterraneo, ma allo stesso tempo in quota con la strada. Come in un iceberg che ha il volume maggiore sotto il livello dell'acqua, così il piano sotterraneo destinato alla zona giorno della casa ha dimensioni maggiori rispetto al volume in elevazione. Inoltre sul lato Sud gli architetti hanno progettato una vetrata a tutta parete che si apre completamente permettendo di raddoppiare la superficie disponibile.
Il progetto è estremamente misurato, gli ambienti proporzionati, gli architetti hanno riposto grande attenzione nei rapporti spaziali e nel dimensionamento delle aperture. Scelte radicali e a tratti austere, come evidenziato dall'assenza di finiture e dalla decisione di valorizzare i volumi attraverso la scelta di casseforme e della levigatura della superficie. L'intento è quello di andare alla vera essenza del progetto, alla qualità intrinseca degli spazi. Gli interni sono quindi minimali, la ricerca dei progettisti è quella di una qualità e di un'architettura senza tempo, di cui gli abitanti possano appropriarsi in ogni momento della loro vita quotidiana. Il rapporto con l'esterno ha un ruolo centrale e proprio la scelta di una qualità minimale dell'interior favorisce un maggior rapporto con il contesto.

Il contesto naturale è stato sfruttato quindi per determinare la distribuzione delle funzioni nei tre diversi livelli della casa. Nel piano seminterrato oltre alla zona giorno, organizzata in un unico ambiente di 14 x 6 m aperto verso il patio esterno, sono distribuite le funzioni tecniche della casa (lavanderia, fitness, cucina, cantina) oltre all'ingresso e al garage. I livelli superiori organizzati in un volume compatto ed essenziale sono invece destinati alle camere da letto con relativi bagni, è questo l'unico volume visibile a livello della strada.

Gli architetti hanno differenziato gli approcci all'ambiente circostante definendo diverse facciate per l'edificio. Cemento faccia a vista per il lato sud  che da trave per il piano inferiore completamente aperto diventa parete per i piani superiori. Il prospetto Nord, ai piani superiori, è aperto verso il giardino incorniciando il paesaggio e regalando viste panoramiche attraverso mobili finestre progettati appositamente dagli architetti. Le facciate opposte Est e Ovest, orientate rispettivamente verso la strada e verso il giardino sul retro, sono facciate continue con vetri protettivi che riflettono il contesto suburbano e paesaggistico circostante.

(Agnese Bifulco)

Project name: Hercule
Location: Mondorf-les-bains, Luxembourg
Architect: 2001
Project team:
Partners: Philippe Nathan, Sergio Carvalho
Project architect: Julie Moret

Client: private
Completion: September, 2018
GFA: 446 sqm
Photography: © Maxime Delvaux


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