07-08-2020

Harry Gugger: riconversione dello storico Silo Erlenmatt, Basilea

Harry Gugger Studio ,

Lukas Schwabenbauer, Marc Gilgen, Leon Faust , Christian Kahl,

Basilea,

Hotel,

La riconversione dello storico Silo Erlenmatt a Basilea di Harry Gugger Studio è l’elemento centrale del nuovo masterplan per il dinamico quartiere Erlenmatt Ost. Durante il Novecento fu sede di stoccaggio del grano e delle fave di cacao, oggi l’ex silo ospita un ostello, un ristorante e spazi atelier.



Harry Gugger: riconversione dello storico Silo Erlenmatt, Basilea

È di grande fascino la storia che racconta la trasformazione di un’area di 19 ettari nella zona nord-est di Basilea, ad opera dell’immobiliare Stiftung Habitat e di una serie di cooperative coinvolte. Cuore e simbolo dell’intervento è la riconversione dello storico Silo Erlenmatt, che era sorto nel 1912 su quest’area della città attraversata dai binari della ferrovia e all’interno di una stazione merci della Deutsche Bahn. Tutt’intorno un nuovo masterplan che sta trasformando il sito in una zona ad uso residenziale e commerciale, con alloggi temporanei per artisti e studenti, ostelli, spazi meeting, garage per biciclette, una zona verde. Affidato a Harry Gugger Studio, la riqualificazione ad uso ricettivo e commerciale del Silo Erlenmatt è stata da poco terminata, mentre l’ultima fase del progetto dovrebbe concludersi nel 2023.
Ci troviamo sul sito di Erlenmatt Ost, nel nord del vivace distretto di Kleinbasel, delimitato a est dalla ferrovia ma anche dalla trafficata Signalstrasse. Oggi, una lunga cortina di edifici fa da barriera, visiva e acustica, a questa doppia frattura urbana, e segna il limite di un programma urbanistico che punta invece sulla bicicletta come veicolo principale di spostamento e che aspira all’autosufficienza energetica degli edifici.
All’interno del progetto, unico fabbricato preesistente è proprio il vecchio silo, che oggi non si trova più isolato nella sua funzione di luogo di scambio, ma è incastonato tra edifici di studi e residenze per artisti, progettate da architetti diversi e in corso di completamento. Originariamente di proprietà della Basler Grain and Cacao Beans Dry Storage Company ed eretto su progetto dell’architetto Rudolf Sandreuter, questo volume dotato di elegante semplicità era un importante luogo di stoccaggio e riempimento delle merci, in particolare di grano e fave di cacao. Con il recupero eseguito dallo studio svizzero Harry Gugger, l’antico magazzino con tetto a due falde e lucernari viene convertito in un centro operativo e ricettivo. Il progetto fu affrontato dal punto di vista della struttura originale, una delle prime opere costruite in cemento armato in Svizzera, che fu costruita su pali lungo quattro file, contenenti 40 silos giustapposti secondo una rigorosa griglia di 4,80 metri. L’obiettivo fu preservare i tratti peculiari di questo esempio di archeologia industriale, tra cui la divisione verticale dello spazio e la scansione ritmica delle facciate, riducendo ai minimi termini gli interventi trasformativi. I caratteristici silos sono stati quindi conservati e in parte riempiti; allo scopo di alloggiare i nuovi ambienti ricettivi e lavorativi, sono stati aggiunti due nuovi solai, mentre le due campate più esterne, con tutti gli adattamenti antisismici, sono state sfruttate come punti di accesso e nuclei di distribuzione.
Mentre venivano consolidate le peculiari facciate cementizie scandite dai pilastri in rilievo, le pareti del piano terra, da cui un tempo venivano caricate le merci per il trasporto, sono state completamente abbattute e ricostruite. Al di sopra delle tramogge originali, i silos più esterni sono stati riempiti per poggiare il primo piano che ospita 10 camere dell’ostello sul lato della strada e altri 10 ambienti atelier-workshop affacciati sul parco, sfruttando la griglia di 4,8 metri per lato. Al centro è stato costruito un blocco di servizi igienici ad uso degli ospiti del piano, mentre due corridoi a sbalzo, con balaustre in acciaio dipinto di nero, conducono agli accessi dei singoli locali.
Alla quota più alta, dove una passerella con nastri trasportatori fungeva da sala di riempimento e controllo, illuminata da un lucernario su tutta la lunghezza, è stato costruito un ulteriore piano in cemento armato, poggiante sulle colonne esistenti, dove trovano spazio le camere doppie con bagni dell’ostello e altri atelier-workshop. In questo modo, nella configurazione attuale, il Silo Erlenmatt ospita un piano seminterrato, un piano terra con ristorante e delle sale riunioni, e due piani superiori destinati ad atelier e all’ostello. Il piano terra è rialzato dal suolo, come in origine, dal momento che le rotaie passavano ai fianchi dell’edificio e una passerella consentiva il caricamento delle merci sui treni: oggi questo dislivello è mascherato sul fronte strada, mentre risulta ancora percepibile verso la corte dove si accede ai locali del ristorante mediante scalette esterne. Uno degli elementi più importanti per la riuscita del progetto è stata proprio la scansione modulare originale dell’edificio di Sandreuter che è stata sfruttata per progettare un layout flessibile, modificabile nel tempo, adattabile a molteplici esigenze diverse, come nello spirito inziale. La Stiftung Habitat e la Talent Association, quest’ultima gestore del ristorante e dell’ospitalità, volevano infatti un luogo il più possibile aperto alla collaborazione e indirizzato ai giovani. In tal senso è stata centrale la commistione tra memoria e funzionalità raggiunta da Harry Gugger con la sua riqualificazione: le tracce dell’antico silo e della sua destinazione d’uso restano nelle finiture al grezzo dei piani superiori, nel recupero delle tramogge come scenografie del ristorante e delle sale riunioni. Pochi elementi essenziali hanno poi consentito la rifunzionalizzazione, come le vetrate a tutta altezza con serramenti in rovere naturale, per suddividere lo spazio al piano terra senza limitare il senso di ampiezza e la luminosità; gli arredi essenziali in legno dell’ostello e soprattutto i grandi oblò, che non soltanto offrono luce e ventilazione spontanea agli interni, ma che soprattutto hanno donato un volto al silo. Come tanti occhi aperti sul quartiere evocano atmosfere di porti, navi, cantieri, tutto ciò che insomma promuove cambiamento, diversità e accoglienza.

Mara Corradi

Architects: Harry Gugger Studio Ltd. (Harry Gugger, Michael Zink, Gonzalo Ampudia, Mengjie Cheng, Franziska Cherdron, Thomas Domenger, Sara Jardim, Furio Montoli, Gunnar Stachmann, Vera Hollek, Rachel Testard, Gregory Then, Jan Wiedmer
Location: Signalstrasse 37, 4058 Basel, Switzerland
Planning: 2016 - 2018
Construction: 2018 - 2020
Client: Stiftung Habitat
Tenant: Silo by TALENT
Consultants:
Project Managment: Eitel & Partner GmbH
Structural Engineer: Schnetzer Puskas AG
EMP Engineer: Gartenmann Eng. AG
Building Technology: Waldhauser + Hermann AG
Sanitary Engineer: Gemperle Kussmann
Electrical Engineer: Edeco AG
Fire Protection: Quantum Brandschutz
Facade Planner: PPEngineering GmbH
Interior design: Harry Gugger Studio Ltd., Bravo Ricky
Floor Area: 2690 sqm
Photos:
© Leon Faust (LF)
© Marc Gilgen (MG)
© Christian Kahl (CK)
© Lukas Schwabenbauer (LS)

https://www.hgugger.ch/
www.stiftung-habitat.ch

01-02-03-04-05-06-07-11-12-13-14-18: © Lukas Schwabenbauer
08-10-15-16-17: © Christian Kahl
09: © Marc Gilgen
22-23: © Leon Faust


Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy

×
×

Rimani in contatto con i protagonisti dell'architettura, Iscriviti alla Newsletter di Floornature