14-09-2018

Gregor Sailer e il Villaggio Potëmkin

Gregor Sailer,

Fotografia,

Con il suo lavoro Gregor Sailer documenta l'architettura della finzione, dalle sue origini nella leggenda russa fino al suo utilizzo nella realtà contemporanea.



Gregor Sailer e il Villaggio Potëmkin Con il suo lavoro Gregor Sailer documenta l'architettura della finzione, dalle sue origini nella leggenda russa fino al suo utilizzo nella realtà contemporanea.

Quanti sanno cosa sia un Villaggio Potëmkin? L'origine di questo termine è avvolta nella leggenda – le fonti sono scarse e contraddittorie – e collegata a un viaggio in Crimea che Caterina II di Russia intraprese nel 1787. Stando al rapporto steso da un diplomatico estero durante il viaggio, il principe Grigorji Aleksandrovič Potëmkin, responsabile della provincia, per mascherare la povertà e desolazione di quei luoghi vi fece erigere interi villaggi fatti di sole facciate dipinte, popolati da attori intenti a fingere la parte di pastori contenti della loro vita facile e felice. Il villaggio Potëmkin è la quintessenza di un'architettura falsa che trova uno scopo preciso nell'apparire reale.

Più di duecento anni dopo il viaggio di Caterina II un fotografo tirolese, Gregor Sailer, ha deciso di indagare quali forme abbia preso il villaggio Potëmkin nella realtà contemporanea. La sua ricerca, pubblicata integralmente – 157 immagini – da Kehrer Verlag, l'ha portato a girare il mondo, dalla Russia alla Cina fino alla Svezia e agli Stati Uniti. Sailer ha così documentato tutti gli usi che un "falso villaggio" può avere ed è sbalorditivo scoprire quanti ve ne siano, per le più disparate ragioni. 

Le manifestazioni architettoniche (forse chiamarle "architetture" tout court sarebbe esagerato) che Sailer ha impresso non hanno solo velleità residenziali, ma sono spesso guidate da ragioni economiche, come le città per testare veicoli in Svezia; turistiche come le fedeli riproduzioni di piazze europee in Cina; militari, nel caso dei centri d'addestramento in Germania e Stati Uniti, e ancora politiche, con un autentico villaggio Potëmkin costruito in Russia nella città di Ufa in occasione di una visita di Putin per un summit. Intere strade composte di edifici dismessi sono state coperte con fogli adesivi, carta da parati e teli stampati nel tentativo forzato di dare alla città abbandonata un affettato senso di vita.

Nel lavoro di Sailer è presente una linea quasi enciclopedica, per cui viene catalogata la stranezza di queste repliche vuote che, a seconda della loro provenzienza e funzione, agiscono su vari livelli emotivi. Infatti è surreale la sensazione che provocano i binari della finta metropolitana di Schnöggersburg che si perdono nel nulla; chi scorge per la prima volta il profilo sottile delle finte facciate di una città per i drive test può rimanere stupito, meravigliato, come l'occidentale che si confronta con la cinese Thames Town. Meno felice è notare la morfologia araba dei centri d'addestramento militari a Junction City negli USA, o le scadenti velleità decorative istituite per la visita del primo ministro russo a Ufa e Sudzal.

Gregor Sailer fonda le sue immagini sul rapporto tra autenticità e illusione, costringendo chi osserva a interrogarsi sulla sua capacità di discernimento e conoscenza tra ciò che è vero e ciò che è falso.

Lo spettatore, abituato a tutt'altro tipo di architetture, trova se stesso nel confrontarsi con l'idea del posticcio, della copia, della scenografia, di luoghi che se in certi casi possono avere un'utilità intrinseca o un interesse culturale, in certi altri vanno chiamati con il loro nome, ossia, per citare Sailer: "assurde aberrazioni della nostra società contemporanea".


Francesco Cibati

Photographer's website: https://www.gregorsailer.com
Printed book: https://www.kehrerverlag.com/de/gregor-sailer-the-potemkin-village
Also available on amazon: https://www.amazon.it/Potemkin-Village-Gregor-Sailer/dp/3868288279


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