19-12-2002

Gli spazi fluidi di Michele Saee

Frank Gehry, Michele Saee,

Parigi,

Paesaggio, Sport & Wellness, Store,

Vetro, Pietra,

L’architettura di Michele Saee appare instabile, quasi in uno stato di continuo divenire, un assemblaggio di forme scultoree fluttuanti, di materiali che interagiscono con la luce e con il contesto.



Gli spazi fluidi di Michele Saee Questo atteggiamento risponde in parte ad una tradizione californiana ?dell?urgenza?, alla cultura dell?assemblaggio e dell?istallazione, mutuata da maestri come Frank Gehry o Tom Maine del gruppo Morphosis, da cui però Saee sembra essersi affrancato in nome di uno stile sempre più personale.

Ciò è evidente nel progetto del Publicis Drugstore, la cui realizzazione è prevista per il 2003, a Parigi sull?Avenue des Champs Elsées. L?edificio si presenta come un assemblaggio di forme scultoree fluttuanti intorno ad un corpo centrale più strutturato e solido. Compositivamente l?edificio è lontano dall?idea dell?esplosione, matrice delle architetture dei suoi maestri, piuttosto rimanda all?eleganza leggera dei tessuti, che, con le loro pieghe sinuose, vestono un corpo composito ed in movimento. La forma dell?edificio non appare come il risultato dell?assemblaggio di una serie di frammenti a se stanti ma piuttosto come un corpo unico, in cui ciascun elemento è fonte di sorpresa.

Se da un lato il Publicis Drugstore può sembrare una rivisitazione ?parigina? di certe istanze progettuali decostruttiviste, il Centro Culturale Internazionale Hermes a Sinalunga in Italia, rappresenta una trasposizione di tali istanze nelle campagne toscane, dove persino uno sperimentatore come Saee preferisce non essere invasivo.

L?edificio, che dovrà ospitare un centro per la coabitazione e comunicazione tra diverse culture, si mimetizza nel paesaggio; la deframmentazione orizzontale dei suoi volumi, racchiusi da muri di pietra a secco, rimanda all?architettura della terra toscana, ai terrazzamenti per la coltivazione degli ulivi, primitiva forma d?intervento paesaggistico.

I Café Nescafè rappresentano una riflessione sull?architettura in serie, adattabile a diversi contesti e rispondente alle esigenze commerciali. Infatti la Nestlé richiedeva una serie di caffè, con una chiara identità di marchio ma che fossero flessibili e si distaccassero dal consueto modello di catena alimentare. Per rispondere al bisogno di adattabilità Saee ha sviluppato un sistema duttile, il rivestimento è in grado di modificarsi secondo le esigenze, avvolge lo spazio trasformandosi, può essere una panca o un tavolo, può inflettersi per ricavare l?angolo cassa o solo per meglio riflettere la luce. Alle curve del rivestimento si aggiungono quelle del nastro grafico, un apparato architettonico che riproduce immagini identificative del marchio ma nel contempo ridisegna gli spazi creando delle microzone. Un?ampia copertura in vetro curvato indica l?ingresso dei caffè che sembrano progettati intorno al corpo umano,il quale viene stimolato nelle sue capacità percettive fino a coinvolgere tutti e cinque i sensi.

Flores Zanchi

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