02-09-2004

FLUID,
Architetti Associati

Michele Marchese,

Roma,

Tempo Libero, Bar,

Legno,

"E' l'esaltazione del tatto. Meglio: l'esaltazione della necessità tattile" gongola divertito Michele Marchese, 46 anni, architetto catanese-americano, mentre giocherella con un matitone Montblanc.
La sua ultima creatura si chiama Fluid.
Centoquaranta metri quadri di locale - uno spettacolare music-bar con Djset - aperto nel ventre di un edificio romano a suo modo "storico": quel palazzo di via del Governo Vecchio che negli anni Settanta ospitava il femminismo più radicale e le sue impegnatissime discussioni politico-sociologiche.



FLUID,<br> Architetti Associati Siamo alle spalle di piazza Navona, nell'intrico di viette e vicoli che una fiumana di giovani percorre ogni sera nello "struscio" di un divertimento disimpegnato fra il Triangolo delle Bevute (piazza del Fico, Arco della Pace, via del Corallo) e l'agorà teatrale ma cheap di Campo (piazza Campo dei Fiori alla quale lo slang giovanile-capitolino ha accorciato, con sofisticato understatement, il nome).
E' su questa direttrice immaginaria, abilmente bilanciata fra cheap e chic, che Adriano, Manuel e Cristian Ancillai hanno collocato il loro locale magnificamente rappresentato dall'architetto Marchese e poi interpretato e realizzato, plasmando in modo spettacolare i materiali, dagli artisti del ferro e della resina Annito Casalese e Grazia Imperio in un connubio fra tecnologia e materia.

Ludismo allo stato puro che riporta alla precedente funzione di questo spazio dove, per diversi anni, ha trovato posto la bottega di un mobilificio per bambini.
E bambini si ritorna già varcando il portone di Fluid, attirati da un gioco di materia e forma che vien voglia di toccare.
Il logo di Fluid, una goccia in negativo, disegnata da un designer giapponese, marca il locale sul maniglione d'ingresso così come sulle sedute. Quattro minitelevisori al plasma, incastonati, come pietre preziose, nei vecchi portoni in legno, rimandano diametralmente, all'esterno, il gioco sociale che si svolge all'interno del locale.
Così come la vetrina accanto, un vero e proprio set, in real time, del privè, a destra dell'ingresso, "vestito" in maglina nera retroilluminata: protetti da una vetrata a tutta altezza, comodamente seduti e accarezzati dalle immagini di un maxi-schermo al plasma, si "vive" la strada e il suo passeggio. Due passi ancora e ci ritrova proiettati dentro Fluid.

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