04-10-2006

Eric Owen Moss. What Wall? Culver City. California. 1998

Eric Owen Moss,

Los Angeles, USA,

Uffici,

Vetro, Cemento,

Recupero/Restauro,

Come molti dei lavori di Eric Owen Moss, anche "What wall?" è il rusultato di un intervento all'interno dell'ex distretto industriale di Culver City.



Eric Owen Moss. What Wall? Culver City. California. 1998 Altra analogia con lavori dello stesso architetto è la presenza di un elemento "forte" in una struttura segnata da linee regolari e da una geometria semplice.
Si tratta, infatti, di un ex edificio industriale recuperato e in parte trasformato per ospitare gli uffici di una società di informatica. I committenti avevano richiesto uno spazio flessibile, in cui fosse favorita l'interazione tra le diverse aree e tra le persone che ci avrebbero lavorato.
Questa esigenza è stata soddisfatta affidando un ruolo strategico alla corte interna, spazio da cui si dipartono e verso cui convergono tutti gli altri ambienti che risultano, così, potenzialmente sempre interconnessi. Tutto ciò, però, non è visibile dall'esterno, che infatti si caratterizza per la continuità del muro lungo 9 metri. E' questa la vera facciata dell'edificio, costituita da 20 blocchi di calcestruzzo tagliati su misura.
La fluidità di questo fronte, assolutamente regolare e privo finanche di aperture ai piani superiori, tanto da somigliare ad un semplice muro, è interrotta da tre doppie finestre di forma quadrangolare ma dai profili fortemente irregolari. Questi, interamente in acciaio, e dai profili spigolosi, creano un evidente contrasto, di forme e materiali, con la struttura che ricoprono, tendenzialmente circolare e tondeggiante.

Simili nelle dimensioni, si differenziano l'un l'altra dalla posizione e dal modo in cui sembrano voler coprire o "aggrapparsi" alla "protuberanza" su cui sono poste. Anch'essa, tuttavia, ha un profilo irregolare che, insieme alle aperture, consente l'ingresso della luce naturale di cui possono godere, quindi, gli uffici direzionali che ne occupano gli interni.
E' qui che il progettista ha concentrato il suo intervento, riducendo invece al minimo i lavori sugli altri spazi dell'edificio, che sono stati semplicemente recuperati e rifunzionalizzati.
Una strategia, questa, in linea con la predilezione di Eric Owen Moss per l'imprevisto, per le contaminazioni, ma soprattutto per un'evoluzione in cui nulla sia lasciato al caso, ma da cui traspare sempre la ricerca del nuovo, la voglia di sperimentare soluzioni inedite. E' proprio dal contrasto tra il muro e questa sua improvvisa trasformazione che è nato il nome del nuovo edificio, ribattezzato appunto "What wall?".

Laura Della Badia

Foto: www.ericowenmoss.com

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