07-01-2003

Educatorium, Utrecht: un esempio di edificio sostenibile

OMA,

Università, Teatri, Sport & Wellness,

Cemento, Vetro,

Mostra,

L'Educatorium di Utrecht è la dimostrazione, da parte di un grande sperimentatore come Rem Koolhaas, della possibilità di coniugare la ricerca formale con un programma di sostenibilità ambientale dell'edificio.



Educatorium, Utrecht: un esempio di edificio sostenibile
In questa costruzione, realizzata nel 1997, la riduzione dell'utilizzo di materiali, energia ed acqua si unisce alla ricerca di un design che possa fornire identità nuova all'Uithof, il campus periferico dell'Università di Utrecht.
L'Educatorium lega insieme i due edifici preesistenti, risalenti agli anni sessanta, con un'architettura ibrida di vetro e acciaio, sezionata da un nastro di cemento le cui linee riflettono le traiettorie della vita studentesca e individuano i diversi spazi funzionali.
L'edificio si estende su 11.000 mq e ospita due teatri-sale conferenze (per 400 e 500 persone), tre stanze per esami, alcune sale di studio ed una mensa (per 950 persone).

Per lo studio della sostenibilità del progetto, Koolhaas si è valso della collaborazione dell'architetto Cristophe Cornubert, anch'egli membro dell'Office for Metropolitan Architecture (OMA) e specializzato nelle alternative sostenibili ai materiali nocivi per l'ambiente.
I due architetti hanno realizzato un edificio che mira a ridurre il consumo di energia e l'emissione di biossido di carbonio, fornendo agli interni buone condizioni visive e termiche attraverso il controllo dell'illuminazione naturale e del sistema di riscaldamento-raffreddamento.

Per minimizzare le dispersioni ed il consumo di energia, nelle facciate Nord ed Ovest sono state realizzate delle ampie superfici vetrate isolanti che assicurano un'incidenza ottimale dei raggi solari, consentendo l'accumulo di calore per effetto serra ed il risparmio di energia elettrica per l'illuminazione.
Nelle sale di studio, il sistema di illuminazione naturale è ottimizzato attraverso l'uso di finestre basse per la visione e finestre alte per l'illuminazione.
Quest'ultime convogliano i raggi luminosi verso il soffitto di colore chiaro che riflette la luce, potenziandola, verso i tavoli di lettura.
D'estate la facciata Est, anch'essa interamente vetrata, è ombreggiata da grandi alberi, mentre quella sud è dotata di un sistema misto di schermature semiautomatiche che lasciano filtrare diversamente la luce a seconda delle funzioni interne.

Il sistema di riscaldamento dell'edificio fa uso diretto dell'impianto di cogenerazione dell'università, sfruttando l'accumulatore di calore sotterraneo che è utilizzato anche per la caldaia di rifornimento dell'acqua.
Per il raffreddamento è utilizzato un sistema passivo di ventilazione che sfrutta il fenomeno di raffreddamento notturno e la capacità di accumulo di calore della massa dell'edificio senza l'utilizzo di sistemi meccanici aggiuntivi.
Il flusso dell'aria all'interno dell'edificio è ottenuto con una ventilazione bilanciata che si basa sul sistema di spostamento attraverso i pavimenti cavi e le prese d'aria autoregolanti.

La campata di copertura dei teatri-sale conferenze, generata dalla curva del nastro di cemento che seziona l'edificio, è interessante non solo dal punto di vista compositivo ma anche da un punto di vista di edilizia sostenibile: il suo estradosso è coperto di prato che garantisce un maggior isolamento termico ed acustico degli interni e offre un piacevole "panorama verde" alle sale studio che vi si affacciano.
I progettisti sono stati attenti anche al risparmio idrico attraverso l'utilizzo di toilette del tipo Gustavsberg, che hanno bisogno di solo quattro litri d'acqua per lo scarico, riducendone il consumo del 50%.
La scelta di lasciare a nudo la struttura in cemento e quella di usarne una minore quantità, realizzando uno spessore di 20 cm invece che di 60 cm, conferiscono un'estetica propria all'edificio e confermano che l'edilizia sostenibile può essere sinonimo di buona architettura.

Flores Zanchi

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