13-09-2019

Edition Office e la casa di Hawthorn, Melbourne

Edition Office,

Ben Hosking,

Hawthorn, Australia,

Ville,

La casa a Hawthorn, nello stato di Victoria, Australia, presenta un ambizioso linguaggio formale, ma anche un attento studio dei sistemi energetici passivi. Edition Office, lo studio di Melbourne, ha puntato sui contrasti, facendo della casa Hawthorn un’interessante sintesi di punti di vista.



Edition Office e la casa di Hawthorn, Melbourne

Nel ricco quartiere di Hawthorn, il sobborgo di Melbourne dalle numerose ville vittoriane a un solo piano, immerse in un rigoglioso verde pubblico e privato, sorge un ardito progetto formale di Edition Office. Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, la Hawthorn house si distanzia notevolmente dalle soluzioni architettoniche storiche che si trovano lungo le più interne vie del quartiere. Lo studio di Melbourne utilizza innanzitutto il cemento a vista e non il legno, il più tipico materiale da rivestimento locale. Tale scelta porta con sé l’impiego di un linguaggio, definito non solo dalla tecnologia impiegata, ma anche dalla storia del materiale in architettura, che è portatrice di interessanti citazioni.
La superficie edificata sfrutta il sito quasi per la sua intera estensione, salvo che per un nastro di terra che circonda la casa, adibito a giardino. Questo anello verde è il solo punto di contatto tra il contesto e l’habitat domestico.
Come la definiscono gli architetti di Edition Office, la villa di Hawthorn è ciò che sta sotto a una coppia di grandi “teli” di cemento. L’utilizzo del termine “sudari” nel testo originale rende bene l’idea di un manto leggero che avvolge perfettamente un corpo. Questi due enormi “tendaggi” poggiano a terra per i loro lembi, che diventano colonne portanti, e si tendono per mostrare la geometria squadrata dei due blocchi principali: come se la casa si sostenesse strutturalmente grazie alla tensione della propria pelle, commentano ancora i progettisti.
Si tratta di uno dei magnifici giochi formali del cemento, che nonostante la sua gravità intrinseca può illuderci di essere leggero, quando gli si attribuiscono sagome plastiche come quelle che disegnava Oscar Niemeyer. E proprio all’architetto brasiliano si pensa guardando questo progetto, le cui colonne, che formano le balze di una tenda, rimandano a quelle che Niemeyer progettò per il Palàcio da Alvorada, residenza ufficiale del Presidente del Brasile nella nascente capitale.
Questa pelle cementizia abbraccia due volumi abitativi su due livelli, allineati secondo l’asse est-ovest e uniti solamente da un passaggio pedonale interno e da un giardino al centro. Con un layout essenziale, il progetto prevede gli spazi comunitari condivisi al piano terra, mentre separa gli appartamenti privati con le camere da letto e i servizi al piano superiore. I due “mantelli” cementizi sono l’idea alla base del progetto perché costituiscono il confine tra interno ed esterno, che è trattato in modo opposto a seconda della funzione svolta dall’ambiente. Mentre infatti alla quota di terra tale confine sembra volersi alzare, proprio come un sipario, per connettere e mostrare la vita all’esterno in giardino e all’interno nella quotidianità, al contrario ai piani superiori esso diventa barriera protettiva, aperta soltanto verso l’alto, in corrispondenza dei quattro patii, due alle estremità est e ovest di ogni appartamento. Dalle camere il contesto risulta completamente negato tuttavia, grazie ai patii, la muta parete esterna viene parzialmente allontanata, permettendo a ogni ospite di affacciarsi sulla propria terrazza privata, ricca di vegetazione e aperta verso il cielo. Al piano terra i teli sembrano sollevarsi per favorire il dialogo con la natura, negando invece la vista diretta sulle case vicine.
Vetrate a tutta altezza completano e proteggono gli ambienti giorno contribuendo così ad accentuare l’immagine di leggerezza dell’insieme e l’idea che la casa di Hawthorn sia un volume sospeso.
L’architettura modernista brasiliana degli ultimi decenni riecheggia in numerosi dettagli. Nelle venature del legno dei casseri che si leggono impresse nel cemento (pulite e riutilizzate poi come materiale di recinzione del giardino, così da collegare tra loro i diversi ambiti del progetto). Nella combinazione stessa di cemento e legno, che può essere rivestimento a soffitto in contrasto con le pareti, o materiale degli arredi e di tutti i dettagli. Interessantissimo il fatto di aver disegnato direttamente nei casseri del cemento gli spazi per allocare piccoli ripiani, facendo così nascere gli spazi direttamente dalla forma delle pareti. Infine nonostante una presenza formale di grande rilievo, il progetto di Edition Office è molto attento anche allo sfruttamento energetico di tipo passivo. La ventilazione incrociata aiuta a mantenere la casa naturalmente fresca nei mesi estivi. Una linea di gronda così bassa protegge le vetrate dall’irraggiamento quando il sole è alto, mentre lascia passare i suoi raggi nelle ore meno calde. La freschezza degli ambienti bassi è dovuta anche alla notevole inerzia termica del calcestruzzo. Durante le stagioni più fredde, l’ingresso dei raggi solari di taglio riscalda il pavimento in lastre di cemento che rilasciano gradualmente calore. Si aggiunge un impianto solare fotovoltaico sulla copertura.

Mara Corradi

Architects: Edition Office
Location: Hawthorn, Victoria, Australia
Gross useable floor space: 680 sqm
Lot size: 690 sqm
Start of work: 2016
Completion: 2018
Location: Hawthorn, Australia
Builder: Flux Construction
Landscape: Eckersley Garden Architecture
Pool: Domain Pools
Photographer: © Ben Hosking

http://edition-office.com/

Awards:
- 2019 Victorian Architecture - Residential Architecture – Houses (New)
Upcoming Shortlisted
- AR House Awards 2019
- 2019 HOUSES Awards – New House over 200m2 for – Hawthorn House
- 2019 INDE Awards – The Building
- 2019 Excellence in Concrete Awards
- 2019 Australian Interior Design Awards – Residential Design
- 2019 Architizer - Use of Concrete


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