05-12-2007

Concert Stadium. Vitrolles (Francia). Rudy Ricciotti. 2000

Rudy Ricciotti,

Marsiglia, Francia,

Tempo Libero, Auditorium,

Cemento,

Ai margini della periferia di Marsiglia, Vitrolles è una piccola cittadina che da qualche anno ospita un centro multimediale costruito con l'esplicita intenzione di riqualificare e dotare di nuovi servizi questa zona degradata, segnata dall'abbandono e dall'insicurezza.



Concert Stadium. Vitrolles (Francia). Rudy Ricciotti. 2000 L'edificio, costruito su progetto dell'ingegnere-architetto Rudy Ricciotti, si presenta come un grande parallelepipedo grigio che emerge solitario nel paesaggio roccioso di cui è corcondato. Il disegno è geometrico, squadrato e lineare, rispecchiando così lo stile duro e minimalista di Ricciotti. La sua architettura riesce però ad emozionare proprio grazie a questa essenzialità. Nulla è concesso alla decorazione, se non, in questo caso, nell'uso attento della luce.
La struttura somiglia dunque ad un'enorme scatola ed è sorretta da 96 piloni lunghi 20 metri ciascuno, che entrano direttamente nella roccia. Tutt'intorno si sviluppano i muri perimetrali alti invece 25 metri e profondi 30 cm.
A causa dei venti molto forti, che caratterizzano questa zona, è stato necessario realizzare un rinforzo nella parte superiore dei piloni, con lastre in cemento armato di 4 metri che uniscono i pilastri con il soffitto in cemento. All'esterno, il colore grigio antracite, dalla tonalità scura, è stato ottenuto con l'aggiunta di 25 kg di tintura per ogni metro cubo di cemento.
Il risultato è un edificio "chiuso", che invita a scoprire l'interno proprio perché no lascia spazio ad aperture. Fa parte di questo liguaggio minimalista anche l'uso della luce: tanti piccoli punti rossi inseriti in apposite nicchie, che fanno risaltare il Concert Stadium anche da lontano, nel paesaggio notturno. Anche in questo progetto l'architettura di Rudy Ricciotti riesce ad essere teatrale pur nell'essenzialità di un linguaggio giocato su precise scelte in quanto a materiali, forme, colori.
Il grigio delle facciate, la superficie levigata ma opaca, il disegno puro definiscono una figura "nuda", che volutamente rifiuta l'ostentazione ma riesce adottenere, proprio per questo, un inevitabile impatto visivo.

Laura Della Badia

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