29-01-2019

VERSO UN'ARCHITETTURA VEGETARIANA

©Colossal Pro,

LuzInterruptus,

“[Noi]veniamo dalla natura …. è importante [avere] una certa riverenza per ciò che la natura è perché ad essa siamo connessi…se distruggiamo la natura distruggiamo noi stessi” Edward Burtynsky.  



VERSO UN'ARCHITETTURA VEGETARIANA

“[Noi] veniamo dalla natura …. è importante [avere] una certa riverenza per ciò che la natura è perché ad essa siamo connessi…se distruggiamo la natura distruggiamo noi stessi”-Edward Burtynsky.  Sono proprio questo rispetto e la necessità di connettersi alla natura che diamo troppe volte per scontati. L'architettura e le città sono spesso sorde alle grida della natura e non trovano un modo per coesistere e riconnettersi al nostro istinto ecologico. È con un' ironica ed inaspettata inversione dei ruoli che l'ex ‘neon-tiger’, Singapore, protagonista con la sua esplosiva e insana crescita delle foto di Bialobrezski del 2004, dà oggi lezioni di comportamento ambientale. La piccola città stato è stata capace di trasformare quello che sembrava all'epoca un processo irreversibile di espansione incontrollata di cemento nell'evoluzione all'avanguardia verso una città da sogno, destinata a diventare un modello di sostenibilità per l'intero pianeta.


Transitable Plastic, (la foto di apertura) è un'installazione recentemente esposta a Singapore, creata con oltre 20.000 bottiglie di plastica riciclate, raccolte dalla comunità, che non solo appare scioccante per il suo impatto scenografico ma suscita in noi una certa inquietudine in quanto obbligati ad attraversare un paesaggio irriconoscibile. I visitatori devono camminare per oltre un minuto, spostando fisicamente le pareti di bottiglie sospese, con un inevitabile effetto di soffocamento, rendendosi conto degli effetti dell'eccessivo uso del materiale sintetico. 

Singapore, una nazione giovane negli anni sessanta, era come qualsiasi altro paese in via di sviluppo a quell'epoca: sporca e severamente inquinata, senza un'igiene adeguata e con un alto tasso di disoccupazione, con risorse limitate e la necessità di attrarre industrie e dare impulso al miglioramento. Merito della visionaria iniziativa, diventata successivamente un imperativo inevitabile, è del Primo Ministro Lee Kuan Yew, che credeva fermamente nell'importanza fondamentale della presenza della natura nella nostra vita e immaginava una reciproca, proficua e stretta relazione tra un'estetica sostenibile e l'economia. Era convinto che offrendo un posto gradevole e piacevole in cui vivere, pulito e sano, le persone sarebbero arrivate e avrebbero investito. Grazie a un esteso programma di rimboschimento, Singapore, con l'ostinazione che caratterizza tutti i suoi successi, è stata in grado non solo di riprendersi dalla sindrome malata causata dalla vorace velocità dello sviluppo immobiliare, ma di guadagnarsi la fama di “Città Giardino’. Il verde integrato nelle aree urbane è aumentato in modo impressionante da 879 ettari nel 1975 a 9.707 ettari nel 2014, e il numero di parchi è cresciuto da 13 a 330. Oggi inoltre, quasi il 50 per cento dell'isola è ricoperto di vegetazione, con circa 3 milioni di alberi nel paesaggio urbano, nei parchi e nei contesti residenziali. Polmoni verdi che si diffondono nelle aree costruite, evitano un' eccessiva densità e offrono spazi ricreativi piacevoli e ventilati; percorsi pedonali aerei collegano foreste e prati come connettori verdi in una continuità quasi ininterrotta, garantendo la sopravvivenza delle specie naturali e offrendo l'insolita esperienza di essere un istante nella giunga e il successivo in un parco perfettamente curato della città urbanizzata. Magnifiche e ampie chiome di alberi della pioggia ombreggiano le strade, i parcheggi multipiano spariscono, mimetizzati dai rampicanti, e gli isolati, collegati da piani sospesi, consentono agli abitanti di incontrarsi, socializzare e persino di provare il brivido di fare jogging ad un'insolita altezza. La collaborazione civica attiva e l'impegno ambientale dei giovani sin da piccoli sono ammirevoli. Al fine di preservare gli importanti risultati ottenuti e rendere un dovere morale per ognuno prendersi cura dell'habitat comune, il governo ha enfatizzato il ruolo centrale dell'educazione, in particolare per le generazioni più giovani, che devono realmente apprezzare e non dare per scontata la fortuna di vivere in un ambiente salubre, non inquinato e paradisiaco. Questo viaggio verso la sostenibilità, lungo oltre cinque decenni, prosegue e la politica 'verde' sta compiendo un ulteriore passo avanti. Sforzi e impegno si concentrano nella trasformazione della ‘Città Giardino’ in una ‘Città in un Giardino’. Questa nuova visione intende integrare il verde non solo nell'ambiente costruito ma anche nella vita quotidiana dei residenti. Entro il 2030 i Singaporiani vivranno a soli pochi minuti a piedi da un parco, da una stazione MRT; la rete PCN verrà estesa con bacini idrici e canali, piste ciclabili e servizi pubblici. Un piano mirato a un sistema ‘car-lite’ investe in servizi pubblici alternativi, con percorsi pedonali e piste ciclabili coperti e car-sharing con auto elettriche. 

La politica nazionale consente a progettisti e architetti di studiare e presentare proposte in linea con l'approccio ecologico e stiamo assistendo ad una esplosione di interessanti e convincenti interazioni tra architettura e vegetazione; progetti notevoli, in armonia con il contesto locale, la cultura e le condizioni climatiche, che incorporano ecosistemi naturali. Ai progetti più iconici e appariscenti si affianca la fresca originalità di proposte piccole ma estremamente significative e assistiamo ad un impegno diffuso e responsabile per la promozione e il miglioramento della vita della comunità, con l'offerta di ambienti a misura d'uomo, piacevoli per tutti. 
 


Virginia Cucchi


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