05-11-2019

UNIPOLSAI: LA CULTURA, I GIOVANI E LE SUE ICONE 

BBPR,

“l’'architettura è una cornice onnipresente per eventi complessi, inaspettati e magici”— Alison Brooks.



<strong>UNIPOLSAI:</strong><strong> LA CULTURA, I GIOVANI E LE SUE ICONE</strong> <br />
L’architettura può introdurre molteplici significati e molteplici storie che hanno valore collettivo e chi si appresta a rivitalizzare edifici che, per storicità e posizione, hanno rivestito un ruolo di spicco nel panorama urbano, deve affrontare la responsabilità di trovare non solo soluzioni di tipo estetico-formali ma strategie che, più integrate con il tessuto sociale, sappiano rinnovarne ed intensificarne la forza inclusiva. 

Tra i molti gruppi che si dedicano ad un tipo di valorizzazione che contempla simili criteri, c’è anche UnipolSai, che in questi anni ha deciso di indirizzare le proprie energie alla riqualificazione e rigenerazione di alcuni dei più importanti immobili del capoluogo lombardo, aiutandoli nel cammino di recupero della forza catalizzante che hanno perduto.

Tralasciando gli interventi interni ed esterni, che concernono scelte di restauro conservativo o ammodernamento, che non vogliono essere l’argomento su cui focalizzare la mia attenzione, sono le iniziative privilegiate da questo programma di trasformazione quello di cui vorrei parlare. Cultura, creatività ed innovazione, aiuto ai giovani, coadiuvati da un attento rispetto per la sostenibilità, sono i punti cardine che costellano un cammino che sta sempre più facendo di questi contenitori occasioni di incontri ed esperienze molto interessanti per la comunità. Un esempio che ritengo emblematico di un tale modo di operare è Torre Velasca, da sempre centro di un vivace dibattito, di reazioni e pareri contrastanti suscitati dall’arditezza di un disegno che testimonia l’entusiastica avventura di quattro compagni del Politecnico di Milano, che, negli anni 50, rompendo i canoni tradizionali, hanno creato qualcosa di inedito, qualcosa che, come sosteneva uno di loro, Ernesto Nathan Rogers, si proponeva “di riassumere culturalmente e senza ricalcare il linguaggio di nessuno dei suoi edifici, l'atmosfera della città di Milano”. I quattro giovani, Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, che assieme fonderanno lo Studio BBPR, hanno saputo offrire, nel tentativo di superare la consuetudine del razionalismo, una splendida testimonianza di modernità e contemporaneità, divenuta un’icona dell’eccellenza architettonica non solo milanese ma italiana. 



Esaltata o denigrata, definita ‘assoluto capolavoro’ dal critico d’arte Philippe Daverio, ma anche ‘torracchione di vetro e cemento’ dallo scrittore Luciano Bianciardi e “paradigma dell’orrore che i Milanesi… guardano come il figlio brutto a cui vogliono bene comunque” da Vittorio Sgarbi, chiamata ironicamente dai Milanesi ‘grattacielo delle giarrettiere o delle bretelle’, per la caratteristica forma a fungo e gli evidenti tiranti a sostegno dell’espansione dei piani superiori, Torre Velasca continua da più di 60 anni ad ergersi con immutata, ostentata spavalderia ed il fascino e la bellezza del suo inconfondibile profilo, rinnovando puntualmente in noi, con la presenza di carismatica valenza, l’emozione di un primo incontro. Opera d’avanguardia che esalta con robusta crudezza la forza di sintesi tra grande ingegneria e grande architettura. Acquistata dal gruppo americano Hines, è stata fino a poche settimane fa patrimonio della società UnipolSai, che ha riservato i primi 18 piani a negozi ed uffici, dedicando gli altri piani fino al 26esimo a prestigiosi appartamenti, con affaccio ininterrotto sulla vista privilegiata del Duomo e del cuore dello skyline cittadino. Ampie aperture scenografiche accompagnano Il fluido layout degli interni, inondando di luce i raffinati ambienti di ricercato design, curati con meticolosa attenzione a dettagli ed alte finiture, ed enfatizzando, grazie alla presenza di logge-terrazze, la stretta connessione con il pulsante scenario esterno. 

La torre è stata riqualificata con attento rispetto della sua autenticità, subendo una trasformazione a livello funzionale. Il Gruppo Unipol, proprietario dell’immobile dal 2012, ha iniziato un processo per restituire all’edificio il ruolo di protagonista nel dibattito culturale nazionale ed internazionale. Grazie a ‘Opening Velasca’, la torre si è aperta alla città con un’agenda densa di stimolanti iniziative culturali e di sostegno ai giovani. Sulla scia di questa ricerca di interattività con i propri cittadini, nel 2016, per una mostra-evento, in occasione di un FuoriSalone, Ingo Maurer e Alex Schmid con ‘Glow, Velasca, Glow!’, hanno acceso con un’idea molto suggestiva Velasca di uno spettacolare rosso fuoco. La luce, come una seconda pelle, ha esaltato la straordinaria forza espressiva dell’imponente presenza, trasfigurandola in un’evocazione più metafisica che reale. L’installazione luminosa, capace di provocare a livello emotivo intensi momenti inclusivi, è divenuta una sorta di leitmotiv, e anche quest’anno la possente geometria si è stagliata nel cielo in una nuova foggia blu cobalto. 



‘Tower Tales, ovvero design, art & sound in Torre Velasca’, e’ il titolo dell’accattivante programma promosso da Urban Up - Unipol Projects Cities, articolato in #ArtTales, mostre di lavori contemporanei d’avanguardia di artisti di fama internazionale; #SoundTales, serate musicali, che sono state dedicate a concerti con i più famosi innovativi jazzisti e #DesignTales, sezione volta ad incoraggiare la creatività di giovani talenti delle scuole di Architettura e Design. L’iniziativa, inaugurata con il concorso ‘Velasca Progetto Design. Idee sotto la Torre’, che prevedeva, in occasione del suo 60 anniversario, l’ideazione di una lampada per gli spazi pubblici della torre stessa, ha indetto recentemente il concorso internazionale di idee ‘Kid’s Factory’, rivolto a giovani architetti under 35 di tutto il mondo, invitandoli a ripensare un ex stabilimento manifattura ceramiche, abbandonato da decenni, progettando un avveniristico campus per l’infanzia. Il prestigioso, affascinante complesso, una delle più maestose archeologie industriali d’Europa, 27.000mq di proprietà Unipol, comprende edifici di testa ideati da Piero Portaluppi. La partecipazione ha visto l’invio di più di 400 progetti, mandati da 90 parti del globo, dimostrando il grande interesse per l’opportunità offerta. 
Trovo che promuovere le doti creative di ragazzi brillanti sotto l’egida di un gesto innovatore, come quello rappresentato dal ‘giovane’ Studio BBPR, in una cornice che rappresenta un emblema storico di cultura ed eccellenza architettonica e tecnologica, sia stata una scelta molto felice e pertinente e possa rappresentare un motivo di vero e proprio orgoglio e di forte incoraggiamento per i selezionati.

In uno scenario professionale sempre più competitivo e dove risulta molto difficoltoso incominciare una propria attività, elogerei e ringrazierei questo tipo di incentivo con cui Unipol aiuta i giovani a rapportarsi ad un contesto più internazionale, premiando chi dimostri di saper interpretare la contemporaneità in continuità o rottura con la tradizione, e comunque dimostrando di possedere vera originalità. Anche le migliori scuole locali di settore vengono supportate in modo simile. I riconoscimenti che si assegnano ai vincitori e ai più meritevoli non solo contemplano la soddisfazione morale ma anche un beneficio economico e soprattutto la preziosa occasione di progettare qualcosa che si potrà vedere realizzato.
Unipol con coerente continuità si appresta ad usare la cultura nei suoi molteplici aspetti come elemento rigenerante delle proprietà per le quali si sforza di trovare un’identità o alle quali ha ridato brillantezza ad uno smalto, che si era in parte sbiadito. Alcuni edifici diverranno i momenti focali di diversi settori specifici dedicati alla società: eccellenze della moda, del design e della tradizione gastronomica completeranno il concetto di ospitalità e la struttura ricettiva con taglio internazionale e forte DNA milanese di De Cristoforis 6, nuovo flagship hotel; realtà virtuale, improntata dalle più recenti, innovative tecnologie, accoglie il pubblico in Ca’ Litta, permettendogli di interagire con gli appartamenti mentre il tema ‘materiale-immateriale’ vede un momento di celebrazione artistica con l’intervento di Ivan Tresoldi che crea un’istallazione-silos, ispirata a memoria e rigenerazione, in onore del restauro di un’architettura prestigiosa.

Gio Ponti nel 1961 scriveva “… una proporzione perfetta di volumi, in una semplicità di linee la cui ascendenza strutturale è espressa con sapienza e verità, con classicità”, e poi aggiungeva in un carteggio con un collega: “argenteo, bellissimo, leggero, aereo: una bellezza”, e si riferiva al cosiddetto ‘fratello minore del Grattacielo Pirelli’, Torre Galfa, progetto dell’architetto Melchiorre Bega. Una delle ultime creazioni del Gruppo, che vedrà la luce fra pochi mesi e continuerà il programma che Torre Velasca ci ha offerto. 
Mi auguro che in questi contenitori ci si possa aspettare di vivere quello che qualcuno ha detto con molta poesia: “l’'architettura è una cornice onnipresente per eventi complessi, inaspettati e magici”, Alison Brooks.


Crediti:
Gruppo UnipolSai, Urban Up Unipol Project Cities: http://www.urbanupunipol.com/
Fotografie: ©Gruppo UnipolSai

 

 


Virginia Cucchi


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