21-10-2019

ONSTAGE: INTERVISTA CON RICHARD ENGLAND Parte 3

Richard England,

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“Ora le Sirene posseggono un’arma ancor più’ terribile del canto, vale a dire il loro silenzio”, Kafka



ONSTAGE: INTERVISTA CON RICHARD ENGLAND Parte 3

3. A volte scorrendo il portfolio di certi architetti, mi viene da chiedere: “Ma come e’ possibile?” I lavori sono talmente tanti che mi risulta difficile immaginare possibili momenti di ispirazione nel silenzio. Lei cosa ne pensa?

LUOGHI DEL SILENZIO

Ci sono numerosi luoghi che ho visitato in cui ho vissuto un silenzio appagante di comunicazione. Questi luoghi manifestano momenti di conforto emotivo e mi hanno permesso occasioni di regni rapsodici di silenzio meditativo. Sono grato ai loro autori (molti perduti nell'antichità) per avermi dato l’opportunità di sperimentare queste creazioni oniriche.

IPOGEO - MALTA
Una serie tenebrosa di camere sotterranee scavate nella profondità delle rocce delle isole maltesi. L'Ipogeo era il luogo di sepoltura del periodo Neolitico. I suoi cavernosi spazi orbicolari fornivano un ambiente perfetto per queste cerimonie rituali. Un esempio di architettura che dimostra una saggezza innata, ormai a lungo perduta negli annali del tempo. Einstein aveva ragione quando scrisse: "gli antichi sapevano qualcosa che in qualche modo sembra (che noi) abbiamo dimenticato”.

DEIR EL BAHRI - EGITTO
Concepito come la casa paradisiaca per la regina faraone Hatshepsut nel 1500 a.C. e progettato dall'architetto Senenmut, è uno dei complessi architettonici più straordinari dell'antico Egitto. Ospita un’innovativa tipologia architettonica che anticipa gli edifici classici della Grecia. Incastonato nella parete di roccia montuosa sullo sfondo, rimane un edificio davvero imponente. Guardando questo antico capolavoro viene da chiederci non ciò che abbiamo imparato, ma ciò che da allora abbiamo dimenticato.

PETRA - GIORDANIA
Nascosta nel terreno lunare del desertico Wadi Rum, scavata nella roccia, si cela la città rosa nabatea di Petra, una delle più magiche manifestazioni della storia di fusione tra la mano dell'uomo e le formazioni naturali. Emergente dalla stretta e oscura gola del Siq, appare la splendida facciata del Khazneh, inondata dal sole, uno spettacolo da brivido.

ASSISI - ITALIA
Negli ambienti monastici di Assisi si seguono le orme di San Francesco. L'Eremo delle Carceri, immerso nelle lussureggianti colline del Monte Subasio, è un luogo di silenzio e di sollievo paragonabile ad una grotta, dove San Francesco trascorse gran parte del suo tempo in meditazione e preghiera. È un posto di perfetta tranquillità, remoto ed isolato, dove riflettere sulla vita del santo e contemplare i misteri del Divino. L'antidoto perfetto per la nostra frenetica vita moderna.

SAN GALGANO - ITALIA
In provincia di Siena, in Toscana, sopravvivono i resti cinerei scheletrici e spettrali della struttura, aperta verso il cielo, di un'abbazia cistercense del XIII secolo che offre un'atmosfera incantata di spiritualità e silenzio mistico. Sono stato introdotto a questa splendida carcassa architettonica dalle immagini inquietanti del film epico di Andrei Tarkovsky ‘Nostalgia’.

I GIARDINI RYOAN-JI - GIAPPONE
Il progetto per un giardino perfetto. Concepita sui principi Wabi-Sabi, questa enclave del XV secolo è l'esempio supremo dei giardini secchi giapponesi Kara-Senzui. La composizione scheletrica offre un perfetto silenzioso ambiente ascetico. Definito ‘Drago della Pace’, questo giardino buddista Zen è costituito esclusivamente da quindici massi rocciosi disposti eloquentemente in un letto di rocce di fiume levigate. Il meglio del Minimalismo.

PENTEDATTILO - ITALIA
I resti spettrali tenebrosi di un villaggio abbandonato immerso nelle montagne dell’Aspromonte, nella regione meridionale della Calabria. Definita ‘mano nel tallone’ dell'Italia per la sua forma, annovera una storia di faide familiari, lotte e omicidi. Passeggiando per le strade tortuose di questo luogo in rovina si può quasi avvertire la presenza di fantasmi sonnambuli. Il tempo fa perdere i ricordi, ma le pietre li trattengono. È un luogo tinto di sfumature scure; un'atmosfera triste come una tomba dal silenzio mortuario.

ISOLA DI FILFLA - MALTA
Una scogliera disabitata, a sud dell'isola principale di Malta, un'isoletta mistica, nata dal matrimonio di luna e stelle, un vagabondo del mare Mediterraneo, un iceberg di pietra. Un arco di tranquillità cullato dalle acque che la lambiscono e generato da un sole ardente. Un altare di sacralità per la civiltà neolitica che costruiva i suoi templi in accordo alla sua sagoma a forma di spaccatura.

IL CRETTO - SICILIA - ALBERTO BURRI
Il mausoleo in cemento armato di Alberto Burri. Una colata di cemento copre le rovine del villaggio di Gibellina, distrutto dal devastante terremoto del 1968. Il cadavere mummificato di una località un tempo fiorente, un potente luogo di ricordo e di richiamo alla memoria, il velo del ‘memento mori’ drappeggiato sopra i resti moribondi delle case sradicate. Uno dei più potenti, contemplativi e tristi esempi di land art. Un sudario che fa ricordare e’ stato steso sopra le abitazioni del villaggio, lasciando i percorsi originali come passaggi. Una forte evocazione di luogo, memoria e tempo.

CAPPELLA DI TLALPAN - MESSICO - LUIS BARRAGAN
Raramente è stato raggiunto così tanto da così poco. Un’enclave di serenità descritta al meglio come un edificio senza aggettivi. Una creazione minimalista che fonde con successo i canoni del Modernismo con la tradizione messicana.

THERME VALS - SVIZZERA - PETER ZUMTHOR
Un’esigua struttura simile ad una caverna sepolta in una collina, il cui interno è un luogo dove i visitatori possono sperimentare l'edificio con tutti i sensi: tattile, visivo, uditivo, olfattivo ed orale; una vera polifonia per i sensi. Un'architettura per rapire corpo, mente, spirito e anima.

MUSEO EBREO - BERLINO - DANIEL LIBESKIND
Un bunker inquietante e contorto che evoca ricordi di oppressione ed odio. I trattini inclinati come tagli, che fungono da aperture, afferrano l'anima del visitatore. È un vero esempio della forza dell'architettura, un'intensa coreografia di metafora e memoria. L'edificio stesso è così potente che avrebbe potuto fare a meno degli oggetti esposti. Uno lascia il museo triste, abbattuto ed addolorato.

Spazi silenziosi contemporanei che non ho visitato ma che ritengo particolarmente potenti includono la Cappella della Luce di Tadao Ando in Giappone, dove la luce si diffonde e si dissolve, l'austerità spartana del monastero di Novy Dvur di John Pawson nella Repubblica Ceca ed il melanconico, nichilistico cimitero di Aldo Rossi a Modena.

CONCLUSIONE
L'architettura oggi, a parte gli esempi citati e pochi altri, è raramente silenziosa. È chiassosa e si sforza di attirare l’attenzione, quasi a riflettere il fragore dei suoi architetti ‘star’, indulgenti in egomania. "Troppo vanitosi e distratti per il silenzio, ricercando ognuno la propria elevazione”, T.S. Eliot. Fu Luis Barragan che nel suo discorso di accettazione del premio Pritzker lamentò l'assenza nelle pagine delle pubblicazioni di architettura contemporanea delle parole bellezza, magia, incanto, serenità e silenzio. Nelle distopie assordanti di oggi le parole dell'architetto giapponese Takefumi Aida risuonano vere: “ora solo il silenzio può salvare l’architettura”. 

4.  Vivere in un’isola aiuta sicuramente a sognare ed il mare porta ad immaginare, fantasticare su mondi che appartengono alla letteratura, di cui si parla in leggende famose, mondi fantastici e magari sommersi. ‘Mythopolis’, una raccolta di disegni a penna ed inchiostro di raffinata eleganza e fine cesellatura dedicati a citta’ mitiche come Atlantide, El Dorado, Mu, Tion e alle immaginarie fantasie urbane di autori come Calvino, Wells, More, Borges, Tolkien, Okri e Swift, e’stata ispirata da questa condizione di isolamento? 

Vivere su un'isola ha sempre stimolato un’irresistibile tentazione, poiché le isole sembrano risuonare di leggendari racconti di magia e miti. Malta con i suoi templi neolitici di 5000 anni e la vicina isola gemella di Gozo, l'Ogigia di Omero, dove Calipso trattenne Ulisse per sette anni, non fanno eccezione. Miti e storie abbondano sull'isolotto di Filfla, considerato da alcuni l'ultimo residuo del continente perduto di Atlantide. L'isola gemella di Gozo ospita cappelle sottomarine, mari interni e storie riguardo il tesoro di un vitello d'oro, oltre ad accogliere il primo esempio di architettura autoportante, la struttura del tempio orbicolare neolitico di Ggantija.

L'isola principale di Malta è altrettanto ricca di leggende e miti: la buca di Maqluba a Qrendi, un numero infinito di storie di fantasmi, tunnel sotterranei segreti sotto La Valletta, capitale dell’isola, il naufragio di San Paolo, la misteriosa grotta di Ghar Dalam e la storia dei bambini scomparsi negli spazi labirintici delle camere inferiori della necropoli sotterranea dell’Ipogeo. Le isole sono caratterizzate dalla loro contrastante qualità di isolamento e connettività. Malta è un'isola solitaria e la sua posizione al centro del Mar Mediterraneo le ha permesso di assorbire le influenze delle potenze e nazioni che hanno nutrito un interesse per il Mare di Mezzo, come a manifestare l'equazione contraddittoria di isolamento e connettività, l’enigma complesso e contrastante della dualità. Per me, comunque, sono aspetti mistici e mitici non solo quelli della mia isola nativa, ma anche quelli di altre, sia reali che immaginarie, che stimolano la mia curiosità ed ispirano il mio lavoro.

Santorini o Thira, anche questo uno dei molti luoghi Santorini o Thira, anche questo uno dei molti luoghi che si presume appartenenti all'Atlantide perduta, è un'isola che mi ha talmente affascinato, con il suo netto contrasto di paesaggi neri lavici e sovrapposti edifici cubici che si elevano bianchi, che ho scritto un volume con testo e disegni. L'isola fu giustamente definita da Bernard Rudofsky come "il posto più strano questa parte di paradiso”.
Anche l'isolotto di Filfla a Malta mi ha perseguitato per decenni. In molte delle mie poesie l’ho utilizzato come fonte di ispirazione. Mi sono persino avventurato a trascorrere una notte su questa scogliera mistica per sperimentarne sia i suoni che i silenzi e la quiete spettrale, così estremi che a volte, giuro, potevo sentire la luna crescente. Le isole mitologiche abbondano, dalla stessa Atlantide di Platone all'isola di Eea, dimora della dea maga Circe; Avalon, isola legata alla leggenda di Re Artù; Delos, luogo di nascita di Apollo e le Isole dei Beati degli antichi Greci; il passaggio verso i Campi Elisi, regno della morte, luogo di riposo degli uomini virtuosi e degli eroi. Tutti queste hanno ispirato la mia prosa, poesie e disegni, e così le fantasie su terre immaginarie e luoghi creati da autori come Calvino, Wells, More, Borges, Okri e Swift.



5.  Lei, Richard, ha avuto una vita invidiabile, costellata di incontri con grandi uomini, grandi artisti, che hanno fatto la storia dell’architettura italiana. Crede che esistano ancora quei momenti di ‘lentezza’ che improntavano il discorso culturale tra professionisti?

AMICI, CONOSCENZE & MENTORI


Mi ritengo fortunato di aver incontrato una serie di personaggi illustri dell'architettura e dell'arte nel corso dei molti anni della mia carriera. Ogni momento con queste personalità si è rivelato essere una delle più alte forme di scuola. Mi hanno regalato il loro tempo e la loro saggezza; nessun dono più grande può essere ricevuto.
Queste le lezioni che mi hanno impartito:

Da GIO PONTI ho imparato a valorizzare ed apprezzare il Mediterraneo e le sue tipologie vernacolari. Il 'progettare prima e misurare dopo’, e soprattutto l’amore per l’architettura.

Da CARLO SCARPA è venuta la lezione di come combinare il vecchio con il nuovo; come intervenire sulla storia e riportare in vita vecchi edifici.

Da GIANCARLO DE CARLO ho assimilato l'importanza del sito, le sue voci e le sue proprietà mnemoniche. I suoi edifici a Urbino sono un esempio straordinario di come collegare l'architettura al luogo, alla memoria e al tempo.

Da PIER LUIGI NERVI mi è giunta una lezione sulla poetica della struttura e l'uso innovativo del calcestruzzo.

BRUNO ZEVI mi ha insegnato ad amare l'architettura organica e ad ammirare e comprendere appieno l'architettura di Erich Mendelsohn.

Da MASSIMILIANO FUKSAS uno impara come si può essere audaci, avventurosi, intrepidi, coraggiosi e pieni d’inventiva.

Da RENZO PIANO ho imparato ad apprezzare un'architettura delle buone maniere. La sua è sempre un'architettura di leggerezza come se cercasse di sfidare la gravità.

FRANCO PURINI mi ispira con i suoi complessi disegni ortogonali. Probabilmente il Piranesi di oggi.

La lezione di PAOLO PORTOGHESI è stata multiculturale a causa del suo bagaglio ricco e sorprendente. Interessanti ed influenti sono stati anche i suoi studi sulle complesse formazioni della natura.

Da MARIO BOTTA, uno straordinario artigiano, ho appreso dalla sua architettura della sacralità, dalle sue prime ville e soprattutto dalla sua scultura galleggiante in legno di San Carlino, con interni di Francesco Borromini.

PAOLO SOLERI è stato fonte d'ispirazione per le sue strutture ad Arcosanti e anche per i suoi macchinosi ed intriganti disegni utopici.

BASIL SPENCE ha fornito una lezione fantastica sul disegno e anche sul processo di ‘costruzione’ di un edificio. Era un architetto che possedeva uno stile grafico superbo e anche incredibili abilità di disegnatore, doti oggi purtroppo troppo rare, dato che il disegno manuale è stato sostituito dalla tecnologia CAD.

Gli incontri con DENNIS SHARP sono sempre stati d'ispirazione, poiché era una fonte inesauribile di conoscenza dell'architettura. Il suo contributo alla letteratura architettonica rimane un'eredità insuperabile.

Da VICTOR PASMORE, che visse a Malta per trent'anni, appresi la dialettica degli opposti e l’importanza dell'eliminazione del non essenziale.

Da QUENTIN HUGHES, un pedagogo di notevole statura intellettuale ed accademica, ho imparato, in tenera età, a comprendere ed apprezzare il ricco patrimonio architettonico delle mie isole native.

Da RIFAT CHADIRJI ho imparato di nuovo a rispettare il Regionalismo, la storia e le memorie del luogo. Ed inoltre, sono stato influenzato dalla sua convinzione in un'architettura tecnologicamente progressista ma culturalmente conservatrice, nel senso che il conservare significa preservare e mantenere in vita.

Da HANS HOLLEIN, uno dei pochi architetti postmoderni che merita di essere lodato, ho imparato lezioni di eleganza dal suo negozio di candele Retti, dalle gioiellerie Schullin a Vienna e anche dal suo drammatico Museo Vulcania nella regione francese dell'Alvernia.

MANFREDI NICOLETTI mi ha provocato un'ammirazione speciale per la sua Astana Concert Hall, ‘fiore del deserto’ del Kazakistan. È un edificio di rara bellezza poetica nella nuova capitale, disseminata di edifici kitsch e volgari.

Da JUHANI PALLASMAA ho assorbito la saggezza nelle pagine dei suoi due libri fondamentali ‘Gli occhi della pelle’ e ‘La mano pensante’: il primo una lezione di come l'architettura è vissuta da tutti i sensi umani, il secondo un inno all'importanza del disegno che conferma che il ponte tra mente e carta è ancora oggi al meglio attraversato dalla mano.

Resto grato a questi grandi maestri che considero come mentori e pedagoghi personali. Oggi purtroppo, pochi architetti famosi sembrano avere il tempo di discutere e stabilire rapporti con i giovani architetti. Una grave perdita per i giovani e gli studenti."Il grande insegnante ispira”, William Arthur Ward.

6.  Peter Zumthor in un’intervista sostiene che “non esistono piu’ le grandi citta’ perche’ non sono gli urbanisti a decidere: i grattacieli vanno dove sono i soldi”. Lei afferma che: “viviamo in un epoca in cui conosciamo il prezzo di ogni cosa ma non conosciamo il valore di nulla. Tutto e’ misurato in base al denaro”. Come è possibile, dunque, avere ancora un’architettura che aiuti l’etica della professione? 

ARCHITETTURA OGGI

"Oggi la forma segue il profitto” - Richard Rogers.
Fare denaro, il profitto e la passione per la novità hanno oggigiorno spodestato un'architettura di contenuto. L'architettura è stata declassata ad un'industria redditizia. Lo testimonia la maggior parte degli sviluppi in Medio Oriente, con edifici deformati, distorti ed ubriachi. È deplorevole che solo una minima percentuale di edifici costruiti oggi possa essere definita architettura. La costruzione è ormai la norma. L'architettura è diventata esclusivamente un meccanismo per fare soldi, trasformandosi purtroppo anche in un marchio commerciale. Avere un Hadid, Gehry o qualsiasi altro edificio di un ‘archistar’ non è diverso dall'avere vestiti di Armani, Dolce Gabbana o Prada nel settore della moda.

7.  Louis Kahn disse a un collaboratore: “Sai, Gabor, se potessi pensare a cosa farei, oltre all'architettura, sarebbe scrivere fiabe, perché dalla fiaba sono nati​​ l'aereo e la locomotiva, ed i meravigliosi strumenti della nostra mente ... tutto è venuto dalla meraviglia”. Kahn parla di una fantasia che, sfrenata, nelle fiabe aiuta ad ispirare audacia di visioni che la razionalità non può concepire; lei invece, è un artista che rende l'alchimia dei sogni e la sfera magica una componente essenziale del suo lavoro.  L'architettura e la fantasia poetica pensa possano aiutarsi a vicenda?

Racconti di magia, meraviglia, avventura ed incanto. Le fiabe ridonano all'età adulta la magia perduta dell’infanzia. Il bambino dentro di me rimane un requisito fondamentale. Fu Michael Ende a dire "l'uomo muore quando il passato di bambino in lui diventa adulto" e C.S. Lewis affermò incoraggiante "non sei mai troppo vecchio per fissare un altro obiettivo, o per sognare un nuovo sogno”. I miei racconti preferiti sono ‘I vestiti nuovi dell’imperatore' e ‘La Sirenetta’ di Hans Christian Andersen, ‘Il principe felice’ e ‘L’usignolo e la rosa’ di Oscar Wilde, ‘Il casello magico’ di Norton Juster, ‘Astonishing the Gods’ di Ben Okri e soprattutto ‘Il piccolo principe’ di Antoine de Saint Exupéry. Due citazioni di quest'ultimo sono state essenziali nella formazione della filosofia di tutta la mia vita: “È utile perché è bello”; "È solo con il cuore che si può vedere correttamente, ciò che è essenziale è invisibile agli occhi”. Altre citazioni ispiratrici provengono da diversi racconti. "Il mio cuore ha le ali e io posso volare”, ‘Cenerentola’. ”Se sogni più di una volta, sicuramente si avvererà”, ‘La Bella Addormentata’. Sirene e unicorni, creature mitiche di fiabe sono stati rappresentati anche nella mia poesia.
 


Virginia Cucchi


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