09-07-2019

ONSTAGE: INTERVISTA CON ALIDA FORTE CATELLA, FONDAZIONE RICCARDO CATELLA 

Foundation ,

E’ possibile dare un’identità ad un luogo che non ce l’ha e conferirgli un’anima?



ONSTAGE: INTERVISTA CON ALIDA FORTE CATELLA, FONDAZIONE RICCARDO CATELLA 

Ci sono segni forti, molto minimali, pregni di incisivita’ simbolica, che testimoniano con sdegno o severita’ chi e’ venuto a mancare con violenza, ma esistono anche modi diversi di ricordare, tocchi leggeri, inni alla vita, che attraverso la vita appunto intendono perpetrare una memoria che non deve morire.
 
Il mio primo incontro con la fondazione dedicata a Riccardo Catella e’ stato, direi, curioso. Passando da quelle parti, sono rimasta molto colpita dalla piccola casetta, che viveva in un contesto che non propriamente le apparteneva e costringeva a guardare la sua esistenza da una prospettiva diversa. La differenza chiassosa con il circondario, il sapore internazionale degli high rises limitrofi, e l’esteso polmone di verde che la privilegia, sprigionavano l’alchimia di un frammento del tempo che si fosse arrestato. La visione mi suggeriva certe ‘nail house’, minuscole abitazioni, i cui proprietari, in Cina, si sono opposti allo sviluppo immobiliare, rifiutando cifre ingenti. Gli edifici con le loro modeste dimensioni resistono in stridente contrasto nel mezzo di citta’ modernissime, appunto come chiodi (nails) che, bloccati con ostinazione nel legno, non si riescono a rimuovere, simboli universali di resistenza in un mondo sempre più urbanizzato e globalizzato.

La sorpresa e’ stata ancora piu’ grande quando ho saputo a chi apparteneva, una famiglia di imprenditori, immobiliaristi. Non rispondeva certamente ai canoni di una logica edilizia speculativa !

Frutto di una gestazione alquanto lunga, 14 anni di attesa, Fondazione Riccardo Catella e’ stata finalmente inaugurata nel 2018 con la sua Biblioteca degli Alberi, 90.000 mq di parco pubblico, progettati da Petra Blaisse, dello studio olandese Inside Outside. Scopi filantropici e fini sostenibili animano lo spirito della sua esistenza. Iniziative sociali e culturali, improntate sul coinvolgimento e la sensibilizzazione dei giovanissimi e dei meno giovani prevedono percorsi didattici, workshop/laboratori dedicati all’agricoltura urbana nel mosaico tematico che costituisce il grande giardino, tra erbe aromatiche, orti ed una quantita’ esuberante di varieta’ di alberi. L’intento non e’ solo quello di insegnare ma di fare amare e responsabilizzare al rispetto e alla salvaguardia di un patrimonio naturale severamente a rischio e di grande rilevanza per la qualita’ della nostra vita. I bambini imparano socializzando fra loro e le attività’ prevedono lo scambio generazionale fra eta’ diverse.

Curare un pezzetto di terra, giocando e recitando non solo si rivela eccellente per chiunque ma aiuta tantissimo anche i piccoli con gravi patologie e disabilita’, e, a questo scopo, sono organizzati gli ‘Smart Camp’, giornate gratuite, pensate con team specializzati, che prevedono attraverso l’orto terapia’ e i piu’ disparati intrattenimenti ludico-ricreativi, esperienze di crescita e condivisione per gruppi integrati di bimbi con e senza problemi. Strutture per eventi artistici affiancano percorsi per bici, jogging ed aree attrezzate per sport all’aria aperta; il piacere di vivere lo spazio verde e’ libero, accessibile a tutti, a qualsiasi ora del giorno e anche la notte. Il parco rappresenta una novita’ anche dal punto di vista gestionale, affidato dal Comune alla gestione privata, nell’interesse della collettivita’.

La fondazione si prefigge di portare avanti una filosofia che anima lo sviluppo del quartiere, sintetizzata nel programma Porta Nuova Smart Community, uno stile di vita modello, auspicato attraverso una stretta connessione tra natura, architettura sostenibile e innovazione tecnologica, incoraggiando un’attiva, matura partecipazione di gruppo. Perche’ gli spazi pubblici, le aree verdi e i quartieri non solo vanno creati ma si devono saper mantenere pulsanti e attraenti, incentivando e proponendo momenti d’interesse, che sappiano provocare inclusione ed emulazione.

L’ esempio sembra essere stato trainante, perche’ oltre ai corridoi e tetti verdi della futura rigenerazione degli Scali Ferroviari, si parla di piu’ di 20 parchi che entro il 2030 faranno respirare la citta’. Permeabilita’ fra edifici e spazi aperti, vegetativi sembra essere il leitmotiv che impronta i progetti di rigenerazione urbana in incubazione: SEIMILANO, ad esempio, una sorta di ‘citta’-giardino’ che si estendera’ su 300.000 mq, vedra’ un’alternanza di frutteti, boschi, prati e corsi d’acqua, come protagonisti della vita milanese.




Ho il piacere di rivolgere alcune domande ad Alida Forte Catella, architetto ed affermata firma d’ interni, instancabile fucina di idee e Vicepresidente della Fondazione. Piena di iniziativa e talento, fonda negli anni 80’ con il marito la societa’ Coima Image, dedicata alla progettazione integrata, Interior Design e Space Planning, di cui sara’ Amministratore Delegato, a cui segue negli anni il nuovo brand ‘Dolce Vita Homes’, dedicato all’alta qualita’ ed ecosostenibilita’ del nuovo abitare in progetti residenziali di pregio. Entrambe le attivita’ realizzeranno con successo una mole enorme di lavori. Nonostante le gravose responsabilita’, si dedica ad un’intesa attivita’ filantropica, con passione e dedizione particolare verso il mondo giovanile. Scelta per il progetto ‘Donne e Futuro’, tra un gruppo di donne che si sono segnalate come eccellenze per know-how e principi di etica professionale, ha accettato, con il consueto entusiasmo che la contraddistingue, di seguire, in qualita’ di mentor, il percorso di crescita di nuove leve meritevoli femminili, studentesse selezionate per particolare promettente talento, assistendole professionalmente nel passaggio dal mondo teorico dello studio all’inserimento in quello pratico del lavoro.

1. Suo marito si scrive che fosse ‘un imprenditore romantico, amante della natura e attento al territorio’. Salvando con la creazione della fondazione un angolo di passato, una piccola casa legata ad una ferrovia, e dando vita ad un grande parco, ha voluto ricordare la grande passione con cui desiderava aiutare una citta’ ad essere piu’ a contatto della natura?

Riccardo è stato un uomo/imprenditore con una visione davvero illuminata non solo per gli ideali romantici da perseguire, più legati ad un certo animo poetico e sensibile, ma anche per una visione, oserei dire, più planetaria, andando a percepire le necessità legate all’esistenza dell’uomo e ridando alla natura e quindi all’ambiente un ruolo di centralità. Il 3% della superficie terrestre è occupata dalle città, il 50% dall’umanità che vive nelle città e l’85% dell’inquinamento proviene proprio dalle stesse. Il suo pensiero è andato oltre allo sviluppo immobiliare in quanto tale, si è rivolto al miglioramento del vivere in una città quale Milano oggi si rappresenta. La Fondazione Riccardo Catella vuole ricordare non solo l’uomo Riccardo ma mantenere vivo il suo pensiero perché le persone non muoiono mai quando ci lasciano un’eredità che continua a vivere.

2. ‘Biblioteca degli Alberi: Poetry, Planet and Repair – Designing green spaces for the 21th century’, e’ il titolo di un appuntamento che ha visto una tavola rotonda per gli Icon Design Talks, ospitati dalla fondazione durante questo Milano Design Week. Che ruolo ha la poesia in un quartiere con un’anima smart come il distretto di Porta Nuova?

La parola e il racconto ricoprono un ruolo importante in un quartiere così ricco di storie da raccontare, tra tradizione ed innovazione. Il parco Biblioteca degli Alberi, ad esempio, ospita le poesie di venti cittadini che hanno partecipato al concorso #PercorsiPoetici promosso da Fondazione Riccardo Catella e dal Comune di Milano nel 2017; sui viali del parco trovano spazio i pensieri poetici dei vincitori dedicati alla natura in città. Inoltre la Fondazione Riccardo Catella, proprio l’anno scorso, ha promosso una bellissima serata in occasione di BookCity con testi di grandi autori che hanno saputo indagare e celebrare la varie forme in cui la natura si manifesta all’uomo. Un percorso letterario che ha trasformato il giardino pubblico di Via De Castillia 28 in una nuova Arcadia grazie alla regia di Giampiero Solari e la partecipazione di Fondazione Milano Scuole Civiche. Anche per il 2019 sono previsti diversi progetti per valorizzare la letteratura e la poesia.

3. Stiamo assistendo in Milano ad un’esplosione di progetti di riqualificazione che ricercano un nuovo rapporto, per cosi’ dire, simbiotico con la natura. Pensa che la narrativa di Porta Nuova abbia ispirato questa serie di iniziative, che stanno aiutando la citta’ a vivere piu’ secondo la vostra filosofia.

Sono convinta che best practices generano altre best practices. Porta Nuova è stata la prima rinascita di Milano dopo un periodo davvero lungo di immobilità - un territorio abbandonato da oltre 50 anni, espressione di un malessere urbano. Un virtuosismo che ha ridato fiducia e che è stato seguito da altri successi che ancora continuano a penetrare capillarmente, quasi a disintossicare quelle aree che, cariche di batteri, ritornano a germogliare.
Vedi aree che sono oggetto di dibattiti propedeutici all’innovazione come gli Scali Ferroviari e a tutti gli sviluppi immobiliari che stanno influenzando la città, ridando natura, fiducia, attrazione.

4. Anche questa formula di gestione privata del pubblico, sembra avere nuovi proseliti. Vede la collaborazione tra privato e pubblico una necessita’ in Italia, nell’interesse della collettivita’ e della salvaguardia del patrimonio nazionale?

Sicuramente l’orientamento è proprio quello di unire energie, competenze e responsabilità in progetti unici e capaci di superare quella burocrazia immobile che ha penalizzato e penalizza ancora il nostro paese.
Siamo un paese meraviglioso, incredibile per la bellezza naturale sia del territorio che della popolazione. Abbiamo creatività, fantasia e anche grande capacità in tutti i campi. Siamo un modello, oserei dire, unico: dobbiamo fare squadra per attrarre sempre di più fiducia.

5. Coima ha un po’ rivoluzionato lo skyline milanese, trasformando un’area dismessa in un esempio di eccellenza sostenibile. Di fronte alle problematiche che ci sta presentando il nostro pianeta, cosa pensa si dovrebbe o potrebbe fare?

Bisogna avere fretta: non possiamo più permetterci di perpetrare errori ed egoismi, dobbiamo distribuire il bene comune incominciando a occuparci dell’altro in senso etico e responsabile. Parlare di sostenibilità capendo bene cosa significa. Le parole sono importanti se hanno un contenuto, altrimenti sono solo degli slogan. Bisogna cominciare effettivamente a seguire i consigli del mondo vegetale che silenziosamente ci da’ tutti i consigli necessari per la sopravvivenza che non consiste nell’essere più forti ma nell’adattarsi meglio. Quindi liberare il territorio per dare più spazio alla natura e crescere in altezza dove l’aria è più salubre. Il progetto Porta Nuova ci ha regalato il Bosco Verticale, una sorpresa immobiliare che ci offre ogni giorno una nuova immagine urbana e ci ha ridato una sorta di biodiversita’ dimenticata, pronta ad espandere le sue radici.

6. La sua apertura verso i ragazzi e’ dovuta all’aver personalmente vissuto come puo’ essere difficile per un giovane affrontare il mondo del lavoro, senza aiuti?

Credo nei giovani in tutte le loro manifestazioni: anche quando si presentano con una natura negativa non e’ altro che l’incapacità di modellarsi, non avendo ricevuto quella fiducia da noi adulti in una età tipica di paure, ansie e incertezze. Oggi, è vero, il mondo del lavoro è estremamente difficile e competitivo, ragione di più per essere più vicino ai giovani, creando delle leve nuove. Quando ho cominciato a lavorare non ho trovato delle difficoltà oggettive ad esprimermi ma erano sicuramente tempi diversi, almeno credo, era una condizione più umana e quindi più facile. Oggi vedo dei giovani spaventati come fossero in una giungla dove la sopravvivenza diventa difficile e il successo una chimera da raggiungere, non certo con la facilità con cui i numerosi social network la rappresentano.

7. Molto disponibile verso i giovani in generale, mi pare particolarmente solidale con la causa femminile, aiutando a promuovere l'importanza del suo empowerment all'interno della società. Crede che per le donne, anche ai nostri giorni, nel XXI secolo, rimanga una forte ineguaglianza nei percorsi di lavoro? o perlomeno che la carriera richieda maggiori sacrifici?

Entrambe le cose, però dipende anche da noi donne modificare il sistema. Ci vuole tempo ma sono convinta che nei prossimi anni assisteremo a un cambiamento radicale sui valori di genere, varrà sempre di più la competenza, l’onestà, l’impegno. E noi donne, proprio per la nostra natura, siamo maestre di questi valori.

8. Pensa che possa esistere una complementarietà fra lavoro dell’uomo e della donna? Lei come moglie ha avuto questo tipo di rapporto lavorativo?

Sì, penso che l’uomo e la donna sono fatti per stare insieme, unire le forze e le energie per progetti comuni, utilizzando le peculiarità che ognuno dei sessi ha nel proprio DNA. Siamo complementari e dobbiamo smetterla di pensare di essere contrapposti. La mia fortuna è stata quella di crescere accanto ad un uomo che credeva nel valore delle donne e che mi ha sempre aiutata a crescere prima di tutto per me stessa e poi per far crescere il nostro rapporto rivolto all’esterno.

9. “Non esiste la fortuna, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”, Seneca. E’ un aforisma che introduce un’annata di Progetto ‘Donne e Futuro’, con cui lei collabora. Entusiasmo, determinazione e competenza sono, secondo lei, sufficienti per avere successo?

Sì certo, sono tre espressioni necessarie, a cui aggiungo un tocco di fortuna, dove però la fortuna non è solo casuale ma una costruzione mentale che aiuta a cogliere l’attimo.

10. C’è con la fondazione qualche nuovo programma in germinazione di cui ci intende parlare?

Fondazione Riccardo Catella, insieme a COIMA SGR, sta lavorando ad una partnership innovativa pubblico-privata per la gestione del parco Biblioteca degli Alberi. La fondazione sarà il soggetto privato responsabile della gestione, manutenzione e sicurezza del parco, oltre a promuovere un programma culturale inclusivo, innovativo e di engagement della cittadinanza, il cui obiettivo è quello di posizionare il parco come nuovo landmark internazionale e luogo di fruizione culturale open air nella città di Milano. Inoltre, a luglio 2019, la FRC promuove la seconda edizione di Porta Nuova Smart Camp, in collaborazione con Dynamo Camp e L’abilità Onlus. Un progetto inclusivo che riunisce in un’esperienza comune bambini con disabilità o patologie gravi e croniche e bambini sani. Natura, architettura sostenibile ed innovazione tecnologica sono i temi centrali delle attività del Camp, in concomitanza con i valori della Fondazione Riccardo Catella e del distretto di Porta Nuova.

Ringrazio Alida Catella per la sua disponibilita’ e concludo con un messaggio, quello di progetto ‘Donne x il Domani’: “Per nutrire i sogni delle donne di domani, servono le azioni concrete delle donne di oggi”. E’ un monito che mi dà l’occasione per esprimere alla Sig. Catella la mia ammirazione per il suo prezioso esempio ed instancabile contributo, cardini per una societa’ piu’ sana e piu’ forte del futuro.

Crediti:
Alida Forte Catella: Coima Image: http://www.coimaimage.it, Fondazione Riccardo Catella : http://www.fondazionericcardocatella.org/it/
Fotografie: Andrea Cherchi


Virginia Cucchi


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