11-02-2019

ONSTAGE: INTERVISTA ALL'ARCH. CHANG YONG TER

Chang Architects,

©Chang Architects, Mr. Albert Lim K.S.,

Singapore,

Housing,

Green Architecture,

Verde,

Intervista, Interviste, Chang Yong Ter,

Anche se estremamente pragmatici e razionali nei loro approcci, i progetti dell'architetto Chang Yong Ter, nella ricerca di stabilire un’armoniosa coesistenza tra essere umano ed ambiente vegetale, tendono a perdere la loro definizione materiale, stemperando nell’astrazione di situazioni idilliache che riecheggiano nei nostri cuori con la forza di visioni utopico.



ONSTAGE: INTERVISTA ALL'ARCH. CHANG YONG TER In riferimento all'ultimo appuntamento dedicato a Singapore, vorrei dare voce a un giovane architetto che ha realizzato progetti non impressionanti per dimensioni ma che mi ha sempre colpito per la grande sensibilità e la dedizione competente ed appassionata che spende nel realizzare ambienti di vita perfettamente sintonizzati con la natura. I suoi bungalow, principalmente proprietà private, dispiegano una narrativa comune: volontà di soddisfare i bisogni e le aspirazioni del cliente e sincera passione per il disegno biofilico. Anche se estremamente pragmatici e razionali nei loro approcci, i progetti, nella ricerca di stabilire un’armoniosa coesistenza tra essere umano ed ambiente vegetale, tendono a perdere la loro definizione materiale, stemperando nell’astrazione di situazioni idilliache che riecheggiano nei nostri cuori con la forza di visioni utopico. L'esperienza e’ molto coinvolgente e ci sentiamo toccati in tutti i nostri sensi, principalmente la nostra anima. 

Cornwell Gardens, grande residenza di una larga famiglia multi-generazionale, aperta, con tendenza rara ai giorni nostri ma molto in sintonia con la personalita’ del progettista, ad accrescersi accogliendo tutti i futuri nuovi arrivi a venire, rappresenta il compendio delle aspirazioni progettuali di Chang. Bella e accattivante, la casa si sviluppa in assoluto rispetto della situazione contestuale, un appezzamento di terreno con forte pendenza rispetto alla strada, osando sfidare certe regole del fengshui, che ne leggerebbero negative, infauste connotazioni.

Cuore della casa e’ una lussureggiante corte a cielo aperto, attorno a cui, su tre lati, si sviluppano zona giorno e notte affacciandosi sulla piscina ed un romantico laghetto di koi pesci. Un'attenta, estremamente varia selezione di piante aromatiche, ornamentali, e da frutto satura ogni angolo e momento della giornata con fragranze e colori. Frutti della passione e viti rampicanti crescono attorcigliandosi lungo cavi verticali in acciaio, creando piacevoli schermi verdi davanti alle finestre delle camere da letto. La sfida al fengshui ha reso possibile sfruttare la posizione considerata sconveniente provvedendo un’ottima ventilazione naturale. Cascate, presenza abbondante di acqua e piante, disseminate un po’ ovunque, aiutano il raffreddamento passivo, oltre ad offrire angoli speciali di privacy o di piacevole convivialta’ a tutti i membri della famiglia. Il comfort,  l’apporto energetico e salutare di siffatta creazione corrispondono agli ideali di un architetto che ambisce ritrovare nella quotidianita’ quella calma e sintonia che i tempi affrettati in cui viviamo sembrano negarci. E per noi, che osserviamo scatti di questo splendore paradisiaco, le sensazioni e le emozioni parlano piu’ forte del fascino della forza estetica che sprigiona. Chang Yong Ter ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti che testimoniano il grande apprezzamento per i suoi gesti brillanti, che giocano sulla dicotomia audacia-poesia e dove la natura è la scala prominente.

1. La sua architettura, come lei stesso afferma, mira ad arricchire i rituali della vita quotidiana. Ci puo’ spiegare cosa intende?

Riguarda come l'architettura potrebbe aiutarci ad identificare il senso della nostra esistenza ed acquisirne consapevolezza - in quel determinato spazio, in quel particolare momento, in quello speciale ambiente. Sono momenti felici, sensazioni positive, che si possono ricordare di tanto in tanto, forse anche molti anni più tardi nella vita.


2. Il suo ambiente di vita e lavoro è il contesto tropicale che le permette una grande sinergia con la natura. Si considera un privilegiato? Come potrebbe mantenere la sua filosofia di vita, in stretta sintonia con il verde, lavorando in contesti diversi?

Sì, sono davvero un privilegiato. Soprattutto quando ho saputo quanto tempo ci vuole perché gli alberi crescano nei paesi temperati. Nonostante ciò, credo che la natura abbia il suo posto in ogni angolo di questo pianeta e in una forma che è unica e rilevante a seconda del luogo.


3. Fino ad ora ha lavorato principalmente su progetti low rise, proprieta’ private a uno o due piani, nel rispetto del contesto e della cultura locali, con una risposta attenta alle condizioni climatiche, armonizzando l'ambiente naturale e il costruito, come si comporterebbe se dovesse affrontare il progetto di un grattacielo? Quale lessico considera più appropriato per amalgamare un high rise, che parte non e’ della tradizione vernacolare, con l'ambiente?

Cercherei di capire come questo skyscraper dovrebbe rispondere al contesto che lo circonda, nelle vicinanze e nelle aree da cui è visibile.


4. Con quale tipo di progetto pubblico vorrebbe aggiungere un suo segno a Singapore?

Qualsiasi progetto con cui io riesca ad elevare lo spirito del luogo.


5. Singapore in meno di cinquant'anni si è trasformata drasticamente da piccola città-stato in una prospera capitale verde internazionale. Come firma che lavora principalmente in questo territorio, quale potrebbe essere una lezione che Singapore riserva per le generazioni future e per il mondo?

Ciò che è evidente in termini di progresso fisico sono le infrastrutture e i sistemi efficienti che mantengono la città fiorente, rimanendo rilevante. Nel processo abbiamo hardware ben sviluppato. Spero si possa essere più consapevoli del nostro software - con maggiori capacità per quanto riguarda il bagaglio emozionale umano, in particolare perché ci stiamo adoperando per diventare una "nazione intelligente", era robotica, ecc.


6. Avendo ricevuto un riconoscimento prestigioso come l’UNESCO- Asia Pacific New Design nell’ambito del patrimonio culturale, potrebbe parlarmi un po’ delle sfide che ha incontrato in questo periodo di costruzioni veloci e trasformazioni drastiche che si verificano soprattutto nello scenario asiatico?

Certamente. Invece del ritmo veloce è essenziale rallentare, o addirittura prendere una pausa, prima di imbarcarsi in qualsiasi progetto di costruzione, prima che il terreno sia disturbato e che qualsiasi vecchia struttura venga sostituita. Troppo spesso gli edifici sono progettati con poco tempo quindi con scarse riflessioni e costruiti in un periodo breve, come in una fretta. Le priorità sono spesso il tempo (velocità) e il costo (economia) più di quanto il nuovo edificio possa aggiungere alla qualità del luogo e agli utenti stessi.


7. Quanto al rapporto con il cliente, le e’ facile trovarsi in sintonia sull’importanza del rispetto di un passato storico e la presenza dell’elemento verde nelle sue realizzazioni?

L’esperienza naturalmente varia a seconda del cliente, delle differenti propensioni ed interessi. Il portfolio, comunque, e’ spesso la ragione che attira un cliente con simili affinita'.
 

8. Ho letto che una volta, all'inizio della sua pratica, ha detto come sintesi del suo approccio etico alla professione: "Siate sempre affamati del prossimo lavoro migliore - crediate che il meglio deve ancora essere fatto. Siate audaci e coraggiosi: progettate non solo con la mente, ma anche con il cuore. Non siate in competizione con nessuno, per essere qualcuno. "Questa è una dichiarazione molto entusiastica, un’affermazione " giovane ", libera da ogni tipo di compromesso: oggi, dopo anni di attività, si sente di dare lo stesso consiglio ai giovani?

Questi suggerimenti valgono tutt’ora per me. Credo che tali attitudini siano molto opportune, indipendentemente dalla fascia di eta’.


9. Pensa che noi, come designer, stiamo facendo abbastanza oggi per aiutare la coesistenza di architettura e natura?

Direi di sì, almeno alludendo al contesto di Singapore. Le autorità preposte alla pianificazione e costruzione sono state molto proattive e incoraggianti. Alcune pratiche sono persino diventate obbligatorie prima di divenire tendenze.


Crediti:
Chang Architect : www.changarch.com


Virginia Cucchi


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