21-05-2019

ONSTAGE: INTERVISTA CON CARRON COSTRUZIONI GENERALI

@kryalos,

Milano,

Ristrutturazione, Restoration, ©Kryalos,

Interviste, Impresa Carron,

"Si è dimenticato che una tradizione esiste solo inconsciamente e che non può tollerare di essere interrotta. Una continuità impercettibile è la sua essenza." - Paul Valéry. Il Palazzo di Piazza Cordusio, 3 - prestigioso storico landmark negli anni ’90 della vita finanziaria ed economica Milanese, sede della Borsa e successivamente delle Poste e Telecomunicazioni , continua la sua vocazione di forza calamitante collettiva, locale e globale, apprestandosi ad ospitare, dopo la Starbucks Reserve Roastery, marchi famosi della moda ed attività commerciali e di business internazionali, a seguito del recente restauro conservativo, opera dell’impresa Carron Costruzioni Generali. 

 



ONSTAGE: INTERVISTA CON CARRON COSTRUZIONI GENERALI Parlando della recente esperienza Starbucks Reserve Roastery, mi è sembrato doveroso dedicare uno spazio al prestigioso contenitore che la ospita. Palazzo Cordusio, progettato a fine 800 dall'architetto Luigi Broggi, non solo riveste una presenza formale di pregio, completando in un gioco eclettico di andamenti semi-circolari con il somigliantissimo edificio limitrofo, ex Credito Italiano, l’attraente configurazione ellittica di Piazza Cordusio ma rappresenta momenti significativi di vita sociale cittadina. Nato come sede della Borsa e successivamente delle Poste e Telecomunicazioni, occupa, come appunto si confaceva alla sua funzione originaria di luogo comunitario aggregante, fulcro della vita economica e finanziaria, una posizione centralissima, a pochi passi dal Duomo. Posizione che attualmente sta divenendo un punto di riferimento per marchi famosi, legati ad attività commerciali e di business, che infondono caratteristiche globali e locali differenti alla vocazione storica caratterizzante l’area.  Nel corso del dopoguerra i pregevoli interni di Palazzo Cordusio sono andati purtroppo perduti a causa di adattamenti ad uffici più moderni ed asettici ed è nel 2016 che la società Kryalos, divenuta proprietaria dell’immobile, appalta all’impresa Carron il progetto di riqualificazione, che prevede il restauro conservativo ed l’intervento di revisione degli spazi interni, nell’intento di soddisfare una logica pluritenant.

Carron Costruzioni Generali è un'impresa fondata nel 1963, che si occupa attivamente di costruzione, restauro e grandi progetti infrastrutturali, specialmente nel nord Italia. Negli anni '90 l'azienda ha visto una crescita importante con progetti rilevanti e, stabilita una solida base a Milano, si è saputa distinguere per il rigoroso, attento rispetto all’impronta ecologica, che caratterizza i lavori e la priorità concessa alle innovazioni tecnologiche più recenti negli interventi di riqualificazione. Carron ha affrontato la grande sfida dell'ambizioso nuovo punto Starbucks, e ha giocato un ruolo di vitale e primaria  importanza nel migliorare il riferimento del landmark storico. Incontro l’architetto Andrea Maraschin, General Manager di Carron con cui ho il piacere di fare questa chiacchierata

1. Un progetto sicuramente di alto prestigio ma anche di onerosa responsabilità: come siete riusciti a conciliare risanamento conservativo e adattamento degli spazi interni ad esigenze commerciali e di lavoro?

In qualità di General Contractor, abbiamo reso costruttivo e realizzato un progetto già dettagliatamente sviluppato da un team di professionisti esperti, interfacciandoci costantemente con loro, con la DL ed il Cliente per assicurare il rispetto dei requisiti e dei vincoli progettuali, oltre al raggiungimento dei migliori obiettivi possibili.  Da un punto di vista tecnico, l’intervento di restauro ha coniugato la valorizzazione della storica conformazione del complesso con le esigenze di un nuovo layout per il riutilizzo degli spazi con nuove tecnologie. All’interno, la sala a doppia altezza, che risultava profondamente alterata rispetto al progetto originario dell’architetto Luigi Broggi, è stata riportata alla sua originaria configurazione mediante la rimozione del piano mezzanino che creava un’interferenza visiva nella percezione generale della sala come unico ambiente. Sono state inoltre realizzate modifiche distributive interne a tutti i piani, adeguando i collegamenti verticali e orizzontali. Il tutto secondo le normative vigenti, ma cercando di non alterare il disegno originario. Lo spazio a cielo aperto all’interno del lotto è stato valorizzato con un nuovo assetto “a giardino” tipico delle corti milanesi. È stato riqualificato il lucernario esistente con la sostituzione delle parti vetrate.  Esternamente, le facciate prospicienti le tre vie, sono state ripristinate mediante un intervento di restauro conservativo (pulitura, consolidamento e protezione). È stato migliorato l’aspetto estetico, sia attraverso opere di manutenzione e ripristino delle finiture e dei materiali originari, sia con opere di mitigazione visiva e parziale spostamento degli impianti e canali esistenti. 

2. Come è stato il rapporto lavorativo con il colosso americano che per la prima volta approcciava l’Italia, con un ingresso particolarmente altisonante in pieno centro storico?

In realtà i contatti con Starbucks sono stati abbastanza limitati. Il nostro lavoro ha riguardato il risanamento dell’intero palazzo, per i locali del colosso americano abbiamo dovuto eseguire specifici interventi di rinforzo strutturale del solaio del piano terra e realizzare dei condotti speciali per l’impianto di tostatura del caffè. Le richieste erano dettagliate e precise. L’allestimento dei locali è stato poi gestito in un appalto dedicato successivo al completamento dei nostri interventi.

3. Come si lavora in un’area centralissima di Milano?

Gestire un cantiere in un centro urbano è sempre complicato, esserci riusciti a Milano è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione. Ogni scelta deve essere ben pianificata e programmata, nulla può essere lasciato a decisioni dell’ultimo momento. Anche l’attività più semplice e che in un altro cantiere può sembrare magari banale, qui può presentare criticità da valutare e risolvere. Gli aspetti da considerare sono molteplici. Innanzitutto, la logistica: le aree a disposizione per lo stoccaggio e l’assemblaggio dei materiali sono limitate, ogni area esterna da occupare richiede permessi ed è molto onerosa. La miglior configurazione del cantiere è il risultato di un compromesso tra esigenze e costi da sostenere. In questo senso, molto utile è la filosofia “just in time”, ossia cercare di portare i materiali il più possibile preassemblati e necessari alle lavorazioni dei giorni immediatamente successivi, così da evitare grandi stoccaggi in cantiere. La viabilità e gli approvvigionamenti hanno di conseguenza un ruolo altrettanto cruciale: alimentare un cantiere di queste dimensioni non è banale, soprattutto in considerazione dei tempi molto ristretti richiesti per il completamento dei lavori. Il cantiere di fatto non si ferma mai.

4. Siete riusciti a rispettare le tempistiche programmate?

Il contratto prevedeva 12 mesi di lavori (settembre 2016 – settembre 2017), prolungati di ulteriori 3 mesi per alcune varianti richieste (conclusione dicembre 2017). Per rispettare le tempistiche il cantiere ha lavorato 24/7!

5. Diverse sono le polemiche sul difficoltoso iter legislativo, burocratico da affrontare in Italia per la ristrutturazione. Come sono stati i vostri rapporti con l’autorità?

Il progetto appaltato dal Cliente e da noi realizzato aveva già ottenuto le autorizzazioni richieste, quindi da questo punto di vista non ci sono stati problemi. Ad ogni modo il sistema legislativo italiano è effettivamente complesso, così come gli iter burocratici da seguire per ottenere le autorizzazioni necessarie, soprattutto nel caso di interventi su edifici vincolati. Nel quadro italiano, possiamo però affermare che Milano si distingue in senso positivo, con una certa efficienza degli iter e delle autorità competenti.

6. Avete ottenuto con questo lavoro il certificato LEED, livello Gold: quali le migliorie, le innovazioni apportate per rendere l’edificio ecosostenibile?

La decisione di perseguire la certificazione LEED influisce su un intervento edilizio sia nelle scelte progettuali iniziali che in tutta la successiva gestione del cantiere ed esecuzione delle opere. In ambito progettuale, intervenire su un immobile esistente ed inserito in un certo contesto urbano significa dover valutare attentamente gli ambiti nei quali sia possibile ottenere crediti utili per la certificazione. Con riferimento a Palazzo Cordusio, la LEED score card mostra alti punteggi nei capitoli della sostenibilità del sito, dell’utilizzo di materiali regionali ed ecosostenibili, delle scelte impiantistiche adottate. La gestione del cantiere e l’esecuzione dei lavori sono in seguito governati da specifici protocolli che, se rispettati, assicurano l’ottenimento dei punteggi previsti. Essi coinvolgono aspetti generali, come la gestione differenziata dei rifiuti ed il controllo della qualità dell’aria in cantiere durante le fasi di lavoro, fino ad arrivare ad aspetti più di dettaglio e magari curiosi, come il controllo delle certificazioni richieste per tutti i materiali e la regolamentazione del fumo da tabacco in cantiere. 

7. C’è qualcosa, a conclusione della impegnativa avventura, che vi rende particolarmente soddisfatti?

In generale possiamo dire di essere orgogliosi di tutto l’intervento, volendo cercare qualche elemento particolare possiamo citare l’effetto architettonico della facciata a cellule e copertura in vetro, ma anche la tecnologia adottata per il rinforzo strutturale del lucernario.

8. Avete dichiarato che cuore pulsante della vostra impresa è il lavoro di squadra: in che termini è concepito e di fatto reso possibile questo networking, perfetto affiatamento ed integrazione tra competenze di alto profilo?

In ogni cantiere, il miglior lavoro di squadra si ottiene utilizzando una struttura affiatata, consolidata, con esperienza in lavori simili per tecnologie da applicare e complessità gestionali da affrontare. I ruoli e le competenze devono essere ben definiti e riconosciuti, è inoltre fondamentale la consapevolezza dell’importanza di ciascuna figura all’interno dell’organigramma. La snellezza delle comunicazioni e delle attività decisionali sono elementi altrettanto importanti per garantire efficienza e produttività.

Crediti:
Impresa Carron: http://www.carron.it/portal/default/
Fotografia: @kryalos 


Virginia Cucchi


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