12-03-2019

ONSTAGE: INTERVISTA CON WEISS/MANFREDI

Architecture/Landscape/Urbanism,

“Piu’ ingombranti della vita ma parte di essa, le infrastrutture hanno un forte impatto; modificano il nostro ambiente e le attivita’ urbane con un’ incidenza vitale, concreta e spesso caotica” - Weiss/Manfredi



ONSTAGE: INTERVISTA CON WEISS/MANFREDI
"La complessità che conta è principalmente la complessità a livello visivo, il cambiamento nell'ascesa del terreno, i raggruppamenti di alberi, le aperture che conducono verso punti focali differenti - in breve, espressioni sottili di differenza. Queste sottili differenze contestuali sono quindi enfatizzate dalle differenze d'uso che stimolano e crescono attorno a loro"- Jane Jacobs, 'The Death and Life of Great American Cities' 

Le infrastrutture che attraversano come vene pulsanti le nostre metropoli si apprestano a ricevere nuovi trattamenti che da mono-funzionali prevedono di mutarle in catalizzatori di attività culturali e ricreative. Autostrade, ponti, metropolitane non rappresenteranno piu’ solamente momenti di destinazione da un punto all’altro, ma offriranno una varieta’ di intrattenimenti, occasioni d’incontro e scambio sociale. 

Gia’ molte le proposte provocanti ed innovative suggerite per definire il futuro della fitta rete di sistemi infrastrutturali che accompagna la crescita e l'evoluzione del tessuto urbano contemporaneo. Le visioni futuristiche studiano un rimodellamento della nudità scheletrica delle massicce presenze, provvedendo a preservare il patrimonio verde, gravemente minacciato e cercando, in casi piu’ audaci, un aiuto che lenisca l'aumento esponenziale della popolazione. Le esplorazioni strategizzano miglioramenti del nostro modo di vivere e colonizzano l'esistente con programmi di cambiamento d’uso, che per funzioni e forme sfidano consuete tipologie.


In questo nostro XXI secolo, dobbiamo accettare un nuovo concetto di architettura in continua trasformazione, con soluzioni evolutive che, senza negare ma sfruttando una tecnologia avanzata, riescano a trovare un equilibrio tra naturale e costruito. La massiccia impronta di autostrade, ferrovie, linee di servizio sui nostri territori fa parte di una realtà inquietante e seducente al contempo, su cui si concentra la ricerca dello studio Weiss/Manfredi. Riconoscendo il dato di fatto inesorabile ed inevitabile, in aumento progressivo rispetto alle crescenti esigenze di un territorio pubblico in via di sviluppo, la famosa coppia di architetti cerca di trovare un rimedio al paradosso bizzarro, ad esso legato: la frammentazione evidente causata da queste opportunità di connettere sempre più velocemente le nostre comunità. Connessione e divisione, staticità e fluidità finiscono per identificare rigidamente il paesaggio senza possibilità di contaminazioni reciproche.

Weiss/ Manfredi immaginano, attraverso una stratificazione di trame infrastrutturali, linee di circolazione e di livellamento, un'architettura che aggreghi e faciliti l'interazione, la vicinanza e la coesione sociale. I loro interventi, oltre a provocare un forte impatto visivo e fisico, creano presupposti per importanti collegamenti spaziali, che si propagano sul tessuto più ampio delle aree limitrofe. Rispondono e si adattano alla situazione del contesto, indagando una nuova flessibilità prestazionale, attivando opportunità sezionali, che incorporano ed alternano, con fresca novita’, funzioni artistiche e di intrattenimento. Le geometrie dell'architettura frattale si evolvono, perseguendo una relazione efficiente e dinamica tra struttura ed utente. 

 


Le infrastrutture trovano un ruolo performante aggiuntivo, finora rimasto inesplorato e silente, attraverso nuovi paradigmi che conciliano e rispondono a criteri ambientali, estetici e sociali. Seattle Olympic Sculpture Park ed il recentissimo Hunter's Point South Waterfront Park sono esempi molto eloquenti del tipo di sintesi alchemica perseguita dal loro lavoro. Il primo progetto sfrutta la discontinuità verticale del sito, tre appezzamenti separati da binari ferroviari ed autostrade, sviluppando il deliberato svolgimento di un ‘gesto di stratificazione’ sulla topografia. Passerelle, terrazze panoramiche e piattaforme adibite ad esposizione di pezzi d’arte offrono un ambiente variegato ed eterogeneo, grazie alle pluriopportunità di programmi che si avvicendano.

Il secondo contempla la rinascita di trenta acri di lungomare post-industriale, rimasto per anni sottoutilizzato, nel Queens, New York. Una serie di iniziative sostenibili conferisce  una forza inclusiva inaspettata al sito. Un nuovo linguaggio esprime le potenzialità della locazione strategica, ponendo fine allo stato di desolato isolamento, abbandono e conseguente cronica mancanza di investimenti. Multiformi, nuovi scenari propongono ‘un modello di resilienza costiera’.

“Piu’ ingombranti della vita ma parte di essa, le infrastrutture hanno un forte impatto; modificano il nostro ambiente e le attivita’ urbane con un’ incidenza vitale, concreta e spesso caotica”,- Weiss/Manfredi
 
1. Nel mio ultimo articolo ho parlato di ‘archi-puntura’ lungo meridiani urbani: interventi che vengono praticati su punti di pressione, rilasciando i flussi di energia compressi. Per quanto riguarda la High Line, un risultato importante è stato quello di creare un'architettura in costante evoluzione, un’opera non statica ma capace di offrire continue occasioni d’ interazione, oggetto di un’ampia compartecipazione collettiva. Potreste parlarmi di alcuni dei vostri progetti, come ad esempio Hunter's Point South Waterfront o Seattle Olympic Sculpture Park che, incarnando la stessa forza catalizzante, una volta terminati i lavori, continuano a mantenere un ruolo pubblico attivo, vibrante, polarizzando l'attenzione e stimolando l’inclusività

Ci sforziamo di creare progetti in continua evoluzione. All’Olympic Sculpture Park, ad esempio, il cambiamento e l'evoluzione avvengono su più livelli: progettato come scenario per l'arte, ogni anno nuovi artisti sono invitati a creare opere che collettivamente forniscono un ambiente dinamico e sorprendentemente variegato e propositivo. A livello ecologico, abbiamo concepito una nuova spiaggia e terrazze sottomarine per incoraggiare la presenza dei salmoni. In tale modo, questa parte del parco si trasforma costantemente man mano che si determinano nuovi habitat, e che differenti livelli delle maree  rivelano le mutevoli geometrie delle terrazze d’acqua.

2. Lavorando molto con istituzioni private come per il Diana Center al Barnard College e Roosevelt Island Cornell / Technion, per fare solo alcuni esempi, come riuscite, in qualita’ di architetti, ad occuparvi di spazi destinati alla privatizzazione, integrandoli e collegandoli con la sfera pubblica?
 
 Quando lavoriamo con istituzioni private, cerchiamo di creare spazi pubblici che aumentino notevolmente le interrelazioni tra il tradizionale dominio pubblico ed il nuovo regno privato. Spesso, questi spazi, che non facevano parte del programma originale, diventano importanti generatori di attività tra mondi privati e pubblici. 

3. Nella vostra recente pubblicazione "Public Nature: Evolutionary Infrastructure", avete parlato dell'importanza di autostrade, ponti, strutture resistenti alle inondazioni, ferrovie, linee della metropolitana e griglie di distribuzione che oggi non dovrebbero più essere solo mono-funzionali ma rivestire altre funzioni, piu’ socialmente intrattenitive, in grado di vitalizzare, con effetto a ripercussione l'ambiente circostante. Quali sono le sfide e difficolta’ che vi trovate ad affrontare, nel realizzare questo programma, lavorando su una moltitudine diversa di infrastrutture e su livelli topografici differenti?
 
Le sfide principali sono i confini disciplinari, che obbediscono a norme  regolamentari e che sono endemicamente connessi al nostro attuale clima amministrativo e politico. Le ampie soluzioni infrastrutturali, ecologicamente vantaggiose, sfidano questi confini disciplinari: architettura, ecologia ed ingegneria devono essere considerate simultaneamente. Progetti come Olympic Sculpture Park e Hunter's Point South Waterfront Park traggono vantaggio dall’intreccio collaborativo delle diverse discipline.

4. Il vostro design esplora una sequenza veramente coreografica e cinematografica di scenari dinamici. Quale tipo di processo implica studiare e soddisfare complesse esperienze sociologiche e urbane?
 
Crediamo che l'architettura non sia statica, ma  che uno dei suoi grandi doni sia quello di rivelare attraverso il movimento le molteplici situazioni che costituiscono una vibrante vita urbana. La creazione pertanto di nuove topografie, nuovi percorsi lungomare e coreografie all’interno dei nostri edifici risponde all’idea di un contesto allargato ed incoraggia un tipo di architettura piu’ socialmente coinvolgente.

5.I giovani architetti si trovano ad affrontare una situazione lavorativa decisamente molto difficoltosa e competitiva. Da insegnanti, quali siete entrambe, che consiglio rivolgereste loro?

I giovani e’ importante che mantengano un persistente, duraturo atteggiamento di curiosita’, aperti a lasciarsi sorprendere e stimolare dalla piu’ ampia possibile gamma di idee, viaggiando molto e perseguendo un atteggiamento profondamente etico nel lavoro.

6. Parlate di un'architettura con molte sfaccettature, che prevedendo la cooperazione sinergica di professioni e discipline diverse, sia in grado di creare "una nuova connessione tra città e giardino, arte ed ecologia, infrastrutture ed intimità". Quale e’ l’ideale prototipo che immaginate per l'architettura del prossimo futuro?
 
Durante il Rinascimento, gli architetti abbracciavano campi diversi, ed erano coinvolti in una vasta gamma di discipline e progetti. Come risultato del processo di industrializzazione degli ultimi 200 anni, la specializzazione e’ divenuta la dominante nella risoluzione dei problemi. Crediamo che la complessita’ delle situazioni contemporanee che ci troviamo ad affrontare richieda soluzioni specializzate e che il ruolo dell’architettura, come esteso campo di specializzazioni, sia sempre più importante.

7.  Oltre all’ esplorazione di forme audaci, geometrie e gesti territoriali stratificati, i vostri edifici hanno un fil rouge che li lega: Brooklyn Botanical Garden Visitor Center, Novartis Visitor Reception e Hunter's Point South Waterfront, tutti sintonizzati sull'impronta ecologica, incorporano innovazioni ingegneristiche e tecnologiche. Come selezionate e scoprite il potenziale di nuovi materiali nelle infinite offerte del mercato odierno?
 
Ogni progetto è un'opportunità per testare materiali nuovi e consolidati. Durante lo sviluppo di ciascun progetto, coinvolgiamo una vasta comunità di esperti di materiali e costruttori. Ricerchiamo costantemente l'uso di materiali nuovi ed ibridi, e siamo anche attratti da nuove tecniche per manipolare i materiali tradizionali, siano essi la terra stessa o materiali che da sempre hanno fatto parte della tradizione dell'architettura, come il mattone.

Crediti: 
Weiss/Manfredi: http://www.weissmanfredi.com
Fotografi: 
Brooklyn Botanical Garden Visitor Center: ©Albert Vecerka/Esto/courtesy of WEISS/MANFREDI
Hunter's Point South Waterfront Phrase II: ©Lloyd/SWA, courtesy of SWA/Balsley and WEISS/MANFREDI & ©Vecerka/Esto, courtesy of SWA/Balsley and WEISS/MANFREDI
Seattle Olympic Sculpture Park: ©Benjamin Benschneider/courtesy of WEISS/MANFREDI, ©Iwan Baan/courtesy of WEISS/MANFREDI and ©Paul Warchol/courtesy of WEISS/MANFREDI and Sketches: ©WEISS/MANFREDI


Virginia Cucchi


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