07-07-2021

Testimonial Spaces, il padiglione cileno alla Biennale di Venezia 2021

Emilio Marín and Rodrigo Sepúlveda,

gerdastudios,

Santiago del Cile, Venezia, Italia,

Padiglioni, Biennale di Venezia,

Mostra, Biennale di Venezia,

Il padiglione cileno, presso l'Arsenale di Venezia, sotto al titolo Testimonial Spaces offre una mostra composta da 525 dipinti creati attraverso le testimonianze degli abitanti del quartiere José María Caro di Santiago del Cile. Un riferimento all'esperienza passata e presente per rispondere alla domanda “How will we live together?” della 17° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.



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Testimonial Spaces, il padiglione cileno alla Biennale di Venezia 2021 Girando per l’Arsenale, una tappa fissa è ovviamente il padiglione cileno, che a ogni edizione convince con le sue proposte dal contenuto politico, nel continuo tentativo di elaborare la storia, intensa e complicata, del proprio paese sudamericano  (link).

Testimonial Spaces è il nome del padiglione che rappresenta il Cile alla 17a Mostra Internazionale di Architettura, con Cristobal Molina quale commissario per Ministero della Cultura, Arti e Patrimonio del Cile e gli architetti Emilio Marín e Rodrigo Sepúlveda quali curatori della proposta, entrambi laureati in architettura all'Universidad de Chile. 
All’interno dello spazio si trova una struttura in legno saldamente ancorata al pavimento dell’edificio. Questa di colore blu intenso, offre uno spazio di riflessione senza tempo, quasi ecclesiastico, in merito al nostro presente come del nostro futuro. E lo fa attraverso i 500 piccoli dipinti, perché la base dell’installazione Testimonial Spaces sono proprio le testimonianze trasformate in disegni e raccolte nell’insediamento José María Caro a Santiago del Cile
Si tratta di un quartiere a sud della cintura periferica centrale della capitale cilena, parte di un processo di integrazione sociale pianificata, in quanto, tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 del Novecento, l'Ufficio governativo delle Corporazioni Abitative attuò un nuovo piano per regolarizzare le persone arrivate in città grazie al massiccio esodo rurale che il paese stava affrontando. Si tratta insomma di una risposta concreta alla sfida della convivenza.
Il nuovo quartiere, già nei primi tre anni dalla sua fondazione, accolse tra i 60 e 100mila nuovi residenti e l’offerta abitativa, piccole case di 2 stanze con possibilità di ampliamento che ricordano vagamente il progetto di Elemental in Messico, variava in funzione della capacità di risparmio di ogni famiglia. Ne è così risultato una divisione del quartiere in otto settori, composta da migranti, lavoratori indipendenti e impiegati pubblici o privati. Inoltre, a metà degli anni '60 fu dotato di più servizi e del collegato alla rete del trasporto pubblico. Ma è stato anche luogo di tragici avvenimenti storici, come la repressione violenta di una protesta sindacale nel 1962, oppure, dopo il colpo di stato dell'11 settembre 1973, fu uno dei quartieri più colpiti dalla repressione della dittatura militare, con retate, detenzioni, sequestri e sparizioni. Senza dimenticare però che fu pure un luogo di resistenza.
I dipinti che lo raccontano esposti alla Biennale di Venezia sono quindi delle testimonianze trasformate in immagini, in grado di confondere lo spettatore attraverso le mille sfaccettature della vita in questo insediamento urbano, sociale e civile. Allora, si scorgono scene di vita quotidiana, tra le mura domestiche, ritratte nell’arco di mezzo secolo, ma anche per strada o nello spazio pubblico. 
In conclusione, si può quindi affermare che qui la domanda, How will we live together?, implichi una riflessione sulle esperienze di come una comunità abbia vissuto i diversi cicli storici e politici quale parte integrante del territorio che abita. Come dicono i curatori: “Il padiglione cerca di promuovere architetture, cittadini, ricordi, desideri e spazi di una vita integrata, come conseguenza di un inventario di una città biografica.”


Christiane Bürklein
 

Testimonial Spaces, Pavilion of Chile

at the 17th International Architecture Exhibition Biennale di Venezia

from 22 May to 26 November 2021, Arsenale, Venice

Curators: Emilio Marín and Rodrigo Sepúlveda.
Commissioner: Cristóbal Molina (Ministry of Cultures, Arts and Heritage of Chile)
Direction of contents: Pablo Ferrer, Emilio Marín and Rodrigo Sepúlveda.
Pavilion design: Emilio Marín, Rodrigo Sepúlveda and Alessandra Dal Mos.
Historian: Juan Radic.
Graphic identity: María Gracia Fernández.
Museography: Pablo Brugnoli.
Ligthing consultancy: Victoria Campino
Organizer: Ministry of Cultures, Arts and Heritage of Chile.
With the support of: Direction of Cultural Affairs (DIRAC) of the Ministry of Foreign Affairs of Chile.
Images: gerdastudio
Find out more: https://testimonial-spaces.org/


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