01-05-2019

Second Nature combatte l’inquinamento marino con il design

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Second Nature è un progetto ideato dallo studio di ricerca e design The New Raw, con sede a Rotterdam, sotto l'egida della Fondazione greca Aikaterini Laskaridis.



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Second Nature combatte l’inquinamento marino con il design Second Nature è un progetto ideato dallo studio di ricerca e design The New Raw, con sede a Rotterdam, sotto l'egida della Fondazione greca Aikaterini Laskaridis. L’iniziativa mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi ambientali dell'inquinamento marino attraverso l'uso della creatività e della stampa 3D.


"La plastica è uno dei principali responsabili dell'inquinamento dei mari. Tuttavia, vivendo nelle regioni urbane, tendiamo a dimenticare la nostra dipendenza dal mare che è fondamentale per il nostro approvvigionamento alimentare e di ossigeno. Con Second Nature, vogliamo dare alla plastica una seconda vita”, dicono Panos Sakkas e Foteini Setaki, fondatori di The New Raw che lavorano con il sostegno di MEDASSET, Healthy Seas, Ghost Fishing e il Museo di Storia Naturale di Rotterdam.
In effetti sappiamo di immense isole di plastica che galleggiano nei mari, di tentativi di pulire l’oceano (link) per salvaguardare uno degli ambienti fondamentali per la nostra sopravvivenza sul pianeta Terra.
Il progetto in questione è iniziato in Grecia, dove The New Raw ha lavorato a stretto contatto con i pescatori e i subacquei locali per raccogliere le reti da pesca sintetiche abbandonate, note anche come reti fantasma. 
Considerate i più letali detriti oceanici e una grande minaccia ambientale, queste reti rimangono sul fondo marino per anni, catturando pesci, mammiferi e altre creature marine. Da qui nasce l’idea dei designer Panos Sakkas e Foteini Setaki, di trasformare queste trappole mortali in qualcosa che possa dare un segnale positivo, stimolando il pubblico verso una maggiore attenzione nei riguardi dell'inquinamento marino.
Per trasformare le reti fantasma, raccolte dal mare, in materia prima per la stampa 3D i progettisti le classificano in base ai diversi tipi di materiale: reti, corde, galleggianti e pesi. Successivamente questi materiali vengono macinati ed estrusi, al fine di poterli riutilizzare in un processo creativo di stampa. 
Dato che per loro natura le conchiglie sono formate a strati, sono anche particolarmente adatte per essere realizzate come oggetti di design attraverso la tecnologia 3D. Infatti per dare vita a questo progetto sono state studiate cinque specie di conchiglie del Mediterraneo, attualmente protette a causa della loro pesca intensiva, e sono: Mitra Zonata, Pecten Jacobeaus, Pinna Nobilis, Strombus Persicus e Tonna Galea. Ed è così che le superfici strutturate degli oggetti creati da Second Nature vengono ispirati dai motivi naturali, gli stessi che emergono sullo strato esterno delle conchiglie, per diventare ornamenti che rinforzano i componenti.
I designer sono stati accompagnati nella loro ricerca dalla pluripremiata documentarista Daphne Matziaraki, la quale ha creato un cortometraggio di 10 minuti che rivela a tutti quanto la plastica marina possa diventare la materia prima per una nuova economia circolare. Il viaggio si svolge nel piccolo villaggio greco di Galaxidi, dove The New Raw ha inizialmente allestito il suo laboratorio mobile di stampa 3D e riciclaggio. 

Second Nature Film from The New Raw on Vimeo.


Second Nature con The New Raw propone quindi un esempio creativo e virtuoso di come trasformare una problematica in potenziale risorsa e strumento di rilancio economico.

Christiane Bürklein

Concept, Research and Design: The New Raw
Design Team: Panos Sakkas, Foteini Setaki, Agata Kycia, Andrea Sebastianelli, Stavroula Tsafou
Cinematography: Daphne Matziaraki
Film Executive Producer: Suzanna Laskaridi
Photography: Marily Konstantinopoulou, Javier Sirvent, The New Raw
Patronage: Aikaterini Laskaridis Foundation
With the support of: MEDASSET, Healthy Seas, Ghost Fishing, Rotterdam Natural History Museum

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