27-11-2020

Petr Dub, installazione Sentences after Conceptual Art

Zdeněk Porcal, Petr Dub,

Studio Flusser,

Hradec Králové, Czech Republic,

Installazione,

Mostra, Evento,

L’artista ceco Petr Dub usa le famose frasi pubblicate nel 1969 dallo scultore americano Sol LeWitt in Sentences on Conceptual Art nello spazio di una chiesa modernista a Hradec Králové. Un’opera che lavora sui diversi strati visivi e si avvale delle tecniche della visualizzazione architettonica per sfidare il nostro modo di vedere e comprendere le immagini.



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Petr Dub, installazione Sentences after Conceptual Art Petr Dub, artista ceco, si dedica da tempo all'interpretazione di parole e immagini, usando spesso l'architettura come base, o meglio come tela, per le sue opere che indagano il mondo delle informazioni visive. Consapevole che oggi, più che mai nella storia, viviamo in un'epoca in cui le immagini nascono tanto rapidamente quanto scompaiono, segnandoci nel profondo, la sua nuova installazione, curata da Adam Štěch, tenta di creare una cesura nelle nostre menti.
In particolare, per questo lavoro, realizzato nella Chiesa del sacerdote Ambrogio della chiesa hussita cecoslovacca di Hradec Králové, utilizza un testo essenziale sull'arte concettuale: Sentences on Conceptual Art. Un testo scritto alla fine degli anni Sessanta dallo scultore minimalista americano Sol LeWitt, la cui stessa arte è molto vicina all'architettura. Però, quest’autore, oltre agli oggetti e ai disegni costruiti geometricamente, si occupava anche dell'importanza dell'arte concettuale nelle considerazioni teoriche. Allora, non a caso l’edificio scelto da Dub per la sua opera è un’architettura sacrale, progettata dall'architetto Josef Gočár e costruita negli anni 1926-1929 nello spirito ascetico del modernismo emergente. Una chiesa che, con la sua navata stretta e le finestre rotonde, assomiglia a una nave e fa parte di un insieme più ampio di edifici della diocesi, costruito sulla pianta di un triangolo irregolare.
Con la sua installazione Dub dona così allo spazio architettonico un nuovo significato, al di là della valenza del luogo fisico. Qui, infatti, le interpretazioni razionali e speculative di LeWitt sull'arte concettuale vengono proiettate, per catturare i dogmi delle belle arti del secolo scorso, sulle strutture della rigorosa architettura modernista, a sua volta altrettanto dogmaticamente percepita. L'autore ha inoltre deliberatamente evitato di applicare frasi sull'architettura fisica, collaborando a tal proposito con il fotografo Zdeněk Porcal, il quale invece ha colto con i suoi scatti l'interno della chiesa. Il materiale risultante è stato successivamente modificato in post-produzione da Pavel Vinter, un esperto di visualizzazioni architettoniche, creando così una catena di strati semantici e visivi privi di parole. 
Concettualmente si tratta di diverse sezioni della realtà, una sorta di illusione professionale con cui l'autore gioca deliberatamente sull'architettura seguendo un percorso che contempla: parola - visualizzazione - riproduzione e postproduzione. In questo senso l’opera propone parallelismi con l'arte d'avanguardia in cui persiste la convinzione della propria inviolabilità, pur conservando il diritto di sfidare le convenzioni sociali. L'autore fa quindi riferimento all'uso dei disegni e delle visualizzazioni architettoniche contemporanee, generalmente intese come un modo di raffigurare la "realtà", ma allo stesso tempo la esprime solo parzialmente e in molti casi in modo del tutto impreciso o volutamente fuorviante. In più lavora con l’elemento tipografico e il font, poiché il testo, in quanto tale, nel corso del ventesimo secolo è diventato un mezzo d'arte essenziale. Ovvero, la scrittura da semplice portatrice di contenuti funzionali è entrata in un contesto visivo. Mentre l’importanza del contenuto qui si manifesta nel fatto che Petr Dub non sposta le frasi solo in senso visivo, ma anche in quello semantico, sostituendo le parole "arte" e "artista" nelle frasi di LeWitt con "fede" e “credente”, in linea con il contesto sacrale in cui si trovano.
L’opera Sentences after Conceptual Art di Petr Dub mette quindi alla prova la nostra attenzione, la nostra capacità di resistere alla forza dell'immagine e la nostra volontà di credere nel significato dell'illusione artistica. 

Christiane Bürklein

Author: Petr Dub
Co-author: Zdeněk Porcal [Studio Flusser], photo
Location: Hradec Králové, Czech Republic
Year: 2020
Photographer: Studio Flusser, www.studioflusser.com
Curator: Adam Stěch
Visualisation: Pavel Vinter
Project partners: Assembly of the Priest Ambroz in Hradec Králové / Czechoslovak Hussite Church

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