14-09-2021

Peter Pichler Architecture, Vertical Chalets installazione a Milano

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How will we live together, il tema della 17a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, ha ispirato le curatrici del padiglione britannico, Manijeh Verghese e Madeleine Kessler, nella realizzazione di The Garden of Privatised Delights. Una mostra che esplora la privatizzazione dello spazio pubblico nel Regno Unito, considerando il ruolo che design e architettura possono assumere nel sostenere un futuro più inclusivo.



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Peter Pichler Architecture, Vertical Chalets installazione a Milano Continuiamo con il nostro giro tra i padiglioni della 17a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, presentando il Padiglione britannico presso i Giardini della Biennale che affronta il tema degli spazi pubblici. Un argomento che riteniamo fondamentale per il nostro benessere psicofisico. 
“La pandemia globale ha evidenziato l'importanza degli spazi pubblici accessibili e ha reso ancora più critica la necessità di affrontare le questioni di disuguaglianza. The Garden of Privatised Delights propone modi proattivi in cui possiamo lavorare insieme verso una società più equa”, spiega in nota stampa il team curatoriale. Da qui, lavorando con cinque gruppi di architetti, designer e ricercatori, le curatrici Manijeh Verghese e Madeleine Kessler, di Unscene Architecture, nella mostra presso la Biennale di Venezia propongono nuove idee per la proprietà e l'accesso allo spazio pubblico privatizzato nel Regno Unito. E lo fanno prendendo ispirazione dal trittico Il giardino delle delizie terrestri dell'artista olandese Hieronymus Bosch. Così come Bosch ha esplorato la terra di mezzo tra gli estremi del Paradiso e dell'Inferno, le curatrici suggeriscono che lo stesso spazio pubblico privatizzato alberghi tra due estremi: l'utopia delle terre comuni, prima del Enclosures Act del XVIII secolo, e la distopia della privatizzazione totale.
Per dare corpo a una tale riflessione, hanno quindi trasformato le sale del Padiglione Britannico in sette spazi pubblici privatizzati, esplorabili dai visitatori in un’esperienza inclusiva e immersiva. Questi sono: Publicani di The Decorators, Ministry of Collective Data di Built Works, High Street of Exchanges di Studio Polpo, Ministry of Common Land di Public Works, Play With(out) Grounds di vPPR e Garden of Delights di Unscene Architecture. 
In questa esposizione il centro giovanile, la high street, cioè la via principale, e il pub sono proposti accanto alla piazza con il giardino privato, tradizionalmente non accessibile. Si tratta di una provocazione utile per chiedersi come possono essere riprogrammati e rivitalizzati questi ambienti, proponendo in risposta spunti che spaziano dall’approccio dal basso verso l'alto alle conversazioni sulla proprietà, sulla terra e sui dati di riconoscimento facciale, fino alle questioni riguardanti il più basilare dei servizi pubblici: la toilette pubblica. Qui realizzata nel seminterrato del padiglione.
Delle sette installazioni, Play with(out) Grounds è quella che maggiormente ci ha colpiti, ossia la sala progettata dallo studio di architettura vPPR, focalizzata sul gruppo di popolazione spesso ignorato nella progettazione degli spazi pubblici: gli adolescenti. I progettisti sono partiti ponendosi questa domanda: come possiamo realizzare spazi nuovi in città che gli adolescenti possano occupare e usare alle loro condizioni? A pensarci bene, infatti, si tratta di un momento particolare nella vita: si è troppo vecchi per il parco giochi, ma non si hanno i soldi per il caffè e si è pure troppo giovani per andare al pub. L’installazione Play with(out) Grounds, quindi, prende spunto sia dal parco giochi per bambini che dal mondo degli adulti raffigurato nel famoso trittico di Hieronymus Bosch. La struttura nella sala allora funge da cornice per un paesaggio sonoro, realizzato con interviste audio a giovani provenienti da diversi contesti, permettendo così alle voci ignorate degli adolescenti di essere ascoltate. In questo modo, alludendo alle contraddizioni della vita pubblica affrontate da questo gruppo di età "di mezzo", l'installazione spinge a interpretare e ad appropriarsi nel suo uso, nonché di chiedersi se sia possibile cambiare il modo in cui gli adolescenti vivono lo spazio pubblico.
In verità, tutte le installazioni all'interno del Padiglione Britannico sono state progettate come spazi simulati. Infatti, The Garden of Privatised Delights desidera ampliare la discussione in merito allo spazio pubblico privatizzato, nonché su come l’inserimento nel suo processo progettuale di una maggiore inclusività e apertura possa riformulare positivamente il ruolo vitale degli spazi pubblici nelle città di tutta la nazione. 

Christiane Bürklein

Design: PETER PICHLER ARCHITECTURE
Sponsor Installation: STAININGER GROUP / SIX SENSES KITZBÜHEL ALPS
Design Team PPA: Peter Pichler, Nathália Rotelli, Daniele Colombati
Model maker chalets: Antonio La Colla
Platform and on site installation: Primo Tasco
Membrane structure: MACO
Images: Paulo Riolzi

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