27-07-2018

Osmodrama alla mostra Welt ohne Außen. Immersive Spaces since the 1960s

Wolfgang Georgsdorf,

Mathias Völzke,

Berlino, Germania,

Mostre, Musei,

Mostra, Installazione,

Welt ohne Außen.



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Osmodrama alla mostra Welt ohne Außen. Immersive Spaces since the 1960s Welt ohne Außen. Immersive Spaces since the 1960s è il titolo di una mostra collettiva organizzata da Berliner Festspiele nell'ambito del programma Immersion, a cura di Tino Sehgal e Thomas Oberender, presso il Martin Gropius Bau di Berlino. Osmodrama è un’esperienza olfattiva da non mancare. 


L’olfatto è il nostro senso più antico, ma viene poco considerato se non vogliamo parlare addirittura di un osmofobia del nostro tempo dominato dell’immagine. Ci dimentichiamo di considerare i mondi olfattivi quali ampliamento della percezione visiva, spaziale, tattile e soprattutto emotiva.
Difficile rendersene conto, finché non ci si mette il naso, come cita il famoso detto italiano, ed è questo che consigliamo di fare a chi entro il 5 agosto passasse da Berlino. Al Martin Gropius Bau, vicino a Potsdamer Platz, si svolge la mostra Welt ohne Außen. Immersive Spaces since the 1960s (Mondo senza esterno. Spazi immersivi dagli anni ’60), curata da Tino Sehgal e Thomas Oberender. Un evento collettivo con un line-up di artisti davvero impressionante. Partendo dal Movimento Light and Space, della fine degli anni Sessanta (Lucio Fontana & Nanda Vigo), a opere di artisti contemporanei come Dominique Gonzalez-Foerster e Cyprien Gaillard, fino a performance e laboratori, questa mostra propone una grande varietà di pratiche immersive che diminuiscono la distanza tra soggetto e oggetto. Le opere immersive possono essere vissute solo nella loro rispettiva temporalità, necessitano infatti di una fase di partenza, di immersione e di emersione, quindi questa mostra sviluppa una specifica drammaturgia, come spiegano i curatori.
In un tale contesto si inserisce l’ultima opera di Wolfgang Georgsdorf (link): Quarter Autocomplete / Osmodrama via Smeller 2.0. Si tratta di un’installazione e sinosmia. Un progetto interdisciplinare che introduce una nuova pratica artistica, ovvero le composizioni di precise sequenze olfattive eseguite da sole o in interazione con altre forme d’arte.
Tutto ciò è possibile grazie allo Smeller 2.0, un organo odoroso a controllo elettronico costruito per poter creare sequenze predeterminate di odori. Questo strumento, installato e gestito per la prima volta presso l'OK-Center for Contemporary Arts di Linz, in Austria, pesa 1,6 tonnellate. È stato sviluppato da Wolfgang Georgsdorf in collaborazione con esperti di profumeria, scienze olfattive, ingegneria della ventilazione, ingegneria meccanica e informatica. 
In effetti, al Martin Gropius Bau si assiste a Quarter Autocomplete in una grande stanza dedicata che si raggiunge attraverso una bossola, la quale protegge da contaninazioni odorose. Dietro a un paravento forato il pubblico intravede il grande macchinario. Non bisogna avere fretta, ma sedersi, spegnere il cellulare e chiudere gli occhi per immergersi nel hic et nunc e concentrarsi meglio sull’osmodrama presentata da Georgsdorf. Non vogliamo raccontarvi tutto, ma assisterete, accompagnati dal dolce plopp dovuto all'apertura dei coperchi di uno dei 64 canali olfattivi dell’organo odoroso, alla genesi del mondo. Il tutto attraverso sequenze olfattive che fanno affiorare ricordi creduti persi, sorprendendo per la loro nitidezza e vivacità e andando oltre il potere evocativo delle immagini.
Wolfgang Georgsdorf con Osmodrama ci mette di fronte a una ricchezza sensoriale, quella olfattiva, che sta scomparendo da questo mondo sempre più asettico, facendoci perdere un elemento importante nella costruzione della nostra memoria personale. Perché le immagini possono essere fake, si può scrivere di tutto, ma manipolare la nostra memoria olfattiva non è possibile. Se non ci credete, metteteci il naso. La mostra e con essa anche Quarter Autocomplete è visitabile e annusabile fino al 5 agosto.

Christiane Bürklein

Mostra Welt ohne Außen. Immersive Spaces since the 1960s
a cura di Tino Sehgal e Thomas Oberender
„Quarter Autocomplete“ / Osmodrama via Smeller 2.0, un’installazione e sinosmia di Wolfgang Georgsdorf
dal 8 giugno al 5 agosto 2018
Martin Gropius Bau, Berlin
Immagini: see captions
imm18_p_woa_osmodrama_c_mathias_voelzke.jpg - © Wolfgang Georgsdorf, photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_osmodrama_c_mathias_voelzke_02.jpg - © Wolfgang Georgsdorf, photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_carsten_hoeller_c_mathias_voelzke_02.jpg - © Carsten Höller, courtesy the artist, photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_jeppe_hein_c_mathias_voelzke.jpg - © Jeppe Hein, courtesy the artist and MMK Museum für Moderne Kunst Frankfurt am Main, photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_fontana_c_fondazione_lucio_fontana_foto_mathias_voelzke.jpg - © Fondazione Lucio Fontana, photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_larry_bell_c_mathias_voelzke_01.jpg - © Larry Bell, courtesy the artist and White Cube, photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_tea_room_c_mathias_voelzke_02.jpg - photo: Mathias Völzke
imm18_p_woa_wheeler_c_mathias_voelzke - © Doug Wheeler, courtesy David Zwirner, New York/London/Hong Kong, photo: Mathias Völzke
Ulteriori informazioni: https://osmodrama.com/events/osmodrama-martin-gropius-bau/
https://www.berlinerfestspiele.de/en/aktuell/festivals/gropiusbau/programm_mgb/gropius_bau_ausstellungen/gropius_bau_18_welt_ohne_aussen/welt_ohne_aussen_ausstellung/detail_welt_ohne_aussen_237909.php

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