30-08-2022

L’esperienza museale di FLUGT, firmata Tinker Imagineers

Tinker Imagineers, BIG – Bjarke Ingels Group,

Mike Bink, Tinker Imagineers,

Oksbøl, Denmark,

Mostre, Musei, Installazione,

Mostra, Interior Design,

Il Museo danese dei rifugiati FLUGT, progettato dagli architetti BIG-Bjarke Ingels Group e dall'agenzia di experience design olandese Tinker Imagineers, è stato inaugurato ufficialmente alla fine di giugno. Scopriamo l’innovativo progetto immersivo in cui le storie dei rifugiati di tutti i tempi vengono raccontate in un modo mai sperimentato prima.



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L’esperienza museale di FLUGT, firmata Tinker Imagineers Abbiamo già avuto l’occasione di presentare il museo danese dei rifugiati FLUGT, inserito a Oksbøl nel più grande campo profughi danese della Seconda Guerra Mondiale. Un piccolo paese sulla costa del Mare del Nord, con meno di 3000 abitanti, che verso la fine della Seconda Guerra Mondiale visse una drammatica trasformazione. Ripercorriamone la storia. Dopo la decisione di trasferire 250mila rifugiati tedeschi dalle aree est della Germania in Danimarca, una caserma fuori Oksbøl si trasformò per accoglierne 36.000, quasi tutti donne e bambini. Di fatti, all’epoca divenne la quinta città più grande della Danimarca. 
Un luogo quindi predestinato a ospitare un museo sui rifugiati in una delle poche strutture rimaste, l’ex lazzaretto, trasformata dallo studio BIG in stretta collaborazione con un team di ingegneri e creativi di Tinker imagineers. È così sorto FLUGT, che in danese significa “fuga”, 1.600 m2 di spazio espositivo dove vengono utilizzate le storie personali per dare voce e volto ai rifugiati di tutto il mondo. È infatti importante per questo museo mostrare il legame esistente tra la storia di Oksbøl e la crisi dei rifugiati contemporanei, in quanto la ricerca di protezione e le tensioni che ne derivano non hanno tempo come possono coinvolgere chiunque.
Ovviamente raccontare tali tragedie umane non è facile e lo studio Tinker imagineers, come di sua abitudine, ha proceduto con grande empatia verso il visitatore, in modo da rendere la permanenza nel museo un momento memorabile. Infatti, non è un caso che la scelta sia caduta su questa agenzia di experience design olandese, in quanto aveva già lavorato per Vardemuseerne, i Musei Varde, ovvero dieci diverse sedi espositive che offrono una varietà di esperienze e attività tra mare e terraferma. In quell’occasione si erano occupati del Tirpitz Museum, sempre insieme a BIG-Bjarke Ingels Group.
L'esperienza museale di FLUGT consiste in diverse sale espositive e in un'ampia area esterna
Nella mostra permanente il visitatore viene introdotto in un viaggio emotivo attraverso la definizione di rifugiato data dalle Nazioni Unite. Con l'aiuto di elementi interattivi, filmati, suoni e oggetti incontra in seguito le persone che hanno dovuto dire addio a quanto conoscevano, seguendone il viaggio fino all'arrivo in Danimarca, il luogo dove hanno trovato il sogno di un nuovo futuro e una possibile nuova casa. Un percorso lungo il quale i visitatori vengono però messi in confronto con le incertezze e le privazioni dei rifugiati, al fine di sperimentare quanto questi dovevano affrontare, allora come oggi. Un mettersi nei loro panni per comprendere, complice l’allestimento, chi si cela dietro ai numeri divulgati dai media. Per esempio, il vietnamita Noui che è dovuto fuggire perché aveva prestato servizio nell'esercito sudvietnamita. Inge, che nel 1945 fuggì dalla Germania per evitare l'avanzata delle truppe russe. Rahima che ha dovuto lasciare la sua casa e il suo Paese nel 2015 a causa della guerra in Siria, oppure Mirela fuggita dalla guerra civile in Jugoslavia nel 1994. 
All'esterno un enorme modello in cemento e acciaio corten fa percepire l’estensione del campo. Da quel punto i visitatori possono iniziare una passeggiata audio immersiva attraverso la foresta, vivendo l'esperienza di come era la vita quotidiana nel campo. È inoltre possibile visitare il cimitero, che accoglie 1.796 tombe di rifugiati deceduti nel campo, e una vecchia baracca.
FLUGT è un progetto architettonico che dimostra l’attenzione di BIG per la storia del luogo, ma soprattutto è l’allestimento di Tinker imagineers a proporre un’occasione per confrontarci con uno dei grandi temi del nostro tempo, quello dei rifugiati. E lo fa con un grande coinvolgimento emotivo.

Christiane Bürklein

Exhibition design: Tinker Imagineers
Architecture: BIG
Location: Oksbøl, Denmark
Images: Mike Bink, Tinker Imagineers