15-06-2021

Installazione OFF FENCE alla 17a Biennale di Venezia

MOLO architekti, SKULL studio,

BoysPlayNice ,

Forte Marghera, Venice,

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Biennale di Venezia,

Lo scultore Matěj Hájek e Tereza Kučerová sono stati invitati quali unici rappresentanti della Repubblica Ceca alla 17. Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia curata da Hashim Sarkis. Nella sezione How will we play together, nel Forte Marghera, liberamente accessibile, presentano l'installazione OFF FENCE che indaga il tema del recinto ovvero della separazione.



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Installazione OFF FENCE alla 17a Biennale di Venezia Il tema della 17. Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia curata da Hashim Sarkis, How will we live together? viene indagato dai giovani creativi Matěj Hájek e Tereza Kučerová con l’installazione OFF FENCE. Perché i recinti come simbolo di separazione hanno da sempre avuto un ruolo importante nel modo di come abbiamo vissuto insieme e con tutte le barriere e muri che vengono erette attualmente, lo avranno anche in futuro. Quindi, per rispondere alla domanda di come vivremo insieme, è necessario prima di tutto rendersi conto di ciò che ci divide.
L’installazione OFF FENCE realizzata nel Forte Marghera vuole trasforme l’ostacolo in un impulso al cambiamento. Così le quattro "recinzioni" in profili di legno di larice, delle staccionate che si inclinano progressivamente rispetto all'asse verticale, tagliano un sentiero di ghiaia, interrompendo il percorso del visitatore. I "recinti" sono reciprocamente interconnessi con piattaforme inclinate, che permettono il movimento lungo l'elemento di gioco. L'accesso all'installazione è possibile lungo le piattaforme inclinate, e dai lati su scale d’acciaio.
Se i visitatori vogliono continuare il loro cammino, sono costretti ad affrontare la situazione creata da OFF FENCE che non ha caso assomiglia anche alla parola inglese “offense”, cioè offesa. 
I visitatori hanno la possibilità di rinunciare e tornare indietro, o di aggirare l'ostacolo, o di passare attraverso l'installazione. 
Nel contesto formulato dai due giovani creativi, questo atto fisico assume un significato simbolico: permette ai visitatori di entrare nell'ostacolo, e quindi di entrare nel problema e di affrontarlo. "Attraverso il mezzo del gioco facciamo un passo coraggioso. Guidiamo la dinamica del cambiamento attraverso la nostra iniziativa. Il gioco è un'iniziazione al cambiamento. Entrando nel corpo fisico dell'ostacolo, i visitatori superano se stessi", descrive Hájek.
Tereza Kučerová aggiunge: "Nelle città non ci sono abbastanza opportunità per il libero movimento dei bambini. I parchi giochi sono spesso concepiti come gli unici luoghi per giocare. Per noi, la recinzione che delimita i campi da gioco per bambini è un simbolo di questa carenza. Separa i bambini dal resto dell'ambiente urbano. Nelle città progettate tenendo conto dei bisogni dei bambini, queste recinzioni non sono necessarie”.
Questo fa pensare che le nostre città appunto non sono ancora adatte agli utenti più deboli. Questo vale per i bambini, che possono essere paradossalmente liberi solo all’interno delle recinzioni, ma anche per ciclisti, che possono sentirsi più sicuri solamente nelle corsie a loro dedicate.
Spiegano gli autori dell’intervento anche le ragioni dietro alla composizione spaziale di OFF FENCE come elemento di gioco. Si basa sull'applicazione delle conoscenze provenienti dal campo delle neuroscienze. Il movimento lungo le superfici inclinate delle piattaforme comporta una stimolazione dell'apparato fisico, e quindi anche un aumento del potenziale educativo del gioco”. 
Insomma, OFF FENCE lancia una sfida ludica alle imperfezioni delle nostre città, ma anche al non-senso delle frontiere. Perché qualunque ostacolo, con un po’ di intelligenza e fantasia si lascia aggirare. 

Christiane Bürklen

OFF FENCE, installation for the 17th International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia
How will we play together, Forte Marghera, Italy
from 22 May to 21 November 2021
Project: Matěj Hájek [SKULL studio], Tereza Kučerová [MOLO architekti] 
Images; Ben Norten, Boys Play Nice

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