24-04-2012

Earth Hour: prossimo appuntamento il 30 marzo 2013

Australia, Sydney, Madrid, Dubai, Parigi,

Grattacielo,

Il grande successo mondiale di EarthHour, svoltosi lo scorso 31 marzo, è anche merito dei social media che hanno unito le persone per una causa comune: la protezione del pianeta.



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Earth Hour: prossimo appuntamento il 30 marzo 2013
Il grande successo mondiale di EarthHour, svoltosi lo scorso 31 marzo, è anche merito dei social media che hanno unito le persone per una causa comune: la protezione del pianeta.

Quello che oggi è un evento di dimensioni mondiali era nato nel 2004 su iniziativa del WWF Australia, quando si intuì che bisognava far qualcosa per attirare l'attenzione popolare sul cambio climatico e sulle sue conseguenze che rischiano di ripercuotersi sulle generazioni future.

Insieme ad un'agenzia pubblicitaria, Leo Burnett Sydney, il WWF Australia progettò una campagna basata sul coinvolgimento positivo della popolazione. Il messaggio è quello di far comprendere che ognuno di noi può fare la sua parte ai fini di conservare il pianeta. Dopo un primo titolo “The Big Flick” (il grande spegnimento della luce) si giunse, nel 2006, all'attuale: EarthHour, l'ora della terra. Un concetto che abbraccia significati più estesi, superando il semplice “spegnere la luce”.

Il 31 marzo 2007 si festeggiò la prima EarthHour ufficiale a Sydney e l'interesse mondiale era già altissimo, infatti l'anno successivo parteciparono 371 città in 35 paesi, per arrivare alle 6494 città in 150 paesi di quest'anno. Un record dovuto, oltre alla crescente consapevolezza della popolazione mondiale nei riguardi delle problematiche ambientali, anche alla forza dei social network che hanno diffuso l'iniziativa in maniera virale.

A seconda del fuso orario delle varie regioni del mondo si sono svolte diverse iniziative, quasi in forma di festeggiamento, e dalle ore 20.30 locali in tante città sono state spente le luci delle architetture simboliche, come ad esempio quelle del grattacielo più alto del mondo: il Burj Kalifa di Dubai.

Proprio lo spegnimento di landmark iconici ha dato un forte impulso all'iniziativa. Quasi in una staffetta si sono spenti in sequenza: lo stadio Luzhniki a Mosca, i piccoli castelli in Transilvania e la Torre Eiffel a Parigi. Si tratta di architetture di rilievo nell'immaginario comune e come tali giocano un ruolo importante nella trasmissione del messaggio trasmesso da Earth Hour, sintetizzato da Nelson Mandela su Twitter il 31 marzo 2012 con: “Let us stand together to make our world a sustainable source for our future as humanity in this planet.”

Luogo: Pianeta Terra
Organizzazione: http://www.earthhour.org 
Fotografie: Courtesy of http://www.earthour.org, copyright belonging to the authors
Didascalie: 
1) Istanbul, Hagia Sofia, copyright Ufuk Vural
2) Preparation of EarthHour Event, Sydney, copyright WWF Australia
3) NZ, Auckland, Skycity Tower after (c) fraser newman photography
4) Brazil, Brasilia, JKBridge_Switchoff on, WWF Eduardo Aigner
5) Brazil, Brasilia, JKBridge_Switchoff off, WWF Eduardo Aigner
6) Spain, Madrid, Earth Hour 2012, (c) Jorge Sierra, WWF Spain
7) Germany, Berlin, Brandenburger Tor, (c) David Biene
8) UK, Edinburgh Castle Maverick


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