24-07-2019

ARTIFICIAL, autocostruzione simbolica con PICO e A01 in Costa Rica

A-01, PICO Colectivo,

Oliver Schütte, Ingrid Johanning,

Santa Cruz, Costa Rica,

Piazze,

Paesaggio,

Nell'ambito del Laboratorio Sociale Latinoamericano 40 studenti di architettura, provenienti da tutta la regione e guidati dai collettivi PICO e A01, hanno realizzato un’autocostruzione che valorizza la piazza di un quartiere, trasformandola in uno spazio di scambio flessibile e trasparente per tutta la comunità.



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ARTIFICIAL, autocostruzione simbolica con PICO e A01 in Costa Rica Nell'ambito del Laboratorio Sociale Latinoamericano 40 studenti di architettura, provenienti da tutta la regione e guidati dai collettivi PICO e A01, hanno realizzato un’autocostruzione che valorizza la piazza di un quartiere, trasformandola in uno spazio di scambio flessibile e trasparente per tutta la comunità.


Santa Cruz è un distretto in Costa Rica e capoluogo dell'omonimo cantone nella provincia di Guanacaste, nel nord-ovest del paese, a pochi chilometri dall'Oceano Pacifico. In questa realtà di impronta rurale si inserisce ARTIFICIAL, un intervento urbano frutto del workshop Laboratorio Sociale Latinoamericano, guidato dai collettivi PICO del Venezuela e A01 del Costa Rica.  
Con 40 studenti provenienti da tutta la regione, il workshop si è concentrato sulla valorizzazione del Barrio Jeruzalén. Qui si trova uno spazio aperto, inserito in una struttura urbana formata da lotti tipicamente rurali. Un parco residuo che non si definisce al centro di una comunità, ma piuttosto quale luogo di rifugio. Allora gli studenti hanno analizzato, in collaborazione con rappresentanti locali, il sito al preciso scopo di trovare nuove strategie atte a migliorarne la fruizione. 
Hanno iniziato delineando un nuovo confine, al fine di modificare i rapporti di vicinato, riorganizzando di conseguenza l’aspetto della piazza stessa. Per realizzare l'opera hanno quindi attinto dai tipici materiali locali, come lamiere ondulate arrugginite, terra e pietre, lasciando a quest'ultimi l’aspetto grezzo integrandoli nel contesto. Mentre il secondo step di progetto si è rivolto verso il richiamo alla foresta tropicale, così vicina ma comunque lontana dalla vita degli abitanti, i quali comunque sentono la necessità di un contatto con la natura. 
Da tali presupposti è nata una barriera impercettibile che controlla il perimetro della piazza, ma al tempo stesso conserva un rapporto permeabile con il verde. Inoltre quella realizzata è una costruzione fatta con barre d'acciaio, emulando concettualmente la forma degli alberi, un bosco artificiale, come ricorda il nome stesso dell’intervento. 
Questa è un'installazione volutamente incompiuta, in quanto vuole rappresentare la promessa di una crescita futura, sia della comunità che della foresta. Infatti il verde rampicante che crescerà sulla struttura, formerà un naturale brise-soleil verso ovest, quando i raggi solari sono bassi e fastidiosi per chi godere della piazza.
Molto importante è stata anche la nuova gestione dello spazio quale luogo d’incontro per tutte le generazioni. da qui la scelta di non utilizzare delle distinzioni reali e fisiche, ma piuttosto di evocate gli spazi attraverso un gesto progettuale. Troviamo così un abbozzato piccolo campo sportivo, unico terreno sigillato dell’intervento, mentre tutte le altre superfici sono drenanti e un piccolo fossato accoglie l’acqua piovana proveniente, durante la stagione della pioggia, dai tetti delle attigue abitazioni.
ARTIFICIAL è un input per una nuova fase nello sviluppo delle relazioni del Barrio Jeruzalén. un gesto ludico che indica molte soluzioni, senza fissarsi su una sola, ma suggerendo una diversità congrua con le persone che abitano il luogo.

Christiane Bürklein

Progetto organizzato da Latin American Architecture Student Coordinator (CLEA)
Luogo: Costa Rica
Anno: 2019
Architetti: Marcos Coronel - PICO Colectivo (Venezuela), Oliver Schütte - A01 (Alemania / Costa Rica), Marije van Lidth de Jeude - A01 (Países Bajos / Costa Rica)
Studenti: Jorge Alejandro Chamorro Flores (Nicaragua)
Fabián Santamaría, Pamela Cambronero, Miguel Rojas, Brenda Villegas, Christian González, Jorge Luis Lizano, Mariana Hernández, Raquel Campos and Sebastián Zamora Solano (Costa Rica).
Emily Romero and Karol Velasco (Colombia).
Ewa Markowska and Sebastian Bidault (EASA).
Ana Paula Arteaga, Christian Zambrano, Israel Jaramillo and Fabián Benítez (Ecuador).
Roberto Larios and Rosa Molina Zúñiga (El Salvador).
Randdy Moscoso Castañeda, Carlos Lugo Pineda, Julio De Paz and Leonardo Reyes (Guatemala).
Linda Maribel and Renán Ávila (Honduras).
Ivette González, Diana Vásquez Castañeda, Juan Guillermo Salazar, Kevin Paredes, Renata Vargas, Roberto León and Ximena Gómez (México).
Jorge Caruajulca, Claudia Ramos (Perú).
Ámbar Calvo, Álvaro Guerra, Benjamín Guardia, Denisse Lezcano, Gabriel Berdiales, Maicol Reyes, Mónica and Henríquez (Panamá).
José Ozoria Rubecindo and Odanny Florian Beras (República Dominicana).
Neighbors and community facilitators: Marvin Moreno, María Moreno, Cristian Moreno, Kiara Cortéz, Bayron Gómez, Samuel Moreno, Francisco Cortéz, Johan Castañeda, Amanda Rosa Cortéz, Fabio Gutiérrez, Martín Leal.
Immagini: Oliver Schütte, Ingrid Johanning

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