26-04-2007

B 018, Beirut, Libano, Bernard Khoury

Bernard Khoury,

Beirut, Libano,

Tempo Libero, Appartamenti, Bar,

Cemento, Acciaio,

Progettista: Bernard Khoury
Locazione: "La Quarantine" Lot # 317, Beirut
Progetto: maggio 1997
Fase esecutiva: novembre 1997 - aprile 1998
Superficie copertura mobile: 26 mq
Parcheggio, diametro esterno 66 mq
Diametro circuito pedonale: 38 m
Materiali: tetto con pannelli in acciaio ancorati al piano circolare in cemento
I cinque pannelli mobili (uno ruotante, quattro scorrevoli) sono attivati da pistoni idraulici
Pavimentazione in blocchi di cemento (10 x 10 cm), tavoli e sgabelli in legno di mogano



B 018, Beirut, Libano, Bernard Khoury Abbiamo grandi aspettative per lo sviluppo e la piena espressione di questo talento."
Il nuovo B 018 è uno dei progetti che ha contribuito a rendere noto il giovane architetto di origine libanese Bernard Khoury.
Situato in un'area di Beyrouth denominata "Quarantaine" perché, data la vicinanza al porto, era precedentemente usata come luogo di quarantena per gli equipaggi in arrivo nella capitale libanese; nel 1976 la zona fu completamente rasa al suolo.
Precedentemente al progetto di Khoury, B 018 era il nome dell'appartamento studio, residenza del musicista Nagi Gebrane che ne aveva fatto un luogo di aggregazione della vita notturna di Beirut.
Nel 1998 Gebrane dovette cercare un'altra sede per il B 018 e scelse il lotto 317 della "Quarantaine" affidando l'incarico progettuale a Bernard Khoury. Il lotto è stato dato in locazione solo fino al 2003, il che ha dato un carattere di transitorietà all'opera.
Il progetto connota fortemente l'area anche dal punto di vista urbanistico oltre che architettonico.
Un bunker, o un residuo bellico, affiora su una piastra circolare circondata da due anelli concentrici: l'anello interno permette la circolazione delle vetture che possono poi sostare in uno degli spazi elegantemente scanditi da ceppi metallici, ai quali sono incorporati dei fari per l'illuminazione notturna, situati sull'anello esterno.
Sulla piastra circolare, emerge un enorme scheletro di lamiera scura che, solo la notte, si apre alla città: una parte del tetto si solleva, su dei pistoni idraulici, rivelando con le sue luci il fermento interno.
L'entrata è posta sulla parte più vicina alla strada e rivela un grande vuoto sotterraneo che precipitosamente inghiottisce nelle sue viscere.
L'interno ha un carattere altrettanto marcato e personale della parte esterna: il pavimento in pietra grigia, gli arredi in legno scuro e velluto rosso, le tende ancora rosse e i lapidari tavolini in marmo bianco venato concorrono insieme al design singolare ed accurato a creare un ambiente carico di significati e suggestioni.

Laura Puliti

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