30-10-2002

Antti Lovag: La Maison Bulle, Nizza, 1968

Rifugio, Sport & Wellness,

Legno, Vetro,

La "Maison Bulle" sorge sulle meravigliose coste del Sud della Francia, a Théoule sur Mer, nei pressi di Nizza: è una casa costituita interamente da superfici curve, la cui struttura, di stampo prettamente futuristico, non è mai stata terminata. Il suo progetto risale al 1968 ed appartiene all'architetto finlandese Antti Lovag; recentemente è entrata a far parte del Patrimonio dei Monumenti Storici, pur non avendo mai ottenuto l'autorizzazione legale.



Antti Lovag: La Maison Bulle, Nizza, 1968 Ciascuno di questi elementi ha la funzione di avvolgere senza rinchiudere, in modo da lasciare all'individuo un'adeguata libertà di movimento; proprio per questa ragione, Antti Lovag ha progettato sul posto camini, tavoli e letti, costruiti con materiali di scarto, legno o vetroresina, orientabili e privi di piedi.

L'interno della casa è caratteristico per l'insieme di condotti, reti neutrali, superfici lisce e luminose, realizzate in tonalità calde ed accoglienti; l'illuminazione artificiale proviene da lucernari opalescenti e convessi, mentre dall'enorme finestrone ovale si può osservare in lontananza il Mar Mediterraneo. Percorrendo i corridoi ed attraversando un interno dopo l'altro, ci si sente come sospesi in una navicella spaziale, lontana dal mondo reale: in effetti, la "Maison Bulle" dà l'idea di un rifugio, di una dimora in cui contemplare e sognare.

Il principio base da cui parte lo straordinario architetto finlandese è quello dell'autocostruzione, che consiste nell'adattare lo spazio disponibile alla morfologia dell'essere umano: infatti, più che l'architettura in sé, gli interessa creare un involucro per l'uomo, perfettamente rispondente alle sue esigenze ed abitudini di vita. Secondo Lovag, la casa deve possedere una valenza d'uso e non solo la bellezza propria di un'opera architettonica; nei suoi progetti lo spazio interno è decisivo, mentre la facciata è solo un risultato.

Egli sostiene che la cosa importante non è l'estetica, ma i piccoli dettagli, come ad esempio un mobile senza piedi che favorisce il movimento, la luce zenitale che filtra da diverse angolature e la vegetazione che crea una comunicazione tra casa, uomo ed ambiente circostante. In natura è estremamente raro vedere linee dritte ed angoli precisi, elementi che, invece, si trovano frequentemente nelle consuete abitazioni, dove lo spazio per compiere ogni genere di movimento è ridotto per esigenze tecniche ed economiche.

E' in questo contesto che s'inseriscono le soluzioni innovative proposte da Antti Lovag: egli utilizza tecniche all'avanguardia, ma allo stesso tempo essenziali, a misura d'uomo, che spesso ricordano le semplici abitazioni primitive, come grotte e caverne. Le curve ed i volumi arrotondati delle case da lui progettate infondono un senso di armonia ed equilibrio, contribuendo a migliorare il benessere dell'individuo.

Floriana De Rosa

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