20-11-2002

Alejandro Aravena Mori - Due Edifici Scolastici In Cile

Alejandro Aravena,

Ponti, Paesaggio, Sport & Wellness, Università, Fabbriche, Uffici,

contemporaneo,

Cemento,

A differenza di molti suoi colleghi cileni, impegnati soprattutto in realizzazioni nell'ambito residenziale, Alejandro Aravena presenta, nel suo curriculum, numerosi progetti destinati all'edilizia scolastica, come, per esempio, il Collegio Montessori Huelquen e la nuova Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica del Cile, in fase di realizzazione.



Alejandro Aravena Mori - Due Edifici Scolastici In Cile In questo contesto, il progetto per il concorso Un liceo per l'Isola di Pasqua e l'ampliamento della Facoltà di Matematica della Pontificia Università Cattolica del Cile, entrambi del 1999, assumono particolare rilevanza.

Accomunati da un uso attento e sapiente dei materiali, questi due progetti testimoniano la predilezione per un'architettura plastica, scultorea, in cui l'andamento volumetrico s'impone con decisione sul paesaggio circostante: un'operazione che lo avvicina maggiormente all'approccio progettuale - contemporaneo e privo di mediazioni - dello Smjlian Radic di Casa Tecmar che non all'elegante astrazione delle opere di Klotz, in cui i colti riferimenti al Razionalismo e al contesto del paesaggio appaiono più trasparenti e leggibili.

Nel caso della Facoltà di Matematica, il collegamento tra i corpi esistenti era reso più difficoltoso dai dislivelli e dai disassamenti tra gli edifici stessi, la cui architettura , molto semplice dal punto di vista formale, si basa sulla ripetizione di un modulo prefabbricato, che crea un portico continuo sul fronte nord.

L'intuizione di Aravena consiste nell'aver interposto un volume dal forte impatto spaziale, la cui pianta rettangolare, aggettante rispetto ai corpi esistenti, ospita da un lato gli uffici del corpo docente, e dall'altro il nuovo accesso all'edificio: si crea, così, un interessante sdoppiamento, in cui il modulo regolare degli uffici, che rilegge quello esistente variandone materiali e aperture, introduce visivamente il blocco, plastico e irregolare, che ospita l'accesso e funziona da collegamento con la zona retrostante del campus.

In esso, infatti, un angolo acuto sembra "spaccare" la regolarità della scatola muraria, determinando la presenza, al piano superiore, di un triangolo isoscele, il cui vertice divide nettamente in due il prospetto nord, mentre inclina sapientemente una parete di quello sud.

Questo efficace espediente progettuale determina un'interessante distinzione tra i due fronti, dovuta anche a ragioni climatiche: essendo, infatti, il lato nord dell'edificio esposto al sole, le profonde ombre create dai portici trovano una corrispondenza nella "massa", strombata e profonda, del corpo d'accesso, elegantemente sbilanciato nella successione quasi "cubista" dei piani.

La soletta in c.a., infatti, si piega in una sorta di "esse" irrigidita, che diventa, in una simmetria rovesciata, copertura e terrazza, portico e balaustra, esaltazione della luce - ribadita dall'ampia vetrata retrostante - e matrice dell'ombra.

Sul fronte sud, invece, che non presenta problemi di irraggiamento solare e per questo appare più chiuso e compatto, alla predominanza del cemento e della massa plastica si sostituisce quella del rame e del trattamento delle superfici, resa più affascinante, dal punto di vista visivo, dalla compresenza di un modulo-base continuamente contraddetto dal posizionamento, apparentemente casuale, delle aperture.

Analogamente, il corpo d'accesso verso sud si configura come un portale in c.a. simmetricamente bipartito, in cui la metà che ospita l'accesso vero e proprio, profondamente arretrata, è scandita dal ritmo degli infissi e delle vetrate, mentre la parte che localizza gli ambienti d'uso vede continuare il rivestimento in rame degli uffici.

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