21-02-2019

Addio ad Alessandro Mendini

Alessandro Mendini,

Milano,

Mostre,

Il 18 febbraio 2019 ci ha lasciati l'architetto e designer Alessandro Mendini. Vincitore di tre compassi d'oro e altri riconoscimenti internazionali. È stato uno dei rinnovatori del design italiano sia per le sue opere di design che per i suoi scritti.



Addio ad Alessandro Mendini

Con quella casualità che solo la vita ci sa riservare, nelle stesse ore in cui è stato presentato un nuovo volume dedicato a Milano, quale città del design, uno dei suoi più importanti esponenti è scomparso. Il 18 febbraio ci ha infatti improvvisamente lasciato Alessandro Mendini, architetto, designer e artista.
Il volume a cui si accennava è "The Design City. Milano città laboratorio", curato da Marco Sammicheli e Anna Mainoli e recentemente edito da Forma in collaborazione con il Salone del Mobile. Il libro rende omaggio a diverse generazioni di architetti milanesi o che hanno legato il proprio nome alla città, presentandoli nei propri studi. C'è la generazione dei maestri come: Piero Portaluppi, Bruno Munari, Gio Ponti, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Luigi Caccia Dominioni, Vico Magistretti, a cui è riconosciuto il merito di aver dato nuovo impulso alla disciplina e attraverso questa ad aver contribuito alla rinascita del Paese. E a seguire sono presentate le generazioni degli allievi, come Cini Boeri, Mario Bellini, Enzo Mari, Michele De Lucchi e il già citato Alessandro Mendini, che hanno saputo elaborare un proprio stile e conferirgli una nuova e contemporanea dimensione industriale.

Alessandro Mendini era nato a Milano nel 1931. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano nella sua lunga attività professionale è stato un artista a tutto tondo, non votato “puramente all'architettura” ma piuttosto “un architetto eterodosso”. La definizione è stata data recentemente da Giacinto Di Pietrantonio, curatore della mostra collettiva PoliArte (L’Arte delle Arti) inaugurata il 1 febbraio presso la Galleria Enrico Astuni di Bologna. Nella mostra, in corso fino al 27 aprile 2019 a Bologna, le opere di Alessandro Mendini sono esposte con quelle di altri autori: Gabriele Basilico, Alberto Garutti, Ugo La Pietra e Corrado Levi. Tutti accomunati dall'aver studiato Architettura al Politecnico di Milano, ma “con l’intento di non votarsi puramente, o per nulla, all’architettura”. Nell'ambito professionale il merito principale riconosciuto a Mendini o la definizione con cui è maggiormente ricordato è quella di essere stato un rivoluzionario del design, uno dei principali rinnovatori del design italiano sia attraverso le sue opere, progettate a partire dagli anni Settata con il gruppo Alchimia e successivamente con l'Atelier Mendini fondato con il fratello Francesco nel 1989, sia attraverso i suoi scritti. Ha rivestito infatti il ruolo di direttore di importanti riviste italiane di architettura come Casabella (1970 - 1976), Domus (1979–1986 e poi 2010-2011) e Modo (1977 – 1979) di cui è stato co-fondatore. La sua importante rivoluzione è aver portato nel design un linguaggio ironico e divertente, ludico.
Un rinnovamento che inizia negli anni cinquanta quando fanno la comparsa oggetti che oltre a dover assolvere a una funzione ben precisa sono anche divertenti. Non c'è allusione o retorica, solo un atteggiamento ludico. Gli oggetti di design sono giochi che portano un tocco di ironia nella ritualità dei gesti semplici e ripetitivi del quotidiano. Un esempio sono le creazioni realizzate per Alessi, come i celebri cavatappi e macinapepe con nome e cognome. Alessi, Venini, Bisazza, Cartier. Swatch, Swarovski ecc. sono solo alcune delle aziende con cui ha collaborato Mendini, le sue opere sono diventate parte di importanti collezioni museali e hanno ottenuto notevoli riconoscimenti sia in Italia che all'estero, tra gli ultimi in ordine di tempo il compasso d'oro alla carriera nel 2014 e l'European Prize for Architecture Awards nel 2015.

(Agnese Bifulco)

Images courtesy of Atelier Mendini: www.ateliermendini.it


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