Struttura di sostegno

02-12-2009

Gli elementi funzionali che compongono la facciata ventilata sono:

Strato di supporto murario
Può essere di tipo monostrato, composto da un'unica stratificazione materica, oppure può essere di tipo multistrato, essenzialmente costituito da più stratificazioni di materiali. A seconda del tipo di materiale impiegato, lo strato di supporto influenza in modo determinante il comportamento complessivo del sistema a causa dei diversi coefficienti di deformazione ai quali sono soggetti gli elementi che lo compongono.

Strato di regolarizzazione
Generalmente presente come strato di malta distribuito uniformemente sulla muratura (intonaco di malta dello spessore di 1-2 cm) con la funzione di ridurre le irregolarità superficiali dello strato sottostante. Infatti, per consentire una corretta applicazione dello strato isolante sullo strato di supporto, deve essere effettuata un'accurata analisi della sua superficie dal punto di vista geometrico e fisico.

Strato isolante
I pannelli isolanti comunemente impiegati per le facciate ventilate hanno uno spessore variabile da 3 a 8 cm e vengono applicati direttamente al supporto murario mediante colle e/o elementi meccanici. La scelta dei materiali di fissaggio è in funzione dello stato del fabbricato. Il fissaggio meccanico è particolarmente adatto qualora si operi su rifacimenti di facciate, in quanto il collante non è in grado di garantire una perfetta adesione su superfici irregolari e degradate dagli agenti atmosferici. In ogni caso usando tasselli espansivi di fissaggio, si dovrà fare attenzione all'uso di materiale plastico per evitare ponti termici. In presenza di fabbricati di nuova costruzione si posso applicare indifferentemente i due metodi di ancoraggio.

Strato di ventilazione
Lo strato di ventilazione è un'intercapedine posto tra l'isolante e il rivestimento esterno, di spessore variabile da 3 a 5 cm. Il dimensionamento di tale strato è importante affinché sia garantita una buona circolazione dell'aria e soprattutto possa innescarsi l'effetto camino (tiraggio verso l'alto dell'aria calda).
Il compito fondamentale dell'intercapedine è quindi quello di permettere un moto ascensionale dell'aria, offrendo un comfort termico. Evidentemente la funzionalità di tale strato dipende dalle condizioni di circolazione dell'aria al suo interno, per cui è da evitare la presenza di eventuali impedimenti che limitino tale flusso (strozzature dovute alla presenza di elementi strutturali o di ancoraggio, irregolarità superficiali dello strato isolante e del materiale di rivestimento, ecc.). Inoltre, per poter garantire una ventilazione naturale all'interno dell'intercapedine, devono essere sempre previste delle griglie di ventilazione di sezione adeguata posizionate in basso e alla sommità di un fabbricato.
Se tutte queste condizioni vengono rispettate, la presenza dell'intercapedine d'aria comporta indubbi benefici quali:

    l'evaporazione della quantità d'acqua depositatasi nella muratura in fase di costruzione;
    l'evacuazione del vapore acqueo proveniente dall'interno nel periodo invernale;
    il raffrescamento dell'involucro edilizio nel periodo estivo per effetto del moto ascensionale d'aria;
    attenua l'afflusso termico che d'estate tende dall'esterno di un fabbricato ad attaccare l'interno;
    frena la dispersione termica dall'interno all'esterno dovuta all'assenza di ponti termici.



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