15-09-2010

Shatotto: Meghna residence in Bangladesh

Saune, Piscine, SPA, Paesaggio, Ville, Expo, Fabbriche, Residenze,

Cemento, Legno, Vetro,

Nonostante la riduzione delle distanze fisiche, ancora poco gli occidentali possono comprendere di riti e scelte abitative di chi vive nel Sudest asiatico. La casa Meghna a Dacca è un’architettura calata nel luogo che lascia ancora stupiti, un esempio di progetto che incontra riti e scelte abitative in Bangladesh.



Shatotto: Meghna residence in Bangladesh La casa Meghna, progetto per l’abitazione di una famiglia a Dacca, capitale del Bangladesh, si regge sulla relazione inscindibile tra elemento costruito, artefatto umano, ed elemento naturale. Tale intreccio non è realizzato nel momento della fabbricazione architettonica, come per esempio accade in genere nel modus operandi europeo, ma è in potenza nella mente del progettista: tanto è vero che, come leggerete alla fine di questo scritto, gli abitanti della casa rimasero piuttosto stupiti dell’aspetto “brutalista” dell’abitazione nuda, priva della vegetazione che avrebbe solo in seguito preso possesso della casa.
La struttura è in cemento a vista, costituita da grandi pannelli, volutamente grezzi, privati persino di qualsiasi decorazione avrebbe impresso, per esempio, la scelta di più minuti casseri in legno. Lo stato “naturale” del calcestruzzo è imbrigliato soltanto nei mattoncini che rivestono alcuni muri esterni, la cui superficie imperfetta e il colore rosso acceso si pongono in continuità con la poetica del “non finito”. Ogni impreciso incontro tra i materiali è un invito all’azione del tempo e della natura che, assenti all’origine, si insinuano nell’architettura per completarla.
La presenza così dominante del verde è leggibile come una precisa scelta paesaggistica se si pensa che, come scrivono i progettisti, a Dacca, una delle città più densamente popolate al mondo, solo il 5% del territorio urbano è adibito a zone verdi e che alle tradizionali abitazioni a un piano con giardino stanno rapidamente sostituendosi nudi complessi residenziali multipiano. Si legge nel progetto di Shatotto la volontà di recuperare questa storica tipologia, ripensando proprio l’edificio multipiano come contenitore di più livelli dove convivano costruito e naturale, cemento e giardino. La residenza, organizzata su cinque piani sopra terra, ciascuno adibito a precise funzioni (locali tecnici al piano terra e seminterrato, stanze di rappresentanza e zona giorno al primo, zona notte e aree studio-svago al secondo, una piscina al quarto dove è completata da altri servizi come sauna e palestra) presenta infatti una distribuzione “fluida”, ritmata dall’alternanza di bacini d’acqua - piccole vasche o grandi piscine – terrazze, giardini e cavedi, favorita anche dalla pianta a ferro di cavallo, dove la continuità dei percorsi è arricchita dalla discontinuità degli scorci visivi. Tale layout che ha il suo centro nel cortile verde, ha anche lo scopo di favorire il passaggio delle correnti provenienti da Est, creando una corretta ventilazione naturale grazie alle numerose aperture, vetrate e terrazze su ogni piano.
Caricata di molteplici stimoli, la casa culmina nella tranquillità della grande piscina semicoperta, da dove si ammirano le contraddizioni della città, mentre si scende il ghat per immergersi nell’acqua.
Così descrive Mr. Kamal, committente della casa, descrive il suo modo di viverla:

«The use of exposed concrete both inside and outside in major walls along with exposed brick initially made my family a bit skeptical and uncomfortable in terms of its mat and raw look of the house. But my architect explained to us the appropriateness of the approach considering the ease of maintenance and the climate of Bangladesh. He also tried hard to make us imagine the house transforming gradually with the growing green that he kept in different levels.
Now after more than a year living in this house, I can see what he meant. Now I enjoy the privacy, movement of air and light, sound of water and obviously the warily messy bouncing green. If I need to be very specific then I will talk about the fourth level music room (gosha ghar) surrounded by the terraces and the gardens attached to the upper level swimming pool, large tree area and the deck by an open sky stair. I like the fluidity. After my daylong exertion when I come back home and sit relaxed or stroll on this calm and quiet area in the midst of chaotic and noisy Dhaka, I become nostalgic to my early days in village and I love it.»

di Mara Corradi
 
Progetto: Shatotto
Capoprogetto: Rafiq Azam
Architetto associato: Roushn Ul Islam
Collaboratore: Akter Hossen
Committente: Privato
Luogo: Dhanmondi, Dhaka (Bangladesh)
Progetto delle strutture: Shamsul Alam and Assaduzzaman
Progetto del paesaggio: Rafiq Azam
Superficie utile lorda: 1860 mq
Superficie del lotto: 1300 mq
Progetto: 2003-2005
Fine lavori: 2005
Struttura in cemento grezzo a vista e facciate in vetro
Rivestimento esterno in mattoni rossi
Pavimenti in marmo di Carrara e legno di mogano burmese
Illuminazione: Massive
Arredi: Moda Casa
Fotografie: Rafiq Azam e Hassan Saifuddin Chandan

 

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