Il Reichstag. Propsetto housing

Norman Foster, Reichstag
Berlino - 1999

05-11-2004
E' uno dei principali simboli della nuova Berlino, in grado di comunicare in un solo colpo d'occhio, quella commistione tra passato e presente che oggi fa della capitale tedesca un laboratorio di architettura e una vera e propria esposizione a cielo aperto: la cupola del Reichstag è frutto dell'inventiva di Norman Foster, vincitore, nel 1993, del concorso internazionale bandito con l'obiettivo di ricostruire la struttura demolita nel 1954.

Mentre la cupola era andata completamente distrutta, le pareti del Reichstag erano rimaste in piedi, ma gravemente danneggiate.
L'intervento dell'architetto londinese, incaricato della rifunzionalizzazione dell'intera struttura, si è basato su una serie di punti che possono così sintetizzarsi: trasparenza, rispetto della storia, tutela dell'ambiente.
Principio ispiratore è stato, infatti, quello di rendere pubblicamente più accessibile l'azione di governo; di qui, la scelta di creare un unico ingresso per il pubblico e per i politici, e di predisporre, al primo piano, una parete in vetro, con vista diretta sulle sale del parlamento.
Relativamente al rapporto con l'edificio preesistente, Foster ha scelto di conservare alcune tracce del passato, emerse durante i lavori di demolizione e di rendere visibile il rapporto tra il nuovo e il vecchio, rispettando l'impianto della struttura originaria. Completamente diversa dalla precedente è invece la nuova cupola: un'avveniristica struttura in vetro e acciaio, al cui interno due rampe elicoidali conducono ad un'area di osservazione, proprio in corrispondenza della sala plenaria.
Entrando si ha l'impressione di essere in un giardino d'inverno, i cui effetti di luce e di trasparenza sono accentuati dal cono rovesciato che si trova al suo centro ed è ricoperto interamente da 360 specchi inclinati.

Sostenuta da 12 colonne in cemento armato, la struttura ha un diametro di 40 metri, un'altezza di 23,5 metri e un peso totale di 1200 tonnellate. Il tronco di cono, che fa da "scultura di luce" ha una base inferiore di 2,5 metri, mentre quella superiore misura 16 metri; è dotato, inoltre, di uno schermo mobile che si sposta per impedire la penetrazione del calore e della luce solare diretta.
Di giorno gli specchi riflettono la luce naturale, illuminando la sala plenaria; di notte, invece,si ha un processo inverso: sempre grazie agli specchi, la luce artificiale della Sala Plenaria si riflette esternamente, illuminando la cupola; quest'ultima si trasforma, quindi, in una specie di lanterna, osservando la quale si può capire se il parlamento è riunito.La cupola svolge un importante ruolo anche nel sistema di ventilazione, poiché estrae aria calda in alto, mentre i ventilatori riciclano energia dall'aria di scarto. La cupola è quindi non solo un elemento distintivo della composizione architettonica, ma anche un importante dispositivo energetico e di illuminazione.

L'edificio, inoltre, così come è stato ricostruito, è un esempio di architettura sostenibile, non solo per l'uso di ventilazione e luce naturale, ma anche per i sistemi di recupero del calore e di cogenerazione.
L'elettricità, infatti, è ricavata dal petrolio vegetale attraverso un sistema che riduce del 94% l'emissione di anidride carbonica. Inoltre, il calore in eccesso viene deviato in uno strato acquifero a 300 metri sotto l'edificio, in modo che in inverno l'acqua calda immagazzinata possa essere utilizzata per riscaldare l'edificio.
Il progetto di Foster è partito, quindi, da un'attenta riflessione sui cambiamenti sociali e politici della città, ma ha lasciato ampio spazio anche alle più innovative soluzioni tecnologiche.

Laura Della Badia

Itinerario di Berlino



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