Al di là del livello ipogeo, in superficie i nuovi corpi sono 3: uno ospita sale da lettura e per mostre temporanee; un volume a forma di cubo custodisce invece scritti, spartiti e incisioni; nel terzo, che si affaccia sulla 37esima strada, si trovano gli uffici.
Il primo padiglione è quello più importante per la distribuzione interna, in quanto qui si trova anche il grande atrio con pareti trasparenti, che rende evidenti i percorsi verso gli altri ambienti.
Nonostante i nuovi corpi abbiano trovato posto proprio nello spazio compreso tra i volumi preesistenti, Piano ha reso evidente la separazione tra il nuovo e il vecchio, mostrando la sua sensibilità verso il contesto.
Grazie a questa soluzione, inoltre, anche i vecchi edifici acquistano una rinnovata personalità, soprattutto perché le loro facciate circondano la nuova piazza, come in una sorte di cornice.
Particolarmente curato, in tutti gli spazi progettati da Piano, il progetto illuminotecnico, che è stato messo a punto dalla RPBW e dalla Arup, studiando soprattutto l'integrazione fra illuminazione naturale ed artificiale.
Laura Della Badia
Dal sito: www.morganlibrary.org
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