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Peter Eisenman

Peter Eisenman
Originario del New Jersey, Peter Eisenman (1932) ha intrattenuto da sempre un forte legame culturale con intellettuali, storici e artisti europei (tra cui Lowe, Tafuri, Derrida) che ne hanno influenzato il pensiero progettuale.
Le sue opere architettoniche ed urbanistiche, ma soprattutto la lunga attività teorica ed educativa, lo collocano idealmente “vicino all’arte concettuale” e al decostruttivismo, con una forte componente sperimentale e una costante ricerca di dialogo tra opposti e tra discipline apparentemente distanti dall’architettura tradizionale (semantica, linguistica, estetica).
Membro del gruppo denominato New York Five - dalla mostra collettiva al MoMA (1967) al volume Five Architects (1972) - ispirato ai lavori di Le Corbusier e al modernismo in genere, Eisenman fonda in quegli anni l’Institute for Architecture and Urban Studies di New York e dirige la rivista Oppositions (1973-82). La sua analisi progettuale è teorizzata in numerosi volumi, tra cui The Formal Basis of Modern Architecture: Dissertation (1963) e Giuseppe Terragni (1985).
La prima fase della sua produzione giovanile rimane soprattutto teorica: in seguito, Eisenman diviene noto per le numerose abitazioni che suscitano accesi dibattiti e talvolta reazioni polemiche (House I a Princeton, 1967-68; House VI a Cornwall, 1972).
Si tratta di costruzioni modulari anticonvenzionali, la cui sequenza temporale (Houses I-XI) e geometrica è solo apparentemente frammentaria e dissacrante.
In realtà, queste case costituiscono un insieme di “nuove” regole costruttive, che per determinate caratteristiche viene definito Cardboard Architecture.
Un’ulteriore fase della sua produzione inizia dagli anni Ottanta, quando realizza opere quali il Greater Columbus Convention Center (1989-93); il Koizumi Sangyo (1988-90); il Nunotani Building (1990-92) a Tokyo; il Monumento alla Shoah a Berlino (1998-2005) e l’University of Phoenix Stadium (2006).
Eisenman ha inoltre sempre accompagnato la sua attività costruttiva a quella didattica, insegnando nelle principali università (Cambridge, Yale, Princeton, Harvard).
 
Peter Eisenman opere e progetti famosi

- Città della Cultura della Galizia, Santiago de Compostela (Spagna), 2013
- University of Phoenix Stadium, Glendale, Arizona (USA), 2006
- Memoriale dell’Olocausto, Berlino (Germania), 2005
- Mostra “Il giardino dei passi perduti”, Museo di Castelvecchio, Verona (Italia), 2004
- FSM East River Project, New York (USA), 2001
- The Aronoff Center, DAAP - University of Cincinnati College, Cincinnati, Ohio (USA), 1996
- Greater Columbus Convention Center, Columbus, Ohio (USA), 1993
- Nunotani Corporation Headquarters Building, Tokyo (Giappone), 1992
- Masterplan Rebstockpark, Francoforte (Germania), 1991
- Koizumi Sangyo Office Building, Tokyo (Giappone), 1990
- Video-Music Pavillon, Groningen (Olanda), 1990
- Wexner Center for the Arts, Columbus, Ohio (USA), 1989
- Biocentrum, Francoforte sul Meno (Germania), 1987
- University Art Museum, Long Beach, California (USA), 1986
- IBA Social Housing, Berlino (Germania), 1985
- Firehouse, Brooklyn, New York (USA), 1985
- House XI - Palo Alto, California (USA), 1978
- House X, Bloomfield Hills, Michigan (USA), 1975
- House VI - Frank residence, Cornwall, Connecticut (USA), 1972
- House II - Falk House, Hardwick, Vermont (USA), 1969

Sito ufficiale 

http://www.eisenmanarchitects.com

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