15-04-2010

Parigi

Pier Luigi Nervi, Moshe Safdie,

Parigi,

Expo, Hotel, Bar, Stadi,

Parigi e i suoi dintorni sono stati modellati in modo sorprendente dal lavoro dei migliori architetti di ogni epoca. La capitale francese è ancor oggi un dinamico palcoscenico di trasformazioni e cambiamenti, in cui prendono vita nuovi edifici, quartieri e progetti urbani. La città continua a sperimentare soluzioni e aspetti architettonici, urbanistici e di decoro urbano diversi e sorprendenti, grazie allo straordinario lavoro di alcuni architetti francesi che guidano con grande impegno l’evoluzione della Parigi contemporanea.



Parigi
Fascino multietnico nella “Metropole”, come i francesi chiamano Montreal, terza città del mondo di lingua francese dopo Parigi e Kinshasa (Congo), la New York del Canada .
Situata alla confluenza dei fiumi San Lorenzo e Outaouais , circondata da almeno 70 isole la maggior parte delle quali disabitate, il primo approccio con gli abitanti della città   ci ricorda il romanzo la Versione di Barney di Mordecai Richler. Città vitale, cordiale, piena di fan di Celine Dion è stata designata dall'Unesco “City of design”nel 2006, unica città nordamericana  e terza nel mondo dopo Buenos Aires e Berlino aricevere questo prestigioso titolo. Fun, ovvero gioia di vivere è il motto della città, contagioso e scenografico. Quartieri come il Village sono vere e proprie concentrazioni del divertimento che si alternano a quello di Mont Royal affollato di piccole librerie e artisti, o a quello Cinese delimitato da due archi colorati. Ma soprattutto gallerie d'arte e di design: alternative nel Village, turistiche nella parte della Old Montreal e assolutamente sperimentali nel Golden Square Mile , mentre la parte più scientifica si concentra nell'area dello Stadio Olimpico che ospitò nel 1976 i Giochi, con la torre inclinata più alta del mondo e nell'isola di Sainte-Helene dove sorge la Biosfera presentata al grande pubblico all'Expo'67 come parte del padiglione americano, oggi  museo interpretativo sul fiume San Lorenzo.
Un mix di grattacieli di vetro e acciaio compaiono dietro antichi edifici e grandi aree pubbliche come il Quartiere Internazionale, spazio urbano d'impostazione moderna limitrofo alla città vecchia, ospitano edifici come il Palais des Congres de Montreal , il Convention Centre, con i suoi vetri colorati nell'interno del quale la luce del giorno trasforma il pavimento in un vero e proprio caleidoscopio.  Camminando attraverso edifici dalle facciate in pietra e vetro si arriva fino alla sede dell'OACI  con  la Tour de la Borse , lo svettante grattacielo opera dei progettisti Pier Luigi Nervi e Luigi Moretti considerato ancora oggi un capolavoro dello stile internazionale del design.

Altra destinazione obbligatoria  è la Grande Bibliotecainaugurata nella primavera del 2005 e progettata dagli studi Patkau Architects e Croft-Pelletier. Lo spazio di 33 mila metri quadri ospita  una grande collezione di edizioni rare, documenti multimediali, stampe e cartine con l'accesso a 4 milioni di documenti e a 1 milione di libri.  Non è solo luogo di cultura ma anche spazio polifunzionale provvisto di auditorium, sale di esposizione, caffè e ristorante. E sempre pensando al bisogno di cultura dei suoi cittadini nella vecchia Montreal  possiamo visitare il Museo di Storia e Archeologia,  Pointe – à – Calliere ma soprattutto il Centro Canadese di Architettura, il cui progetto di Peter Rose e Phyllis Lambert risalente al 1989 rappresenta  un esempio di architettura post moderna. Da vedere Habitat 67, progetto di Moshe Safdie, consistente in una struttura spaziale tridimensionale che riunisce in se funzioni residenziali, commerciali e di servizi. Passeggiando per la città si possono scoprire realtà di design piccole e grandi legate al mondo della moda, della ristorazione e dell'ospitalità alberghiera. Interni di design per il magazzino Eaton o per il Place Montreal Trust con più di 100 boutique e ristoranti che offrono cibo esotico.

Nell'area sud della Place Royale, l'hotel Gault vero e proprio hotel boutique. Pavimento e muri di cemento, alte colonne di ghisa bianche, rivestimenti in acciaio che separano la zona libreria, tutto all'insegna del minimalismo sia nelle parti comuni che nelle sue 30 stanze a disposizione per gli ospiti. In alternativa il St. Paul Hotel che si trova nell'affascinante zona della vecchia Montreal e all'interno di un edificio risalente al 1900, caratterizzato, nella lobby, da  un monumentale caminetto in pietra di alabastro traslucida. Per non parlare dell'hotel  Le Place D'Armes e il leggendario Le St James  o, per chi desidera soluzioni meno impegnative, il più recente Opus. 
E per il pranzo o la cena? Alternativa facile: ci si ferma al Cluny Art Bar spazio all'interno della ex Fonderia Darling restaurata nel 2002. Minimalismo drammatico accentuato da enormi finestre opache che diffondono una luce seducente,il tutto a prezzi contenuti. Si cena invece al Cartet, ristorantino del centro che tra i clienti abituali vanta Brad Pitt e Angelina  Jolie.  Lo shopping si concentra in rue Sainte Catherine e nella città sotterranea,  rifugio di tutti nei mesi invernali quando la temperatura scende notevolmente sotto lo zero. In primavera gli abitanti di Montreal, amanti della musica, si trovano di domenica sul Mont Royal,  immenso parco con alberi e sentieri dal quale si ha la vista più bella sulla città. Arrivati in cima si balla tutti insieme al ritmo dei tamburi per festeggiare cosa? “La vita, la musica, l'arte ... e il design” il tutto concentrato in una delle città nordamericane con un altissima qualità di vita.

Cintya Concari


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