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Le Corbusier

Le Corbusier

Punto di riferimento dell’architettura e dell’urbanistica moderna, Le Corbusier (pseud. di Charles-Édouard Jeanneret, 1887-1965) frequenta dal 1902 la scuola d’arte per incisori nella sua città natale in Svizzera, dove impara le basi della successiva attività di pittore (nel 1918 fonda il movimento purista assieme ad A. Ozenfant). 

Autodidatta nella professione di architetto, per la sua formazione culturale sono fondamentali gli studi col pittore C. L’Eplattenier e soprattutto i lunghi e documentati viaggi di studio all’estero, dove ha modo di compiere apprendistati presso J. Hoffmann, A. Perret, P. Behrens. Col complesso dei suoi scritti teorici, dal 1920 pubblicati nella rivista L’Esprit Nouveau e la formulazione dei celebri “cinque punti” per un’architettura nuova (1926), Le Corbusier pone le basi per l’evoluzione della disciplina architettonica del Novecento.
La sua filosofia progettuale prevede la “soppressione di ogni residua reminiscenza stilistica del passato; esaltazione delle forme geometriche semplici (...), concezione della casa come strumento di abitazione (...) le nuove possibilità offerte dalle moderne tecniche di costruzione in cemento armato” (Treccani).
Tra gli anni Venti e Trenta, assieme al cugino e socio P. Jeanneret, realizza le case Ozenfant, Laroche, Cook, opere in cui “studia e sperimenta per i suoi interni la cosiddetta “promenade architecturale” («passeggiata architettonica»), che perfezionerà nella villa Savoye a Poissy (1929-31), dove la rampa centrale attraversa e unisce tutti gli ambienti dal piano terra su pilotis al tetto-giardino” (Di Marco).

Dopo il modello teorico del Plan Voisin (1925) progettato per Parigi, Le Corbusier estende i suoi principi anche ai piani urbanistici e ai grandi edifici: ne sono esempi i piani per le metropoli di Montevideo, San Paolo e Rio de Janeiro (1929); il progetto Obus ad Algeri (1930-34); il padiglione svizzero alla Città universitaria (1930) e la Cité du refuge (1933) a Parigi; il Centrosoyuz (1936) a Mosca.
Nel dopoguerra, Le Corbusier opera su strutture più plastiche, orientandosi “verso il contenuto emotivo e simbolico dell’edificio” e utilizzando un nuovo approccio soprattutto sui materiali delle facciate.Di questo intenso periodo, sono esempi la straordinaria cappella Notre-Dame-du-Haut a Ronchamp (1955), esemplare modello di architettura religiosa moderna; il palazzo dei filatori ad Ahmedabad (1954); il convento di La Tourette nei pressi di Lione (1960); il piano urbanistico e i molti edifici istituzionali realizzati a Chandigarh tra il 1951 e il 1965.

Innovatore anche nei suoi scritti (tra cui Vers une architecture, 1923; Urbanisme, 1925 e il volume postumo Mise au point, 1965) si autodefinì “homme de lettres”; pur senza precorrere i tempi dal punto di vista dei materiali (come invece furono Perret e Prouvè), riuscì a porre “le soluzioni costruttive moderne tra le risorse fondamentali della poetica architettonica, inventando un nuovo linguaggio della costruzione e delle sue precise figure di riferimento” (Reichlin).
Tra i suoi innumerevoli meriti, l’estensione della Carta di Atene (1934), manifesto programmatico dell’architettura razionalista e l’elaborazione del modulor, sistema di misure basato sulle dimensioni del corpo umano.

Le Corbusier opere e progetti famosi

- Piano urbanistico (con P. Jeanneret, E.M. Fry, J.B. Drew); Palazzo di Giustizia, Segretariato e Parlamento, Chandigarh (India), 1951-65
- Museo d’Arte occidentale, Tokyo (Giappone), 1959
- Convento domenicano di La Tourette, Eveux-sur-l’Arbresle, Lione (Francia), 1960
- Cappella di Notre-Dame du Haut, Ronchamp (Francia), 1955
- Case Jaoul, Neuilly (Francia), 1955
- Progetto Obus e piano regolatore (con P. Jeanneret), Algeri (Algeria), 1930-1942
- Centrosoyuz (con P. Jeanneret), Mosca (Russia), 1929-36
- Padiglione svizzero alla Città universitaria (con P. Jeanneret), Parigi (Francia), 1933
- Cité du refuge (con P. Jeanneret), Parigi (Francia), 1933
- Villa Savoye (con P. Jeanneret), Poissy (Francia), 1931
- Villa Stein de Monzie (con P. Jeanneret), Garches (Francia), 1928
- Quartieri Fruges (con P. Jeanneret), Pessac (Francia), 1927
- Due Case nel quartiere Weissenhof (con P. Jeanneret), Stoccarda (Germania), 1927
- Villa Cook (con P. Jeanneret),  Boulogne-sur-Seine (Francia), 1926
- Villa La Roche-Jeanneret (con P. Jeanneret), Parigi (Francia), 1925
- Padiglione dell’Esprit Nouveau all’Exposition des Arts Décoratifs e progetto plan Voisin (con P. Jeanneret), Parigi (Francia), 1925
- Progetto di “immeuble-villa” (con P. Jeanneret), 1922
- Casa-atelier Ozenfant (con P. Jeanneret), Parigi (Francia), 1922
- Progetto di casa Citrohan, prima versione (con P. Jeanneret), 1920
- Villa Fallet (con R. Chapallaz), La-Chaux-de-Fond (Svizzera), 1907

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